Contro la religione del mondo

«Ma gli Apostoli, mandati a guidare gli erranti, illuminare i ciechi e guarire i malati, non parlavano certamente secondo l’opinione del momento, ma secondo la manifestazione della verità. Certo sarebbe condannabile chiunque vedendo un cieco sull’orlo del precipizio lo esortasse a procedere per quella via pericolosissima come fosse giusta e conducesse a buon termine. Qual medico per guarire un malato si comporta secondo i desideri del paziente invece che secondo le regole della medicina? (...) L’ignoranza, madre di tutti questi mali, viene eliminata dalla conoscenza. Il Signore comunicava dunque la conoscenza ai suoi discepoli e con questa sanava i malati e liberava i peccatori dai loro peccati. Non parlava dunque secondo le loro vecchie opinioni né rispondeva secondo il pensiero degli arroganti, ma insegnava la dottrina della salvezza senza ipocrisia e senza riguardi personali».
(Ireneo di Lione, Adversus Haereses, III, 5, 2)
Fonte:
CulturaCattolica.it
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Giovanni Bellini, L’uccisione di San Pietro martire, 1509, Courtauld Institute di Londra

Ho appreso con gioia infinita che il beato Card. Newman sarà presto proclamato santo. La sua figura luminosa aiuta la nostra santa Chiesa a percorrere la via della verità e della santità, riproponendo al mondo la possibilità di vivere come nostro Signore ci ha indicato. La liturgia della domenica VI dell’anno A, celebrata oggi, con la sua forza, ci sostiene nel cammino:
«Maledetto l’uomo che confida nell’uomo… quando viene il bene non lo vede… Benedetto l’uomo che confida nel Signore…» «Se noi abbiamo avuto speranza in Cristo soltanto per questa vita, siamo da commiserare più di tutti gli uomini…» «Guai, quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i falsi profeti».

Leggiamo allora questa pagina di Newman (e ringrazio Andrea Mondinelli per avermela suggerita) e accostiamola all’altra del grande s. Ireneo, riportata da Rodolfo Casadei, che non perde nulla della sua attualità.

NEWMAN TUONA: ECCO LA RELIGIONE DEL MONDO, “HANNO SACRIFICATO LA VERITÀ AI VANTAGGI”

“Il mondo costruì, con l’aiuto dei filosofi del giorno, una contro-religione, in parte simile al cristianesimo, ma in realtà sua acerrima nemica (…)
[Essa] ha scelto del Vangelo il suo lato più sereno: l’annuncio della consolazione, i precetti di reciproco amore. Rimangono così relativamente dimenticati gli aspetti più oscuri e più profondi della condizione e delle prospettive dell’uomo. È la religione naturale in un’epoca civile, e Satana l’ha accortamente ornata e perfezionata fino a farne un idolo della verità. Via via che la ragione prospera, via via che il gusto si forma e si raffinano gli affetti e i sentimenti, sarà inevitabile che alla superficie della società si diffonda, del tutto indipendentemente dall’influenza della rivelazione, un costume generale di onestà e di benevolenza.
[Essa] abbandona un intero lato del Vangelo, cioè il suo carattere austero e ritiene basti essere benevoli, cortesi, candidi, corretti nella condotta, delicati, e che non include il vero timor di Dio, nessun vero zelo per il Suo servizio, nessun odio profondo del peccato, non l’adesione fervida alla verità dottrinale, nessuna speciale sensibilità intorno ai singoli mezzi adatti a raggiungere i fini, purché siano buoni i fini, nessuna lealtà di sudditanza alla santa Chiesa apostolica di cui parla il Credo, nessun senso dell’autorità della religione se non all’interno della mente: in una parola, una dottrina che non ha serietà, e perciò non è calda né fredda, ma (secondo la parola della Scrittura) è semplicemente tiepida.

[COSÌ FACENDO] NON ABBIAMO AGITO SPINTI DALL’AMORE DELLA VERITÀ, BENSÌ SOTTO L’INFLUSSO DEI TEMPI (…) [GLI UOMINI COSI’] HANNO SACRIFICATO LA VERITÀ AI VANTAGGI.

[Pensano che] non occorre spaventarci, che Dio è un Dio di misericordia, che basta emendarsi per cancellare le trasgressioni, che il mondo, tutto sommato, è ben disposto verso la religione, che non è bene eccedere nella serietà, che in tema di natura umana non si debbono avere idee ristrette. Ecco dunque il credo degli uomini che non hanno alcun pensiero profondo (…)”.

INVECE….

“Il timor di Dio è il principio della sapienza, fino a quando non vedrete Dio come un fuoco consumatore, e non vi avvicinerete a Lui con riverenza e con santo timore, per il motivo di essere peccatori, non potrete dire di essere nemmeno in vista della porta stretta. Il timore e l’amore devono andare insieme; seguitate a temere, seguitate ad amare fino all’ultimo giorno della vostra vita (…). La vostra conoscenza delle colpe aumenterà con l’aumentare della visione della misericordia di Dio nel Cristo. È questa la vera condizione cristiana e la massima somiglianza alla calma del Cristo e al suo placido sonno durante la tempesta cui sia possibile giungere; non saranno la perfetta gioia e la perfetta certezza che appartengono al cielo, ma una profonda rassegnazione alla volontà di Dio, un abbandono di noi stessi, corpo e anima, a Lui; senza dubbio nella speranza di essere salvi, ma fissando gli occhi più su Lui che su noi stessi, vale a dire, agendo per la Sua gloria, cercando di compiacerlo, dedicandoci a Lui con virile ubbidienza e intensità di buone opere”.

CARD. John Henry Newman
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Brani tratti dal Sermone del 26 agosto 1832 su «La religione del giorno».

Il “discorso del biglietto” di Newman