Condizioni per una vera e seria professionalità docente

Il vascello, i marinai, il viaggio
Autore:
Mocchetti, Giovanni
Fonte:
CulturaCattolica.it
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  • obbedire al capitano del vascello e ai suoi sottoufficiali,
  • seguire la rotta comune,
  • istruire, educare i passeggeri, ogni giorno,
  • aggiornare continuamente il diario di bordo,
  • coltivare le esigenze di bello, vero … costitutive della propria persona,
  • restare fedeli all’ideale incontrato e divenuto esperienza,
  • non scandalizzarsi dei propri limiti,
  • essere tesi ad imparare sia dagli altri marinai che dai passeggeri,
  • confrontarsi sempre con gli altri marinai che svolgono la medesima funzione, cioè insegnano la medesima disciplina,
  • aiutarsi, sostenersi sia nelle tempeste che nelle bonacce,
  • non concepirsi mai da soli: tutti i marinai concorrono a far veleggiare il vascello verso la meta,
  • essere disponibili alla correzione vicendevole o autorevole,
  • non essere sciatti, né trascurati nel proprio dovere professionale: preparare le lezioni, cercare strumenti, innovare linguaggi, studiare e approfondire la conoscenza della propria disciplina, entrare in classe sapendo che cosa fare e come fare, disponibili ad accettare l’imprevisto della curiosità o del disinteresse del passeggero,
  • svolgere una programmazione realistica, ma efficace, per consegnare le conoscenze inerenti alla propria disciplina,
  • attuare una valutazione finale che sia davvero l’esito di un congruo numero di verifiche orali e scritte,
  • accettare di mutare direzione, se constatiamo che la nostra proposta non è adeguata alla classe,
  • accettare di cambiare lo sguardo sul tu degli alunni, se la compagnia degli altri marinai sollecita a superare uno schema che, con tutte le tue buone intenzioni, hai costruito su di loro.


Allora sarà possibile realizzare sia per i marinai che per i passeggeri quello che la poetessa americana E. Dickinson dice nella sua poesia: “ogni vita converge a qualche centro, dichiarato o taciuto; esiste in ogni cuore umano una meta, ch’esso forse osa appena riconoscere troppo bella per rischiare l’audacia di credervi … non l’otterrà forse la breve prova della vita, ma poi l’eternità rende ancora possibile l’ardente slancio…”.

Dunque si cammina, stando sempre attaccati alle radici che ci hanno originato così che l’esperienza e l’avventura educativa non diventino mai una forma stereotipata e vana, come dice il filosofo cattolico E. Mounier: “E’ dalla terra, dalla solidità che deriva necessariamente un parto pieno di gioia e il sentimento paziente di un’opera che cresce, di tappe che si susseguono, aspettate con calma, con sicurezza … occorre soffrire perché la verità non si cristallizzi in dottrina, ma nasca dalla carne”.