Religione e scienza

Dalla rivista russa 'Foma' n. 8 - 2005
Fonte:
CulturaCattolica.it
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Marina Zhurinskaja, redattore della rivista russa 'Alfa e Omega'

Non ci può essere nessuna guerra fra scienza e religione: manca il campo di combattimento. Le discussioni che si fanno dipendono esclusivamente dalla debolezza umana. Non sono stata io a dire che soltanto una bassa scienza cerca di dimostrare che Dio non esiste, e soltanto una falsa religione (cioè una superstizione) vorrebbe rinnegare la scienza. Per il fatto che la scienza non può dimostrare che Dio non esiste, dobbiamo riconoscere che l'ateismo è una specie di religione. Allora, a mio parere, la cosa migliore che può fare l'ateo è quella di dire: "Credo, Signore, vieni in aiuto alla mia poca fede" (Mt 9,24). Ma non lo dirà, perché non ha la forza di riconoscere che ci sia Qualcuno superiore, più perfetto, migliore di se stesso. Così avviene che il cristianesimo per un certo qual modo (all'interno del suo apparato conoscitivo) può dar ragione, mentre l'ateismo no.

Aleksandr Gordon, regista

Sono del tutto convinto che fra la vera scienza e la vera religione non ci può essere conflitto. Non voglio ricordare che credenti furono Einstein e Darwin. Quando oggi mi incontro con uomini di scienza, scorgo nel loro lavoro una doppia gioia: la prima quando è loro concesso di constatare quanto armonicamente ed inaspettatamente bello sia stato costruito il mondo; in secondo luogo essi riconoscono che questa armonia non può derivare dal caso o essere opera delle mani dell'uomo. Io non conosco neppure un uomo di scienza che decisamente e con fervore neghi le leggi morali che ogni religione propone alla società. Oso dire di più, io penso che qualsiasi uomo intelligente non si permetterà mai di negare la religione. Un'altra questione è che gli uomini possano frequentare la chiesa o non frequentarla, appartenere a varie religioni, associazioni di diversa ispirazione. Occorre sempre riconoscere il diritto alla scelta. Importante è riconoscere che in noi esiste una legge morale, una lotta continua per ciò che è prioritario, esiste in noi il gene del bene e del male. Penso che sia per lo meno assurdo negare questo nell'attuale sviluppo della scienza. Sono convinto che la conoscenza religiosa, spirituale del mondo, prima o poi, debba unirsi alla conoscenza scientifica.

Timofej Kondranin, docente di fisica, pro rettore dell'Università MFTI di Mosca

Mi piace molto il detto: "A Dio quello che è di Dio, a Cesare quello che è di Cesare". Esiste una sfera scientifico naturale: fisica, astronomia, astrofisica, geografia, scienza della natura viva, cioè tutto ciò che è legato all'osservazione di oggetti esterni, all'acquisizione di nozioni fondamentali sulla struttura del mondo. E proprio in questa sfera esistevano ed esistono le maggiori contrarietà con la religione. Basti ricordare fatti storici: le leggi della meccanica celeste scoperte nel medio evo, non erano accettate dalla dottrina della Chiesa, come pure dal sistema scolastico che si poggiava sull'insegnamento della Chiesa. In generale quello che gli uomini di scienza osservano nel processo dell'esperimentazione di oggetti poco analizzati, spesso contraddice alle idee religiose.
Nello stesso tempo esistono scienze, come la filosofia, la psicologia, la pedagogia che si fondano in modo significativo sulla religione. Nei prossimi cento anni, probabilmente non si riuscirà a spiegare scientificamente che cosa sia la coscienza, l'amore, l'odio, l'invidia, la morale, il talento, la genialità ecc…per lo meno a formulare questi concetti come si fa nelle scienze naturali
Io penso che se la persona credente, ma nello stesso tempo illuminata ed istruita, entrerà in conflitto fra la scienza e la sua fede, sarà in grado di risolvere questi contrasti. A mio giudizio scienza e religione debbono coesistere in una certa simbiosi; l'importante è che questa coesistenza non si fondi sull'aggressività, ma sul dialogo.

Aleksandr Shchelkachev, sacerdote ortodosso, dottore in scienze fisico matematiche, docente all'università di PSTGU di Mosca

Esistono non pochi uomini di scienza che armonizzano la concezione religiosa del mondo con quella scientifica. Lo stesso fatto della loro fede dice che non esiste contrasto fra religione e scienza. Inoltre io credo che sia errato lo stesso concetto di ateismo scientifico. L'ateismo non si è diffuso grazie alle conoscenze scientifiche. Io ripeto sempre il monologo di Amleto: 'essere o non essere': è la testimonianza che il dubbio e la mancanza di fede erano diffusi fra gli alti circoli dell'aristocrazia, prima ancora delle scoperte della scienza a cui spesso si riferiscono gli ateisti. In quel tempo l'Europa aveva raggiunto un immenso potenziale tecnico e militare; ad essa affluivano ricchezze da tutto il mondo, e questo portò a tristi conseguenze: il degrado della società e l'allontanamento dalla religione. E c'è piuttosto da meravigliarsi che la società cristiana abbia saputo evitare la stessa sorte, e che la fede abbia resistito, sia pure in quelle condizioni.
D'altra parte non si deve neppure esagerare il ruolo della scienza nel determinare la concezione del mondo. I rapporti fra Dio e l'uomo non sono in grado di cambiare in forza della sola attività intellettuale; la natura dell'esperienza di fede differisce dalla natura della esperienza scientifica. L'esperienza di fede non si può produrla, essa si ottiene per volontà di Dio. Ricordiamo le parole di Galileo Galilei: la Bibbia non è stata scritta perché l'uomo possa capire la struttura dei cieli. Ma perché l'uomo possa capire come entrare in cielo.

Radij Il'kaev, direttore del Centro atomico della Federazione Russa

Scienza e fede non sono fra loro concetti contrastanti, in nessun caso. Al contrario essi si compiono vicendevolmente. E soltanto insieme formano veramente l'uomo come essere integro, spirituale, creativo. Quando mi dicono che la scienza è contraria alla fede io, a dire il vero, non capisco nulla. Qui viene a proposito l'analogia con la fisica dove esiste un movimento ad una dimensione, a due e a tre. Naturalmente si può ridurre se stessi ad un piano a due dimensioni, ma la vita è tridimensionale. La stessa cosa vale anche per il nostro problema. Si può artificiosamente limitarsi alla sola razionalità scientifica, ma questa sarebbe una vita poco interessante e semivuota.
Ogni uomo ha la sua concezione del mondo. Ma senza elementi molo seri, legati alla religione e alla fede, non è possibile formare una concezione del mondo pienamente valida. Naturalmente ognuno può rivolgersi alla religione che vuole, a qualsiasi indirizzo della vita spirituale che si è formato attraverso un processo storico. Sappiamo che oggi molti si rivolgono a svariate sette, del tutto estranee alla nostra tradizione spirituale. Ci si domanda perché?
Per noi che viviamo, siamo nati, lavoriamo in Russia, a mio modo di vedere, è proprio la Chiesa ortodossa russa, o se vogliamo, la cultura ortodossa che deve ispirare l'uomo a risolvere il serio problema della concezione del mondo, che non è risolvibile dalla scienza positiva. La vita sociale e spirituale in Russia era molto interessante e ricca. Noi abbiamo acquisito un enorme esperienza e quindi possiamo formare meglio la propria filosofia rivolgendoci alla Chiesa ortodossa russa, alla cultura ortodossa. Questa è la mia opinione.