Birthday card at Christmas - Jethro Tull

Fonte:
CulturaCattolica.it

Tra i vari motivi che rendono il Natale attrattivo come una calamita per Ian Anderson, il leader storico dei Jethro Tull, ve n’è anche uno personale e familiare: la figlia Gael infatti, che ha sposato nel 2006 l’attore Andrew Lincoln, è nata “a un soffio dal Natale”, e quindi si trova a festeggiare il proprio compleanno in coincidenza col Grande Evento. Ecco l’occasione prossima della canzone “Birthday card at Christmas”, inserita dapprima nell’album solo “Rupi’s dance” e poi come ouverture del “Christmas Album”(2003). Così la presenta Ian:
Mia figlia, come milioni di altri sfortunati, festeggia il compleanno a un soffio da Natale. Invasi dal Grande Evento, questi compleanni rischiano di essere squallidi, formali e pegni fugaci nel loro passaggio privo di eventi”.
Questa considerazione potrebbe rientrare nel dilemma proposto recentemente dal Card. Angelo Scola nella sua “Lettera ai bambini per il Natale 2012”: “Aspetti qualcosa o Qualcuno?” Così ne parla il sito della diocesi di Milano:
Natale è sicuramente la festa più attesa di tutte le feste dell’anno. Tutti i bambini l’aspettano. Ma si aspetta qualcosa o si aspetta qualcuno? È la domanda che il cardinale Scola rivolge ai bambini attraverso la sua lettera. «Con il Natale - lo dice la parola, che significa nascita - noi aspettiamo soprattutto Qualcuno» risponde, da parte sua, l’Arcivescovo che ci tiene a ricordare ai bambini: «Il regalo più bello è Gesù. Tutti gli altri regali che aspettiamo sono segno di Lui».
Ma anche Anderson allarga la propria riflessione: forse l’”ombra” che incombe sui compleanni dei “bimbi nati a Natale” riguarda anche Lui, il grande Festeggiato che molti dimenticano.
Alcuni potrebbero obiettare che la festa deprimente e il festeggiamento natalizio del calendario cristiano mettano in ombra l’umile compleanno di un tale Signor Gesù Cristo. Buoni vecchi 25 dicembri…”
Così la “stella Polare”, ossia l’indicazione vera che viene dalla Nascita di Cristo, si smarrisce nell’oscurità più fitta; e i doni dei Magi diventano “ciondoli d’oro e incenso a basso costo”. Caro dolce Gesù Bambino, molti hanno “la mente fissa su altre cose”. Serve proprio una “conversione” (adombrata forse nei “quaranta giorni” per un “buon comportamento”). Può sembrare datata questa riflessione anticonsumistica. Ma quando giunge al cuore e al nocciolo delle questioni, non è mai superflua. Ce lo ricorda ancora il card. Scola:
«Gli auguri di Natale sono diversi da quelli del tuo compleanno, quello per cui la mamma e il papà organizzano in tuo onore una festa a cui tu inviti gli amici. Ascolta un po’ in cosa consiste questa differenza. A Natale io e te ci scambiamo gli auguri, ma la festa non è anzitutto per noi. È per un altro: Gesù Bambino. Noi siamo gli invitati».
«Per cogliere bene il senso del compleanno di Gesù, del Natale, tu ed io, insieme, dobbiamo fare un passo. Dobbiamo riconoscere che Gesù è vivo e cammina con noi. Ci accompagna a scuola, in casa, nel gioco con gli amici... in una parola: nella vita. Se è presente in mezzo a noi, si capisce che ci inviti al suo compleanno…Questa libertà, piena di domande, è il dono del Natale di Gesù Bambino. Adesso si capisce perché a Natale ci facciamo gli auguri. Dire agli altri “Buon Natale” è ricordare a tutti che Gesù Bambino è il regalo più bello che gli uomini hanno ricevuto
».
Un trillo di flauto apre la canzone: quasi un fischio, forse a ricordare che fu proprio Gael, tornata dalla lezione di musica della scuola, a far presente al padre Ian che il suo modo di suonare lo strumento non era per niente ortodosso (così raccontano le leggende tulliane). E lo sguardo affettuoso del padre, che accomuna Gael e Gesù Bambino, pervade poi l’intero testo.



Birthday Card At Christmas
(Ian Anderson)
Got a birthday card at Christmas: it made me think of Jesus Christ.
It said, “I love you” in small letters. I simply had to read it twice.
Wood smoke curled from blackened chimneys. The smell of frost was in the air.
Pole star hovered in the blackness. I looked again: it wasn’t there.

People have showered me with presents. While their minds were fixed on other things.
Sleigh bells, bearded red suit uncles. Pointy trees and angel wings.
I am the shadow in your Christmas. I am the corner of your smile.
Perfunctory in celebration. You offer content but no style.

That little baby Jesus: he got a birthday card or three.
Gold trinkets and cheap frankincense. Some penny baubles for his tree.
Have some time off for good behaviour. Forty days, give or take a few.
Hey there, sweet baby Jesus: Let’s share a birthday card with you.

Biglietto di compleanno a Natale
Ho ricevuto un biglietto di compleanno a Natale che mi ha fatto pensare a Gesù Cristo.
Diceva: “ti amo” in minuscolo. Dovetti semplicemente leggerlo due volte.
Fumo di legno si avvolgeva a spirale da camini anneriti. Odore di gelo era nell’aria.
La stella polare si aggirava nell’oscurità. Guardai ancora: non c’era più.

La gente mi ha inondato di regali con la mente fissa su altre cose.
Campane da slitta, zii vestiti di rosso con la barba. Alberi a punta e ali di angeli.
Sono l’ombra nel tuo Natale. Sono l’angolo del tuo sorriso.
Formale nel festeggiamento. Offri sazietà senza stile.

Quel piccolo bambino Gesù: ricevette un biglietto di compleanno o tre.
Ciondoli d’oro e incenso a basso costo. Dei fronzoli da poco per il suo albero.
Ho del tempo libero per buona condotta. Quaranta giorni, all’incirca.
Ciao, dolce Gesù bambino: condividiamo un biglietto d’auguri con te.

Traduzione di Caterina Allais
Immagini di Chiara Ciceri

La foto nei banner raffigura Gael Anderson