25 anni: 60.000 vite "salvate" dalla strage

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4 milioni e 200 mila morti; 60.000 superstiti; una tragedia dalla dimensioni enormi, apocalittiche; una strage che dura da 25 anni, che colpisce innocenti indifesi e che non si sa quando potrà terminare.
No, non è il bilancio delle guerre in Medio Oriente o nei Paesi Africani, non è il bilancio del terrorismo internazionale, è il bilancio di una strage che si compie quotidianamente nel nostro Paese, in Italia, nel Paese democratico pronto a scendere in piazza per difende la Pace…
4 milioni e 200 mila morti è il numero registrato degli aborti compiuti nei 25 anni della legge 194, quella sulla regolamentazione dell'interruzione volontaria di gravidanza, che proprio in questo mese compie ben un quarto di secolo: era il 22 maggio 1978, quando è stata varata - una data difficilmente dimenticabile.
60.000 è il numero stimato dei bambini che non dovevano nascere, e che, invece, grazie soprattutto al lavoro quotidiano fedele, costante, amoroso dei centri del Movimento per la Vita e altri volontariati sono felicemente venuti al mondo.
In questi 25 anni la scienza ha fatto passi da gigante nelle conoscenze sulla vita fetale; ormai è risaputo che il feto sente sapori e odori del liquido amniotico, sente i suoni, si abitua alla voce della mamma, il feto sogna, ma sente anche il dolore; è ormai argomento di discussione di convegni medici internazionali come curare il dolore del feto e del neonato.
C'è ancora chi non vuol riconoscer lo status di persona al feto, ma ormai sono voci isolate e abbastanza ridicole.
Si parlava tanto del bene psicologico della mamma: ormai sappiamo da migliaia di testimonianze di donne che hanno abortito di quanto questa ferita rimanga aperta e sia lacerante per tutta la vita…
E poi è ormai evidente questa schizofrenia della nostra società, che fa di tutto per cercare di avere un figlio, inventa provette, nuove tecniche sempre più sofisticate e sempre meno umane, e dall'altra parte quando ha un figlio, se non è nel momento "giusto", lo ritiene scomodo e se ne sbarazza…
Chi è contro la pena di morte non può accettare la libera uccisione di innocenti, non può accettare che una legge del genere sia considerata un diritto e un servizio pubblico.
Ringraziamo le migliaia di persone che lavorano quotidianamente per essere solidali con le due vittime dell'aborto: il figlio e la madre, perché ogni vita possa essere accolta; preghiamo il Signore e Maria perché il mistero della vita che nasce possa interrogare ogni uomo nella libertà della propria coscienza, senza essere "indotto" dalle decisioni prese dalla società a "pensare" all'aborto come unica soluzione di quello che viene definito un "problema" e non un "bambino"…