2 aprile - san GIOVANNI PAOLO II: un pontificato per il nuovo millennio.

Oggi, 2 Aprile, nel 2005 si spegneva a Roma il più grande Pontefice della Chiesa in età moderna: il significato della sua vita e della sua opera parte dalla Chiesa e si estende al mondo, parte dalla dimensione teologica e pastorale e si estende a quella politica e sociale.
Il suo biografo ufficiale, G.Weigel, nel suo monumentale "Testimone della speranza" scrive che "l'umanesimo cristiano come risposta della Chiesa alla crisi della civiltà mondiale al termine del XX secolo" (p.1068) rappresenta l'annunciato significato del suo pontificato, da lui proposto all'inizio del suo insediamento con l'Enciclica inaugurale “Redemptor Hominis”.
"Cristo, Redentore del mondo, rivela la stupefacente verità sulla condizione dell'uomo e sul suo destino ultimo; l'amore che spinge al dono di sé rappresenta il sentiero lungo il quale la libertà dell'uomo trova il proprio compimento nel fiorire della civiltà." (p.1069)


Otto – secondo Weigel - furono gli esiti principali di tale suo impegno.

1) Riportò l'ufficio di Pietro alle sue radici evangeliche: il Papa come primo evangelizzatore e non come "direttore generale della Chiesa" nella sua dimensione burocratica e amministrativa.

2) Incarnò e realizzò ciò che il Concilio Vaticano II aveva desiderato:
- concezione cristiana della persona;
- definizione di Chiesa come comunione di fedeli;
- rinnovamento del culto;
- dialogo con la scienza;
- difesa della libertà religiosa come il più elementare dei diritti dell'uomo.

3) Propose la DEMOCRAZIA COME SERVIZIO ALLA LIBERTÀ NELLA VERITÀ e rispose alla RIVOLUZIONE SESSUALE CON LA SUA TEOLOGIA DEL CORPO.

4) Fece crollare dall'interno il comunismo in Europa.

5) Sostenne con forza il primato della cultura e DIEDE UN COMPIMENTO ALLA DOTTRINA SOCIALE DELLA CHIESA, con la conseguente affermazione della importanza della morale pubblica di fronte alle sfide della scienza e della tecnologia.

6) Introdusse L'ECUMENISMO NEL CUORE DEL CATTOLICESIMO, rivoluzionando il dialogo con le confessioni cristiane.

7) Rinnovò il DIALOGO INTERRELIGIOSO e si aprì all'ebraismo.

8) Rappresentò un MODELLO DI RINNOVAMENTO PERSONALE per innumerevoli esseri umani.


Tra le innumerevoli possibilità di approfondimento segnaliamo:
Sulla sua morte vedi la pagina di Stefano Rizzelli.

Sul suo pontificato vedi l’udienza dedicata significativamente alla concezione dell'uomo come unità di anima e corpo.

Oppure la toccante rievocazione di papa Benedetto XVI.

Ecco la sua Via Crucis.

E infine il film sulla sua vita curato dal cardinal Diwisz

Altri giorni del Marciapiedaio ricordano san Giovanni Paolo II.

- Il 16 ottobre nel 1978 in piazza S.Pietro a Roma viene eletto papa Karol Wojtyla, il primo papa polacco e perciò slavo della storia.

- Il 15 agosto ricordiamo l’uscita della "Mulieris dignitatem".

- Il 19 agosto ricordiamo la “VEGLIA DI PREGHIERA PRESIEDUTA DAL SANTO PADRE san GIOVANNI PAOLO II –durante la XV GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTÙ” - Roma Tor Vergata, sabato 19 agosto 2000
Ecco altre riprese televisive dell’indimenticabile avvenimento.
Qui il discorso finale.

