Chesterton e l’eugenetica

Un giudizio di Chesterton, impressionante per la sua attualità
Fonte:
Il Foglio - sabato 11 giugno 2005
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Particolarmente attento alla salvaguardia della sanità dell’esperienza umana, e di conseguenza ipersensibile a tutte le “eresie” che in modo subdolo e minaccioso tentano di distruggerla, Chesterton si è occupato anche di eugenetica. In un suo saggio del 1922, “Eugenetica ed altri mali”, il grande scrittore inglese ha indagato con lucidità sia la posta in gioco che le forze in campo. Sia pure in un contesto diverso, meno scientificamente sofisticato, pare di rivedere il dibattito odierno sull’embrione: ci sono gli “utili idioti” che in buona fede danno una mano ai malintenzionati; gli “Eugenisti Eufemisti” che con lunghi giri di parole nascondono la verità; i “Sofisti” che stravolgono le logiche comuni con i casi-limite; gli “Autocrati” che sono convinti di poter controllare anche le riforme più rischiose (ossia, di poter fermare le cascate del Niagara); e infine i “Precedenti”, che si riempiono la bocca di valori altisonanti quanto astratti: libertà, progresso... Ma la minaccia è quanto mai reale: lasciando l’ultima parola sull’uomo ai medici, vi è il rischio fondato che una casta di tecnici della salute divenga arbitra e tiranna dell’intera umanità. “Il Foglio” di sabato 11 giugno 2005 ha riportato, in un bell’articolo di Fabio Canessa, un’ampia sintesi dell’importante saggio di Chesterton: un altro tassello nel monumentale inno alla vita di questa gigantesca figura del XX secolo.

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