17 Maggio. Il referendum sull'aborto: uno scontro tra fedi opposte

Fonte:
CulturaCattolica.it
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Oggi, 17 Maggio, nel 1981 con un referendum, gli italiani confermano la legge sull'aborto del 1978.

I quesiti sottoposti al voto popolare furono cinque: per l'abrogazione del fermo di polizia, dell'ergastolo, del porto d'armi, e le due proposte sull'aborto.
Gli italiani si pronunciarono per il mantenimento delle norme.

Ecco i dati sul voto

Interruzione gravidanza 1 - Promosso dai Radicali.
Abrogazione di alcune norme della legge 194 sull'aborto per rendere più libero il ricorso all'interruzione di gravidanza.

Iscritti alle liste 43 154 682
Votanti 34 270 200 79,40% (su n. elettori) Quorum raggiunto
Voti validi 30 984 904 90,40% (su n. votanti)
Voti nulli o schede bianche 3 285 296 9,60% (su n. votanti)
Astenuti 8 884 482 20,60% (su n. iscritti)

Risultati

RISPOSTA AFFERMATIVA SÌ 3 588 995 11,60%
RISPOSTA NEGATIVA NO 27 395 909 88,40%
bianche/nulle 3 285 296
Totale voti validi 30 984 904 100%

Interruzione gravidanza 2 - Promosso dal Movimento per la vita.

Abrogazione di alcune norme della legge 194 sull'aborto per restringere i casi di liceità dell'aborto. Di segno opposto al primo quesito.
totale percentuale (%)
Iscritti alle liste 43 154 682
Votanti 34 277 119 79,40% (su n. elettori) Quorum raggiunto
Voti validi 31 625 120 92,30% (su n. votanti)
V. nulli o s. bianche 2 651 999 7,70% (su n. votanti)
Astenuti 8 877 563 20,60% (su n. iscritti)

Risultati

RISPOSTA AFFERMATIVA SÌ 10 119 797 32,00%
RISPOSTA NEGATIVA NO 21 505 323 68,00%
bianche/nulle 2 651 999
Totale voti validi 31 625 120 100%

Il dibattito sull'aborto - come tutti sanno - è ancora in atto in tutto il mondo, ma soprattutto in Italia si presenta in termini veramente conflittuali. Lo ha dimostrato recentemente il tentativo fallito di Giuliano Ferrara di spostare il confronto dalla legge 194, che viene da lui accettata come il male minore, alla difesa della vita nascente in Italia e nel mondo, presentando alle recenti elezioni “una lista di scopo” sulla difesa della vita.
La domanda è la seguente: come mai in Italia è così difficile, per non dire impossibile, impostare su questo tema un dialogo tra punti di vista contrastanti, mantenendosi sul piano della ragione?
La risposta può essere legata al fatto che lo stesso dibattito filosofico tra posizioni che riconoscono la metafisica come possibile e quelle che la negano è impostato come scontro tra fedi e non come confronto tra persone che si misurano con l’evidenza della verità attraverso la ragione.
I metafisici si sforzano inutilmente di elaborare le loro argomentazioni, che prescindono da dati di rivelazione positiva: a loro si risponde solo con il non argomento (tu parli perché hai la fede e la vuoi imporre agli altri) e comunque non si contrastano le loro reali argomentazioni ma solo le presunte intenzioni.
Anche chi si pone all’interno di una religione, spesso, non crede veramente che la sua esperienza (anche se prende inizio da una rivelazione) possa offrire, in termini di ragione, soluzioni legislative valide ai problemi di tutti e presenta come argomenti razionali quelli che a volte sono soltanto articoli del suo credo (per i cattolici, ad esempio, il principio dell’armonia tra fede e ragione).
Rimane così solo la via della contrapposizione tra due fedi opposte e della rispettiva forza come criterio di verità (ha ragione solo chi è più numeroso e ha più voti).