Cristiani e mass media: il caso russo 3 - Intervento di Petr Vlasov,
redattore capo di RBK

Due i temi di questo intervento: il ritorno del paganesimo e la necessità di una presenza organizzata dei cristiani nella società.
Fonte:
CulturaCattolica.it
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Petr Vlasov, redattore capo di RBK (RBK Daily, quotidiano russo)

Non vorrei che i qui presenti mi annoverassero fra i sostenitori della teoria della cospirazione. Ma che il male sia reale in questo mondo e che esso non sia passivo, che cioè lavori in modo ‘organizzato’, questo è del tutto evidente. Questa capacità organizzativa non può essere messa in dubbio. Basti pensare al film “Il Codice Da Vinci”. Un film certamente ripreso bene, ma totalmente anticristiano. Perché questa attività organizzata possa essere minimizzata, limitata, sarebbe logico opporle un’altra attività organizzata. Fino a metà del secolo XIX in Europa (che offriva a tutto il mondo i criteri della organizzazione) le forme di attività organizzata erano associate allo stato. Pur ammettendo tutti i limiti di questo sistema, esisteva tuttavia un certo ‘spazio cristiano’ che esercitava un influsso su centinaia di milioni di persone. Oggi non esiste nulla di simile.
Penso che dobbiamo riconoscere e dircelo brutalmente che ormai noi viviamo in un mondo pagano. E’ ritornato il paganesimo sebbene ad un diverso livello tecnologico e sociale. Ma i valori del paganesimo sono rimasti quelli di un tempo: accumulazione di beni materiali e di soddisfazioni fisiche. Dal momento che noi viviamo in un’altra epoca tecnologica e godiamo di una massa estremamente maggiore di beni materiali, non esiste una concorrenza brutale come nei tempi precristiani. Ciononostante i metodi del paganesimo moderno sono gli stessi: sfruttare altri uomini per raggiungere gli scopi di questa accumulazione. Oggi non esiste la schiavitù giuridica, ma c’è la schiavitù spirituale, quando milioni di persone sono impiegate in catene di produzione e vivono soltanto per andare al lavoro, compiere un processo fra milioni di processi che fa questa gigantesca macchina mondiale. Parallelamente i responsabili di questa schiavitù riempiono la testa della gente di ogni cosa che capita sotto mano, allo scopo di impedire che le persone pensino alla propria vita e ai propri interessi reali. Di conseguenza l’uomo senza principi morali, senza criteri che distinguano il bene dal male, perde ben presto l’orientamento nella società, dove si può diventare omosessuali o sacerdoti, e così perde facilmente la sua vita preziosa in cose di nessuna importanza, mentre le proposte offerte dal male non permettono all’uomo di scoprire le capacità collocate da Dio in lui perché possa realizzare la vita a lui concessa. Gli uomini pagani – materialisti sono oggi la maggioranza. Noi cristiani siamo tornati ad essere minoranza. E non solo in Russia, ma anche in America e in Europa. Per il momento non esiste ancora la persecuzione contro i cristiani, ma è possibile che non sia molto lontana. Il cristianesimo non si concilia con la società politicamente corretta dove tutto è permesso. Dobbiamo dircelo francamente per affrontare il problema della sopravvivenza, e per prepararci a rispondere, creando un’opera ben organizzata che possa contrapporsi all’opera organizzata del male.
Sarei tentato di dire che neppure le chiese sono in grado di cavarsela in questo compito. Sebbene si tratti della sopravvivenza del cristianesimo, le chiese, in primo luogo sono disgregate, cosa che non riesco assolutamente a capire. Le chiese poi non sono preparate a condurre questa lotta in favore dell’umanità. L’essenza del cristianesimo consiste nell’assumersi la responsabilità per tutto il mondo, come ha fatto Cristo.
Che cosa significa per la Chiesa ortodossa russa assumere su di sé la responsabilità per il mondo? E’ necessario pronunciarsi su ogni problema fondamentale che preoccupa la gente del nostro paese, mettendo su ogni argomento i puntini sulle i: questo è bene e questo è male. In una società che ospita diverse morali ed intende essere politicamente corretta, che vive secondo le regole del lucro, qualcuno deve pur dire che cosa sia male e che cosa sia bene. Se dobbiamo guardare alla marginalizzazione di milioni di uomini nostri connazionali, oggi potrebbe sorgere l’impressione che sia vantaggioso al potere, almeno fino ad un certo punto, che la gente non si preoccupi di nulla, ma si accontenti semplicemente di bere birra e guardare alla televisione ogni sorta di volgarità.
D’altra parte non è possibile dare una risposta adeguata al nostro problema senza un sostegno della società. Alla Chiesa, nel suo significato ristretto, è necessario avere una sua ‘proiezione’ nella società. Sono necessari uomini che non solo non abbiano paura di dire che credono in Dio, ma siano anche capaci di rafforzare con la propria autorità l’influsso della Chiesa sulla società. Questi uomini, tenendo conto della realtà pagana d’oggi, non possono essere molti. Questi uomini, per raggiungere risultati concreti, dovranno porsi scopi precisi, rigorosi e realizzabili. Praticamente, in altre parole, accanto alla Chiesa deve nascere una certa struttura sociale, se volete un ordine, capace di realizzare gli stessi scopi a livello politico. L’impulso iniziale deve però nascere dalla stessa Chiesa. Non possiamo andare dal Patriarca e dirgli: “Orsù, mettiamoci a salvare il mondo insieme”, perché noi siamo peccatori legati a teorie terrestri, mentre lui è il detentore della verità.