Domani è un altro giorno - Ornella Vanoni

Malinconia o domanda reale?
Fonte:
Centro Culturale Rebora



C'è un impeto di sincerità autentico nello sguardo su di sé che questa canzone esprime; l'uomo infatti comincia a essere vero quando riconosce la propria miseria. Ma in una cultura sentimentalistica ed emozionistica come quella in cui viviamo è difficile che il riconoscimento della propria mendicanza sfugga ad una reattività superficiale e istintiva; così l'uomo si abbandona facilmente ad una malinconia che lo abbatte o a speranze irragionevoli ("domani è un altro giorno, si vedrà": ma come, se è andata male fino a adesso? che cosa può determinare un cambiamento?).
È emblematico il titolo di un best seller di questi ultimi anni: "Va' dove ti porta il cuore"; ma cosa si intende per "cuore"? Il fascio fluttuante dei nostri sentimenti e delle nostre emozioni? Un cuore siffatto può condurre irragionevolmente da qualsiasi parte, anche nella violenza più cieca o nella disperazione più nera.
Il riconoscimento della propria miseria e mendicanza è vero e ha una speranza solo se non è di fronte al vuoto, ma di fronte ad un Altro, ad un Tu che possa accogliere e realizzare l'uomo. È l'Altro che quand'anche non fosse riconosciuto e noto sta comunque nella grande evidenza dell'esistenza: è il Mistero che mi fa essere, il Tu-che-mi-fai-essere, verso il quale dovrebbe elevarsi come gesto supremo di ragionevolezza e verità la domanda appassionata dell'uomo.
È utile leggere qui le parole con cui la scrittrice Sigrid Undset descrive lo stato d'animo della protagonista del suo romanzo Kristin figlia di Lavrans nel momento in cui quest'ultima giunge alla conclusione della sua travagliata esistenza:. Appare evidente come sia diverso lo sguardo su di sé e sui propri peccati e tradimenti quando si è potuto vivere in una storia e una cultura di un popolo segnato nonostante tutti i propri limiti da una autentica esperienza cristiana: "Una cosa era certa: Dio, ella lo sapeva, aveva stretto un patto con lei, un patto d'amore col quale la legava a sé in eterno, indipendentemente dalla sua volontà, dai suoi pensieri terreni, questo amore era esistito sempre in lei, aveva agito come il sole sulla terra che dà alla fine i suoi frutti. Questi frutti nessuno avrebbe potuto distruggerli, né il fuoco dei desideri carnali, né l'orgoglio, né l'ira folle. Era stata serva di Dio, anche se ribelle, restia, infedele nel cuore, con una preghiera falsa sulle labbra; una serva maldestra, insofferente davanti alla fatica, indecisa, ma Dio aveva voluto mantenerla lo stesso al suo servizio".

Testo della canzone

È uno di quei giorni che ti prende la malinconia
che fino a sera non ti lascia più.
La mia fede è troppo scossa ormai, ma prego e penso fra di me:
"Proviamo anche con Dio, non si sa mai"

E non c'è niente di più triste, in giornate come queste,
che ricordare la felicità, sapendo già che è inutile ripetere:
"Chissà? Domani è un altro giorno, si vedrà"

È uno di quei giorni in cui rivedo tutta la mia vita
bilancio che non ho quadrato mai
Posso dire d'ogni cosa che ho fatto a modo mio
ma con che risultati non saprei

e non mi sono servite a niente esperienze e delusioni
e se ho promesso "non lo faccio più", ho sempre detto in ultimo:
"Ho perso ancora ma domani è un altro giorno, si vedrà"

È uno di quei giorni che tu non hai conosciuto mai
Beato te! Sì, beato te. Io di tutto un'esistenza spesa a dare,
dare... dare... non ho salvato niente neanche te

Ma nonostante tutto io non rinuncio a credere
che tu potresti ritornare qui e come tanto tempo fa ripeto:
"Chi lo sa? Domani è un altro giorno, si vedrà"

E oggi non m'importa dalla stagione morta
per cui rimpianti adesso non ho più e come tanto tempo fa
io ripeto: "Chi lo sa? Domani è un altro giorno, si vedrà"

Domani è un altro giorno, si vedrà.