"Perelandra" 5 - Storia di una Caduta evitata

Fonte:
CulturaCattolica.it

Storia di una Caduta evitata
Se “Lontano dal pianeta silenzioso” ruotava attorno alla Caduta degli angeli ribelli (per colpa dei quali la Terra/Thulcandra è territorio occupato dal nemico), “Perelandra” pone al centro della narrazione una Caduta evitata.
Osservando la cronologia delle opere di Lewis, appare evidente che gli anni immediatamente successivi al 1940 sono occupati da libri risonanti sulle stesse lunghezze d’onda: “Screwtape letters” (“Le lettere di Berlicche”) (1942); “A Preface to Paradise Lost” (1942, inedito in italiano); “Perelandra” (1943). In particolare il “Paradiso perduto” di John Milton, poema epico in versi pubblicato nel 1667, che l’amico Charles Williams aveva fatto oggetto di una serie di affascinanti lezioni all’Università di Oxford, fu decisivo per la tematica di “Perelandra”:

“Lewis, nel frattempo, era riuscito a concepire l'idea per un romanzo. In
verità esso nacque in parte dalla stesura di A Preface to Paradise Lost. Nell'esaminare il trattamento di Milton della Caduta e nel riflettere sullo scopo del «frutto di quell'albero proibito», egli giunse alla conclusione che «l'unico motivo della proibizione era quello di instillare obbedienza». Infatti in un certo punto del suo libro su Milton egli si spostava nel regno della fantasia, con un resoconto immaginario di ciò che sarebbe potuto accadere se Adamo ed Eva fossero rimasti incontaminati dal peccato e immortali, e se i futuri abitatori del mondo avessero fatto un pellegrinaggio occasionale nell'Eden:
«A voi o a me, forse una volta nell'arco della vita, sarebbe toccato l'onore
quasi terrificante di giungere alla fine, dopo lunghe peregrinazioni e preparativi rituali, e lenti accostamenti cerimoniali, alla presenza stessa del grande Padre, Sacerdote e Imperatore del Pianeta Tellus; qualcosa da ricordare per il resto della vita».
A questa speculazione sulla natura di un Adamo e di un'Eva non corrotti dal peccato si affiancò la sua ricorrente immagine mentale di isole galleggianti; le due cose si fusero insieme e il risultato fu il pianeta Perelandra, dove la coppia di creature umane non ha ancora peccato, dove ci sono isole galleggianti e una "terra ferma" proibita, e dove (già dall'inizio della storia) il potere del male, che ha preso dimora in un viaggiatore spaziale, giunge per cercare di provocare un'altra caduta”. (11)

NOTE
11. HUMPHREY CARPENTER, Gli Inklings. Tolkien, Lewis, Williams & Co., Jaca Book, Milano 1985, pag. 161.