I personaggi di G. K. Chesterton: Giobbe 2 – L’uomo che fu Giovedì

Come può un Dio buono essere autore del male? Che senso ha il male, in un mondo creato da un Dio Onnipotente e buono?
Autore:
Platania, Marzia
Fonte:
CulturaCattolica.it

"Siamo sei che andiamo a chiedere a uno solo che cosa intende fare e chi é"."Credo che la cosa sia un po’ più strana di così", ribatté Syme, "Siamo sei che vanno a chiedere a uno che cosa intendono fare e chi sono" (GKC, L’uomo che fu Giovedì, pag. 161).
Quando affrontano finalmente Domenica, il pauroso ed enigmatico capo degli anarchici, egli rivela loro una terribile verità: è lui stesso che li ingaggiati, è lui il capo dei poliziotti assunti per combatterlo. Ecco il mistero del male dispiegato davanti a loro in tutta la sua terribile contraddittorietà: come può un Dio buono essere autore del male? Che senso ha il male, in un mondo creato da un Dio Onnipotente e buono? Chi è Domenica veramente, il poliziotto buono che ha dato il significato decisivo alla loro vita, o il crudele anarchico che nega con la sua stessa esistenza tutto quanto c'è di buono nel mondo? Ancora i sei devono inseguire una risposta, inseguendo Domenica che fugge. La fuga si conclude in una villa fiabesca, dove laceri e stanchi, scoprono di essere attesi per una festa. Ognuno di loro trova ad attenderlo una camera, una Bibbia aperta sulla pagina della Genesi che riguarda la creazione nel giorno col cui nome sono stati soprannominati nel consiglio anarchico; ed ognuno trova una veste che richiama appunto l'opera della creazione in quel giorno, ma insieme descrive alla perfezione il temperamento di ciascuno, il carattere che ciascuno di loro ha impegnato nella ricerca e nella lotta. Cosi Lunedì, il filosofo, è identificato con il rigore della separazione della luce dalla tenebra; Martedì, il semplice è la separazione della terra dal mare; Mercoledì, complesso e appassionato è la ricca profusione della vita vegetale; Giovedì il poeta è la fissazione della luce pura della filosofia nelle forme determinate del sole, della luna e delle stelle; Venerdì l'ironista, in cui la fantasia si scontra col dubbio, è la creazione dei pesci e degli uccelli; Sabato, l'ottimista è la creazione degli altri animali e dell'uomo. E' Domenica stesso che rivela il significato dei sei personaggi:
"Sia ieri, sia (il tempo non ha importanza) all'inizio del mondo, io vi ho scagliato in battaglia. Io sedevo nell'ombra, dove non é cosa creata, e per voi ero soltanto una voce che ordinava il valore e una sovrumana virtù. Voi udiste la voce nelle tenebre e poi non la udiste mai più: il sole in cielo la negava, la terra e l'aria la negavano, tutta la saggezza umana la negava; e quando vi incontrai alla luce, la negai io stesso. [...]. Ma voi eravate uomini, voi non dimenticaste il vostro onore segreto." (Ibidem, pag. 189).
Questi sei uomini che sono rimasti uomini perché hanno, ognuno a modo loro, secondo il proprio temperamento, lottato per un bene che a mala pena intravedevano, spesso tremando e a volte anche umanamente dubitando; che però non hanno dimenticato la loro segreta consegna, non si sono lasciati attrarre dalle cose del mondo fino a perdervicisi, né si sono lasciati scoraggiare dalla potenza del Male e dalla esiguità del bene; che non si sono mai arresi alla apparente insignificanza del mondo, bruciando ogni loro umana energia alla ricerca delle risposte alle loro domande; questi sei sono i rappresentanti dell'umanità davanti al mistero di Domenica.