5 Novembre. A. Carrel: un premio Nobel poco ricordato

Fonte:
CulturaCattolica.it
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* 1944 - Alexis Carrel (Sainte-Foy-lès-Lyon, 28 giugno 1873 – Parigi, 5 novembre 1944)
"poca osservazione e molto ragionamento portano all'errore, molta osservazione e poco ragionamento portano alla verità"

Chi si ricorda oggi del premio Nobel Alexis Carrel? La risposta è immediata: quasi nessuno. Ma perché?
Prima di seguire il ragionamento di Franco Cardini su Avvenire nel 1995 cerchiamo di ripercorrere i tratti della sua vita (fonte Wikipedia).
Carrel è stato un chirurgo e biologo francese che ha contribuito in modo fondamentale ai progressi nelle tecniche di sutura dei vasi sanguigni ed alle ricerche sui trapianti di tessuti ed organi, essenziali per le audaci operazioni chirurgiche del nostro tempo.
In riconoscimento del suo lavoro, Carrel ebbe il Premio Nobel per la medicina e la fisiologia del 1912.
Studiò all'Università di Digione e Lione e nel 1900 si laureò in medicina.
A Lione cominciò le sue ricerche sulla chirurgia dei vasi sanguigni, le proseguì in Canada, poi negli Stati Uniti. Qui mise a punto la sua tecnica di sutura dei vasi sanguigni, la quale non solo rese meno rischiose le operazioni chirurgiche, ma offrì anche la possibilità di asportare e trapiantare arterie, vene, ed interi organi; inoltre consentì di praticare con maggiore sicurezza le trasfusioni sanguigne dirette.
Ma la fama di Carrel è legata soprattutto alla conservazione di tessuti e organi in vitro, cioè fuori dal corpo.
Carrel è anche ricordato per il suo metodo di cura delle ferite profonde, che consisteva in un'irrigazione continua delle lesioni con un liquido antisettico preparato dal chimico inglese Henry Drysdale Dakin (1880-1952). Tale metodo, utilizzato da Carrel stesso durante la prima guerra mondiale mentre era in Francia come chirurgo ambulatoriale dell'esercito, evitò molte amputazioni e salvò molte vite.
Nel 1919 Carrel riprese le sue ricerche su nuove tecniche di conservazione di tessuti e organi in vitro in modo da renderli disponibili sia per studi biologici sia come pezzi di ricambio per trapianti.
Nel 1935, in collaborazione con Charles Lindbergh (il primo trasvolatore atlantico) mise a punto una pompa di perfusione (ossia di introduzione di liquido nutritivo) per tessuti e organi in vitro che chiamò cuore artificiale. Un premio intitolato a questa collaborazione storica, il "Lindbergh-Carrel Prize", è stato attribuito nel 2002 dalla Medical University of South Carolina a 10 importanti scienziati, tra cui Michael DeBakey, per il loro contributo alla perfusione degli organi.
Nel 1936 viene nominato socio della Pontificia Accademia delle Scienze.
Nel 1939 tornò in Francia dove nel corso della guerra accettò incarichi da parte del Governo, anche da quello di Vichy, per cui fu accusato di collaborare con i nazisti.
Carrel ha lasciato numerose pubblicazioni scientifiche ed un libro che ebbe grande successo, "L'uomo questo sconosciuto" (titolo originale Man, the unknown; prima edizione luglio 1936). Carrel non era un filosofo, bensì uno scienziato che passò la sua vita nei laboratori a studiare gli esseri viventi. Non pretese di conoscere ciò che non rientrava nella sfera dell'osservazione scientifica. L'opera si presenta, tuttavia, con la massima semplicità di un'esposizione divulgativa sul progresso nel campo della medicina degli anni trenta. Fondamentalmente fu un idealista e spiritualista, in cui sosteneva la preminenza di una élite intellettuale che tuteli la salute fisica e psichica del popolo e corregga gli inevitabili errori dell'uguaglianza democratica. In questo stesso libro dichiarava esplicitamente:
«Criminali e malati di mente devono essere umanamente ed economicamente eliminati in piccoli istituti per l'eutanasia, forniti di gas adatti. L'eugenetica è indispensabile per perpetuare la forza. Una grande razza deve propagare i suoi migliori elementi; le donne si deteriorano volontariamente attraverso alcool e tabacco. D'altro canto rifiutano d'avere figli grazie alla loro educazione, al progredire del femminismo, alla crescita d'una miope autoaffermazione. L'eugenetica può esercitare una grande influenza sul destino delle razze civilizzate; l'espandersi di pazzi e deboli di mente deve essere prevenuta perché è peggiore di qualsiasi fattore criminale. L'eugenetica chiede il sacrificio di molti singoli esseri umani.»
Questa posizione di Carrel merita una discussione approfondita, che possiamo trovare in un dossier curato da Joseph Joblin su “L’Osservatore Romano” del 10 Maggio 2000.
Un altro libro, Viaggio a Lourdes, racconta la sua esperienza del 1903, quando partecipando ad un pellegrinaggio di malati assisté personalmente ad una guarigione inspiegabile. L'episodio riavvicinò Carrel alla fede cattolica dalla quale in gioventù si era distaccato.
Viene ricordato come filosofo soprattutto per la sua celebre frase: "poca osservazione e molto ragionamento portano all'errore, molta osservazione e poco ragionamento portano alla verità".
In suo onore è stato battezzato il cratere Carrel, sulla superficie della Luna.