Cristiani e mass media: il caso russo 4 – Intervento di Petr Akopov, redattore capo de “Il giornale politico”

Nella lotta tra edonismo e tradizione, Akopov con un certo ottimismo si dice sicuro che trionferà di nuovo l'ortodossia.
Fonte:
CulturaCattolica.it
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Petr Akopov, redattore capo de “Il giornale politico”

Tutti i temi presi in considerazione: il lavoro educativo, l’insegnamento della morale cristiana nella scuola, il controllo morale sulla televisione e la sua graduale cristianizzazione, la nostra posizione nei confronti della propaganda del male nella società e nei mass media; tutto questo non è che un aspetto di un più grande, unico problema. Tutte queste cose non sono che diverse manifestazioni di quella lotta ideologica, spirituale che si combatte in Russia da quasi venti anni, dal tempo della crisi e della caduta del comunismo. A veder bene questa lotta sempre più accanita si combatte oggi anche in Europa. Si tratta di una lotta fra sostenitori della tradizione e, diciamo, dell’edonismo globalizzante. E’ certamente una lotta ideologizzata e dal suo esito dipende la sorte sia della civilizzazione europea, che della civilizzazione russa. Di questa lotta si parla poco. Tutto viene ridotto a lotta politica o a lotta economica, sebbene nel mondo d’oggi l’opposizione fondamentale sia la lotta fra queste due ideologie.
La prima ideologia è quella della tradizione. Se parliamo della Russia il suo fondamento da noi è rappresentato dal cristianesimo ortodosso, anche se il tradizionalismo russo è più ampio; esso include in se stesso anche elementi pagani, dell’autentico paganesimo russo, ed elementi islamici russi. Tutto questo costituisce la tradizione russa.
La seconda ideologia è il liberalismo globalizzante, di cui fanno parte anche gli ateisti militanti che svolgono propaganda di materialismo volgare con il quale contaminano la società. Quando parliamo dell’aggressione di questo cinico edonismo militante è per far comprendere una delle cause della sua espansione impetuosa, per rendersi conto di questo problema: la differenza colossale che esiste fra l’élite e il popolo. Le statistiche dimostrano che la stragrande maggioranza del popolo è favorevole al controllo morale della televisione. Il 90% del nostro popolo è formato sostanzialmente da tradizionalisti, anche se molti lo sono inconsapevolmente. Il 90% dell’élite sono liberali. Questo è un danno per l’esito del conflitto. Sono convinto che l’esito finale di questa battaglia sarà per le forze del bene, per le forze della tradizione. E per ottenere questa vittoria non occorre fondare nessun ordine, fraternità o simili logge. Tutto cambierà lentamente; da noi dipende solo se verrà presto o tardi, ma tutto passerà. Qui si è detto che i canali ortodossi non fanno quello che dovrebbero fare, che non sono popolari ecc. Certamente sono deboli e pochi; perfino il piccolo canale “Spas” raggiunge solo Mosca e la provincia. I bambini che lo guardano vengono formati da una atmosfera diversa, contraria a quella che producono i film seriali americani. Ma col tempo questi film americani scompariranno anche dai grandi canali e saranno sostituiti dai nostri film, guardando i quali cresceranno anche i nostri figli. Un po’ alla volta crescerà una nuova generazione di maggioranza ortodossa. Noi nei mass media oggi siamo una piccola squadra ortodossa. Ognuno personalmente, al suo posto cerchi di fare qualche cosa pur in mezzo al selvaggio strapotere liberale. Ma quando giungerà la nuova generazione, educata dalle scuole domenicali, dalle famiglie cristiane, in essa ci sarà una sufficiente quantità di persone che non immagineranno altri valori che non siano cristiani e non immagineranno altra possibilità di agire se non cristianamente. Ad ostacolarli non saranno i forti liberali, ma bambini edonisti assolutamente senza principi.
Naturalmente va proseguito il processo per rendere la televisione conforme ad uno spirito ecclesiale, va affrettato. Già fin d’oggi abbiamo alla televisione un grande numero di persone ortodosse (sia fra i lavoratori come fra gli attori). Si può cambiare molto. Quando sul primo canale ‘Vremija’ (Tempo) appaiono persone come Andrej Pisarev e Petr Tolstoj è già un’altra atmosfera. Simili persone sono poche, ma ci sono ed aumenteranno, e lavoreranno per cambiare la televisione dall’interno.
Per questo è necessaria una legge che fissi le norme di un “Consiglio sociale” televisivo. Certamente questo Consiglio non deve essere un controllore sulla televisione, ma piuttosto un monito della società cristiana e un giudizio su programmi immorali.