1 Ottobre. ROMANO GUARDINI (Verona, 17 febbraio 1885 – Monaco di Baviera, 1º ottobre 1968). La persona contro i totalitarismi.

La sua opera e la sua vita ci offrono strumenti preziosi per operare la giustificazione razionale della speranza di fronte all'assenza di significato che caratterizza la nostra condizione oggi.
Fonte:
CulturaCattolica.it
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Oggi 1 ottobre, ricordiamo in modo particolare due fatti apparentemente lontani: il settantatreesimo anniversario della Repubblica Popolare cinese e la morte di uno dei più grandi teologi del novecento, maestro di Benedetto XVI.

Padre Bernardo Cervellera, ex-direttore di Asia News, nel suo dossier sulla Cina sostiene che le celebrazioni per il sessantesimo anniversario furono tese a mettere a tacere tutte le voci, che si riferiscono alla esperienza elementare di democrazia fondata sulla persona, in cui il rapporto con il Dio/verità sta alla base della dimensione relazionale.

https://www.asianews.it/notizie-it/I-60-anni-della-Repubblica-popolare-cinese:-il-Partito-contro-il-popolo-16435.html

Anche Romano Guardini riflette sul rapporto tra totalitarismo e libertà, come acutamente osserva Fabrizio Gualco nel suo intervento qui sotto riportato.
http://www.santiebeati.it/dettaglio/94949

Fin dal 1929 afferma infatti:
«Il Cristianesimo non è una teoria della verità o una interpretazione della vita. Esso è anche questo, ma non in questo consiste il suo nucleo essenziale. Questo è costituito da Gesù di Nazareth, dalla sua concreta esistenza, dalla sua opera, dal suo destino». Romano Guardini, L'essenza del Cristianesimo, Brescia, Morcelliana 1989

Quando il nazismo prende il potere la sua preoccupazione è quella di mettere a fuoco il concetto di uomo/persona come antropologia capace di contrastare il totalitarismo in tutte le sue forme.
Come sostiene Fabrizio Gualco (https://francescomacri.wordpress.com/2017/05/08/romano-guardini-profilo-filosofico-e-teologico/) infatti Guardini ha immediatamente chiaro che il totalitarismo è l'espressione di un Assoluto impersonale, avverso all'uomo e alle sue legittime esigenze.
Sul piano sociale, al posto dei diritti naturali, fondati sulla libertà e sul senso di responsabilità, il totalitarismo istituisce ed impone una nuova legge dell'esistenza, che dice che l'uomo non è libero né responsabile ma sottoposto alle imposizioni necessarie di un apparato da lui stesso creato.
L'apparato impersonale possiede le sue esigenze e l'uomo vi si deve sottomettere. Di natura contraria ed avversa a quella della persona, l'apparato funziona a patto che la persona "salti".

All'interno dell'apparato totalitario l'uomo è funzione dello Stato, come un dente nella bocca del Leviatano. Niente più di un ingranaggio, peraltro sostituibile, del sistema. A Guardini risulta chiara, però, anche l'altra faccia del totalitarismo, la sua parte meno evidente, ma senza dubbio la più virulenta, quella che sta in interiore homine e che è anche oggi all'opera con molta violenza.

ESSO DERIVA DALLA SOPPRESSIONE DELLA COSCIENZA PERSONALE COME LUOGO IN CUI VIGE LA DISTINZIONE FRA LIBERTÀ ED ARBITRIO E DUNQUE FRA LIBERTÀ E SCHIAVITÙ. E DELLA RESPONSABILITÀ COME SENSO MORALE DI TALE DISTINZIONE.

Ma il grande teologo, nel suo intervento di rievocazione della Rosa Bianca che riportiamo integralmente nel file seguente da scaricare, non si ferma qui e prosegue affermando poi, in modo inaspettato, che all’origine del totalitarismo sta quella concezione dell’uomo che nega la dimensione della coscienza e della verità e che ha portato l’Europa e il mondo ad elaborare con la tecnica una società che sfugge alla responsabilità della persona e che va in direzioni che la coscienza non riesce a dominare.

"Il potere dell’uomo sulla natura si è concentrato in oggetti da lui prodotti che hanno una forza mai vista; li chiamiamo macchine. A seconda della loro funzione e della loro specifica fabbricazione stanno l’una in rapporto all’altra in un grande sistema di interdipendenze; questo è ciò che chiamiamo “tecnica”. Essa si fonda su una ricerca scientifica in continua crescita e su di una organizzazione socio-economica che attraversa sia la vita dello Stato che quella del popolo: questa è ciò che chiamiamo la “società moderna”.

E’ tipico di questa società il fenomeno dell’opinione pubblica, ossia dell’opinione che non si forma spontaneamente dalla vita delle persone o dei gruppi, ma viene guidata dalla stampa, dal servizio d’informazioni, dalla radio, dalla televisione, dai social media; attraverso iniziative, programmi, rappresentanze di interessi dei tipi più diversi.

Parallelamente a questa il fenomeno del traffico, in ferrovia, nave, aereo, automobile, raccoglie tutto ciò che riguarda l’organizzazione, la propaganda, e tutto il resto. Tutte queste attività, strutture e prodotti creano un ambiente che condiziona l’uomo stesso. Non solo per il fatto che esige da lui le prestazioni corrispondenti, ma anche perché lo porta ad un atteggiamento spirituale che si esprime in criteri che stabiliscono ciò che è degno della vita e in ordinamenti dei valori.
Nasce così un “tutto” che incide in ogni sfera della realtà: sorge una nuova “forma del mondo”, e ciò significa anche una nuova “forma dell’uomo”

    Testo della commemorazione