5. Cari giovani, è difficile credere in un mondo così? Nel Duemila è difficile credere? Sì! E' difficile. Non è il caso di nasconderlo. E' difficile, ma con l'aiuto della grazia è possibile, come Gesù spiegò a Pietro: "Né la carne né il sangue te l'hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli" (Mt 16,17).
Questa sera vi consegnerò il Vangelo. E' il dono che il Papa vi lascia in questa veglia indimenticabile. La parola contenuta in esso è la parola di Gesù. Se l'ascolterete nel silenzio, nella preghiera, facendovi aiutare a comprenderla per la vostra vita dal consiglio saggio dei vostri sacerdoti ed educatori, allora incontrerete Cristo e lo seguirete, impegnando giorno dopo giorno la vita per Lui!
In realtà, è Gesù che cercate quando sognate la felicità; è Lui che vi aspetta quando niente vi soddisfa di quello che trovate; è Lui la bellezza che tanto vi attrae; è Lui che vi provoca con quella sete di radicalità che non vi permette di adattarvi al compromesso; è Lui che vi spinge a deporre le maschere che rendono falsa la vita; è Lui che vi legge nel cuore le decisioni più vere che altri vorrebbero soffocare. E' Gesù che suscita in voi il desiderio di fare della vostra vita qualcosa di grande, la volontà di seguire un ideale, il rifiuto di lasciarvi inghiottire dalla mediocrità, il coraggio di impegnarvi con umiltà e perseveranza per migliorare voi stessi e la società, rendendola più umana e fraterna.
Carissimi giovani, in questi nobili compiti non siete soli. Con voi ci sono le vostre famiglie, ci sono le vostre comunità, ci sono i vostri sacerdoti ed educatori, ci sono tanti di voi che nel nascondimento non si stancano di amare Cristo e di credere in Lui. Nella lotta contro il peccato non siete soli: tanti come voi lottano e con la grazia del Signore vincono!

6. Cari amici, vedo in voi le "sentinelle del mattino" (cfr Is 21,11-12) in quest'alba del terzo millennio. Nel corso del secolo che muore, giovani come voi venivano convocati in adunate oceaniche per imparare ad odiare, venivano mandati a combattere gli uni contro gli altri. I diversi messianismi secolarizzati, che hanno tentato di sostituire la speranza cristiana, si sono poi rivelati veri e propri inferni. Oggi siete qui convenuti per affermare che nel nuovo secolo voi non vi presterete ad essere strumenti di violenza e distruzione; difenderete la pace, pagando anche di persona se necessario. Voi non vi rassegnerete ad un mondo in cui altri esseri umani muoiono di fame, restano analfabeti, mancano di lavoro. Voi difenderete la vita in ogni momento del suo sviluppo terreno, vi sforzerete con ogni vostra energia di rendere questa terra sempre più abitabile per tutti.
Cari giovani del secolo che inizia, dicendo «sì» a Cristo, voi dite «sì» ad ogni vostro più nobile ideale. Io prego perché Egli regni nei vostri cuori e nell'umanità del nuovo secolo e millennio. Non abbiate paura di affidarvi a Lui. Egli vi guiderà, vi darà la forza di seguirlo ogni giorno e in ogni situazione.
Maria Santissima, la Vergine che ha detto «sì» a Dio durante tutta la sua vita, i Santi Apostoli Pietro e Paolo e tutti i Santi e le Sante che hanno segnato attraverso i secoli il cammino della Chiesa, vi conservino sempre in questo santo proposito!
A tutti ed a ciascuno offro con affetto la mia Benedizione.

Alla fine del suo discorso ai giovani, Giovanni Paolo II ha così proseguito:
Voglio concludere questo mio discorso, questo mio messaggio, dicendovi che ho aspettato tanto di potervi incontrare, vedere, prima nella notte e poi nel giorno. Vi ringrazio per questo dialogo, scandito con grida ed applausi. Grazie per questo dialogo. In virtù della vostra iniziativa, della vostra intelligenza, non è stato un monologo, è stato un vero dialogo.

Al termine della celebrazione il Papa ha salutato i giovani con queste parole:
C’è un proverbio polacco che dice: "Kto z kim przestaje, takim si? staje". Vuol dire: se vivi con i giovani, dovrai diventare anche tu giovane. Così ritorno ringiovanito. E saluto ancora una volta tutti voi, specialmente quelli che sono più indietro, in ombra, e non vedono niente. Ma se non hanno potuto vedere, certamente hanno potuto sentire questo "chiasso". Questo "chiasso" ha colpito Roma e Roma non lo dimenticherà mai!