I personaggi di G. K. Chesterton: il mistico 2 – La sfera e la Croce

Ogni ateo intelligente, come Turnbull, è un uomo alle soglie della conversione. La ragione stessa conduce a Dio. Il vero nemico della fede non è dunque l'ateo, ma l'indifferente.
Autore:
Platania, Marzia
Fonte:
CulturaCattolica.it

McJan ha acquistato la capacità di vedere le cose anche da un diverso punto di vista. Questa visione, per così dire "binoculare", della realtà gli permette infine di risolvere il suo dilemma a proposito del duello: la causa, come egli sentiva, era giusta, ma il nemico, come egli iniziava a comprendere, era quello sbagliato. Ogni ateo intelligente, come Turnbull, è un uomo alle soglie della conversione. La ragione stessa conduce a Dio. McJan ha ricevuto la Fede come tradizione, come una eredità e l'ha abbracciata con tutto se stesso forse prima ancora di averla esaminata. Ma bisogna lasciare che ognuno ci arrivi seguendo la propria strada: Dio stesso ha lasciato l'uomo libero, perché arrivi per la sua strada, la ragione, fino a Lui. Chi si interroga sul senso del mondo, sul mistero del male, sul significato del vivere, chi come Turnbull non si accontenta di vivere i propri giorni sulla terra senza interrogativi, senza alzare i pugni verso la cattedrale di San Paolo, per sfidare Dio se c'è, a mostrarsi e a combattere, riceverà prima o poi la sua risposta, che è e può essere soltanto una, quella della Chiesa Cattolica. Il vero nemico della fede non è dunque l'ateo, ma l'indifferente.
Il cambiamento di McJan, per quanto preparato dal suo lungo interrogarsi sui sentimenti, positivi, che nutre per quello che dovrebbe essere il suo nemico per eccellenza, e per la sinergia di giudizi che i due scoprono di avere sulla folla di ignavi da cui sono continuamente ostacolati, accade, come ogni conversione, all’improvviso. Accade quando si imbatte in Lucifero e si accorge che il suo lavoro non è stato quello di sostenere Turnbull, affinché vincesse, ma di impedire il duello, anche a costo, come è accaduto, di trasformare l'intera Inghilterra in un manicomio e considerare sani di mente solo coloro che rinunciano definitivamente a prendere una posizione o anche solo ad interrogarsi sul senso e il destino di sé e del mondo. Mentre sono anche essi prigionieri nel manicomio, in sogno Lucifero offre ad entrambi la vittoria nel duello contro l'opposta visione del mondo. McJan comprende all’improvviso che egli può farlo perché è una vittoria insignificante: Lucifero può ben concedere che il mondo sia governato dalla Sfera, simbolo della ragione autonoma, o dalla Croce, simbolo del Dio venuto a salvare la ragione da se stessa; purché la Sfera sia una ragione che ragiona su tutto tranne che su se stessa e il proprio fine, una ragione che non conduca i suoi ragionamenti fino in fondo, là dove essa si apre alla Grazia; e la Croce sia un simbolo esteriore inincidente sulla vita, un tipo di organizzazione sociale che si sostituisca all'uomo nel suo interrogarsi, fornendo risposte preconfezionate e obbligatorie. Rifiutando questa vittoria fittizia, McJan d'impulso riconosce il vero nemico: Lucifero, colui che non vuole che il mondo si interroghi, perché a chi chiede sarà dato: un nemico molto più pericoloso di Turnbull, l'ateo. Tanto è vero che Lucifero, scoprendolo a parlare con Turnbull che pure ha rifiutato la vittoria, falsa, offertagli, è costretto a rinchiuderli nelle segrete del manicomio. Rifiutando la vittoria fittizia McJan si è liberato del suo fanatismo, cessando la sua contrapposizione a Turnbull. Ciò implica per lui anche l'uscire da un orizzonte ristretto, circoscritto dalla sua diatriba privata con l'ateo; la sua fede assume una valenza di salvezza universale: il fatto è che tutto il mondo attende, ha bisogno della sua fede per salvarsi. Tutti i personaggi coinvolti nella vicenda sono da Lucifero rinchiusi in manicomio: egli vuole estirpare anche il ricordo della loro contrapposizione, che rischia di risvegliare il mondo dal torpore in cui lui lo vuole immerso. Infatti la gente nei pub ha incominciato a discutere di Dio a causa del duello; il duello quindi deve sparire dalla memoria del popolo, perciò tutti i testimoni sono stati rinchiusi. Tra essi McJan ritrova anche la ragazza di cui è innamorato; pur cresciuta nella filosofia secondo la quale tutte le convinzioni sono ugualmente rispettabili, cioè tutte ugualmente insignificanti, ha a suo tempo incoraggiato il duello: perché avvertendo l’infinito vuoto spirituale della propria posizione, non poteva avere altra speranza che appigliarsi alla possibilità implicita nella loro volontà di duellare: che se al mondo ci sono due filosofie, una deve essere vera e una falsa, che deve essere possibile decidere fra di esse e abbracciarne una e rifiutare l'altra; che questa scelta deve essere decisiva per l'esistenza, e se chiede il sacrificio della vita, valga la pena di sacrificare la vita per ciò in cui si crede. Nello stesso modo attendono la risposta, o per lo meno ne hanno bisogno anche coloro che hanno tentato di fermare i due duellanti in nome delle loro teorie: il giudice del processo, il pacifista, l'evoluzionista. Persino tutti coloro che si sono trovati a incontrarli solo per caso, come l'uomo a cui hanno rubato lo yacht e il padre della giovane cattolica di cui si è innamorato Turnbull, il quale crede fermamente nei principi della Rivoluzione Francese: tutti questi uomini, cioè tutti gli uomini, testimoni dello scontro tra la fede e la mancanza di fede, ma più profondamente tra la questione di Dio, e il vivere come se Dio non ci fosse, sono in attesa della risposta, della salvezza. Questa salvezza viene loro da McJan. Tutti sono disposti a bruciare vivi nell'incendio del manicomio, che il giacobino ha appiccato, pur di liberarsi dei loro aguzzini, di coloro che vogliono impedire loro di decidere in quella radicale alternativa, tenendoli in posizione di minorità spirituale. E difatti gli aguzzini, che hanno troppo da perdere, fuggono. Essi rimangono però imprigionati dalle fiamme. Più orribile di tutte appare la sorte di un povero folle, il monaco Michele, che Lucifero ha seppellito vivo nelle profondità delle segrete, perché è colui che soprattutto egli odia e teme: l'uomo santo e perciò perfettamente felice. Quando lo sentono ridere e cantare, dalla sua prigione in preda alle fiamme, tutti e soprattutto Turnbull, lo ritengono pazzo: solo McJan intuisce il segreto di quella perfetta gioia e cambia l'invocazione istintiva di Turnbull "Salvatevi", in "Salvateci": per tre volte lo invoca come salvatore. Il Santo Michele esce e passa cantando mentre sotto i suoi piedi scalzi le fiamme si spengono aprendo una strada verso la salvezza per tutti. Solo McJan conosceva sufficientemente il divino da poterlo riconoscere, sotto l'apparenza della follia, dalla letizia che ne è l'indice più perfetto.