9 Novembre. Cade il muro di Berlino. Ma il capitalismo è una soluzione?

Fonte:
CulturaCattolica.it
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Il 9 novembre del 1989 cade il muro di Berlino: con la riunificazione, la svolta verso la ricca e moderna società capitalista ha creato per molti cittadini della Germania Est scontento e nostalgia, l'abbandono del proprio passato e delle certezze sul futuro.
La domanda che si pone il servizio de "La storia siamo noi" è la seguente: che cosa si propone oggi a Berlino e nel mondo in alternativa al socialismo reale?
Un sentimento struggente: l'ostalghia
La caduta del muro sancisce ufficialmente il crollo del comunismo e determina un nuovo equilibrio politico mondiale; la riunificazione delle due Germanie viene ratificata ufficialmente un anno dopo, il 3 ottobre del 1990.
La Germania Federale "esporta" il proprio sistema di valori e il proprio modello economico nella Germania dell’Est, la DDR, fino ad allora dominata dal socialismo reale. Ma l'acquisita libertà non porta necessariamente con sé un miglioramento delle condizioni di vita per i cittadini dell'ex DDR: la nostalgia per il modello politico e sociale precedente si diffonde in gran parte della popolazione. Questo attaccamento al passato, alle proprie radici prenderà il nome di ostalghia, nostalgia dell’Est, per l’appunto e si infilerà fra le pieghe di un modo di vivere considerato da molti estraneo. "Sarà anche una questione di abitudine ma posso dire che sono stata delusa dal capitalismo, molto delusa” commenta una cittadina della Germania Est. Ma, nel coro, c’è anche chi si dichiara soddisfatto del cambiamento: “Qualcuno adesso torna su certe idee e rivuole il muro ma si dimentica della Stasi."
Erano molti, all’Est a essere convinti che il cambiamento (la Vende), oltre alla libertà, oltre alla fine della dittatura socialista avrebbe portato con sé tutti gli elementi positivi di una società più moderna e avanzata senza perdere peraltro i vantaggi delle condizioni di esistenza precedenti: la sanità pubblica, la sicurezza sociale, l’ordinamento scolastico, il costo della vita molto basso, La protesta finisce per dilagare solo pochi mesi dopo la riunificazione e questa volta il bersaglio è proprio la Germania federale: protestano gli operai perché la chiusura delle industrie provocata dal libero mercato ha già portato con sé tre milioni di disoccupati, protestano gli inquilini perché la privatizzazione delle case significa un aumento incontrollabile degli affitti e protestano infine tutti i comuni cittadini perché la liberalizzazione dei prezzi ha scatenato una corsa ai rincari dei generi alimentari e di quelli di largo consumo. La DDR, infine, con il suo sistema dittatoriale e di controllo, portava maggior solidarietà, amicizia e amore fra la gente mentre la concorrenza e la competitività recano con sé un maggior isolamento e una maggiore solitudine.
I dati reali sono ancora interpretati in modi diversi e alternativi. Quel che è certo è che a tutt'oggi la Germania rimane un paese diviso in due. Se il muro è caduto, ne rimane un altro, impalpabile e fortissimo, tanto da non poter essere scalfito né dalla politica né dalla storia.