IRC: Valutazione IRC

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Domanda


Gent.mo prof. Incampo, mi trovo come IDR di un Istituto superiore ed, unitamente ad altri colleghi di Religione, abbiamo pensato di fare richiesta al Collegio dei Docenti di poter sostituire il giudizio con equivalente voto più valutabile dagli alunni e non, sulla falsariga di simili richieste inoltrate ed accolte in altre scuole. Un collega (non di Religione) pone – a detta di lui - difficoltà oggettive per cui si opporrà a tale richiesta, perchè un’eventuale valutazione in numeri potrà produrre delle limitazioni a chi non si avvale dell’IDR e troverà la sua casella vuota. A meno che – aggiunge - non ci siano alternative didattiche con valutazione conseguenziale. Chiedo se è anzitutto permesso dalle norme trasformare il giudizio in numeri e se l’insegnante in questione a ragione a porre difficoltà e come può essere inoltrata la richiesta senza timore di venire smentiti da qualcuno,qualora fosse possibile attribuire voti? Grazie di cuore.

Risposta


L’articolo 4 della legge numero 824 del 5.6.1930, applicativa della legge numero 810 del 27.5.1929 (Concordato tra Santa Sede e Repubblica Italiana), ancora in vigore, recita testualmente “Per l’insegnamento religioso, in luogo di voti e di esami viene redatta a cura dell’insegnante e comunicata alla famiglia una speciale nota…”.
Questo significa che fino a quando la norma sopra citata sarà in vigore l’insegnamento della religione cattolica non potrà dar luogo a valutazioni numeriche.
Infatti la Circolare Ministeriale numero 20, protocollo n. 1800, del 25 gennaio 1964 nel dettare i criteri da seguire materia per materia negli scrutini così afferma “Religione - nulla è innovato per quanto riguarda la religione, rispetto alla consueta attribuzione di uno dei seguenti giudizi sintetici: moltissimo, molto, sufficiente, scarso…”
La scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado adottano, per la valutazione di tutte le materie, una scala di giudizi comuni: non sufficiente, sufficiente, buono, distinto, ottimo; facile notare che sono stati trasformati i voti in aggettivi e non gli aggettivi in voti
In riferimento alla scuola superiore invece, tutte le materie usano una valutazione numerica, l’IRC ancora una valutazione fatta di aggettivi.
Nulla toglie che gli insegnanti di religione della stessa scuola superiore possano proporre al collegio docenti una aggettivazione diversa, come quella adottata dalla scuola dell’obbligo.
Quanto poi alle obiezioni del collega “non di religione” è il caso di ricordare che comunque allo stato attuale della normativa l’IdR valuta sempre con aggettivazione, infatti il MIUR con nota 16 giugno 2004, prot. n. 10642, ha affermato che “…la materia “religione cattolica”, dal momento in cui ne viene richiesto l’insegnamento, assurge al medesimo rango delle altre discipline e concorre, quindi, sebbene mediante formulazione di giudizio e non di voto, alla valutazione globale e finale del profitto degli alunni…”.