23 aprile - KARL PAUL POLANYI: la non "naturalità" della società di mercato.

Economista molto importante per il dibattito sulla società contemporanea globalizzata, KARL PAUL POLANYI (Vienna, 25 ottobre 1886 – Pickering, 23 aprile 1964) è filosofo, economista e antropologo ungherese.
È noto per la sua critica della società di mercato espressa nel suo lavoro principale "La grande trasformazione".

Oppositore esplicito del nazismo, nel 1933 emigra negli Stati Uniti, accolto da Drucker e dall’economista istituzionalista John Maurice Clark.
Pubblicato nel 1944, "La grande trasformazione", nel quale egli descrive il processo di enclosure (privatizzazione delle terre comuni attraverso la recinzione) e la creazione del sistema economico moderno all'inizio dell'800, il testo ebbe un grande successo.
Dopo la seconda guerra mondiale Karl Polanyi è chiamato ad insegnare alla Columbia University, dove resterà dal 1947 al 1953. La passata appartenenza della moglie Ilona Duczynska al Partito Comunista sarà tuttavia fonte di problemi nell'ottenimento dei visti per lei, e la coppia si trasferirà in Canada, dal quale Karl pendolerà verso New York.


Il pensiero
La tesi fondamentale di Polanyi riguarda LA NEGAZIONE DELLA "NATURALITÀ" DELLA SOCIETÀ DI MERCATO, RITENUTA PIUTTOSTO UN'ANOMALIA NELLA STORIA DELLA SOCIETÀ UMANA (CHE LO PORTA A RIFIUTARE L'IDENTIFICAZIONE DELL'ECONOMIA UMANA CON LA SUA FORMA MERCANTILE) E IL CONCETTO NORMATIVO DI EMBEDMENT.

L'economia non è avulsa dalla società, ma non può che essere embedded, vale a dire integrata, radicata proprio all'interno della società. Esistono infatti tre forme di integrazione dell'economia nella società: la reciprocità, la redistribuzione e lo scambio di mercato. La "società di mercato" (la società in cui "tutto è mercato"), contraddistinta dalla presenza di una Alta Finanza, consiste proprio nella riduzione di tutto - natura, lavoro, denaro - a merce, di modo che la dimensione mercantile, che in altre epoche e società era solo una componente spesso marginale dell'attività economica, diventa predominante, fino al punto di piegare tutte le attività sociali, la forma stessa della società, alle esigenze dei mercati.

La predominanza degli scambi commerciali a distanza, e dunque la predominanza della dimensione finanziaria che tali tipi di scambi richiedono, può essere considerata la sua definizione del Capitalismo.
Polanyi contrappone alle aride logiche di mercato, una logica di distribuzione di beni basata sulla reciprocità, che si fonda sullo scambio dei beni basato sull’aspettativa di ricevere altri beni in modi stabiliti. Questa forma di economia si osserva in molte società "semplici". A differenza della maggior parte degli economisti che lo hanno preceduto, Karl Polanyi non considera la reciprocità, la redistribuzione e lo scambio di mercato come susseguentisi a livello temporale, vale a dire che in epoca più antica vigeva la reciprocità e via via le altre forme, ma le tre modalità di scambio economico possono coesistere. Polanyi ha anche elaborato una sua interpretazione originale della connessione fra la crisi del 1929 e i rapporti socio-economici, che portarono allo scoppio della seconda guerra mondiale.

Attualità di Karl Polanyi
Si assiste oggi ad un rinnovato interesse per il pensiero filosofico, economico, antropologico e sociologico di Karl Polanyi. A lui si rivolgono molti studiosi delle fenomenologie sociali contemporanee, quali la globalizzazione e le sue conseguenze. L'interesse per Karl Polanyi è centrale in genere per coloro che non ritengono l'economia un'attività separabile ed isolabile dal resto delle attività umane, e non credono nelle virtù autoregolatrici del mercato. Tra le correnti di pensiero economico odierne, la scuola regolazionista francese, (nella quale è lecito annoverare Jean-Paul Fitoussi); l'economista di Princeton Paul Krugman, autore di molti lavori sulle crisi che accompagnano la globalizzazione e premio Nobel per l'economia nel 2008; l'economista indiano Prem Shankar Jha, che nel suo ponderoso Il caos prossimo venturo rivolge la sua attenzione a lui, oltre che a Fernand Braudel, Giovanni Arrighi, Eric Hobsbawm, Joseph Schumpeter, nella sua inquieta analisi del significato delle ricorrenti crisi finanziarie e politiche del mondo attuale globalizzato. Il pensiero di Karl Polanyi è stato fondamentale anche nell'avvio della Nuova Sociologia Economica, fondata da Mark Granovetter che riprende proprio il concetto polanyiano di embeddedness, di radicamento dell'economia nella società. Grazie a questi studi sono state analizzate molte forme di scambio "non economico" che avvengono nella nostra società contemporanea, come ad esempio il volontariato, le economie informali ecc.

Bibliografia
- La libertà in una società complessa, Bollati Boringhieri, 1987
- Il Dahomey e la tratta degli schiavi. Analisi di un'economia arcaica, Einaudi, 1987, ISBN 8806593919 (ed. originale 1966)
- Cronache della grande trasformazione, Einaudi, 1993, ISBN 8806131761
- Europa 1937. Guerre esterne e guerre civili, Donzelli, 1995
- La sussistenza dell'uomo. Il ruolo dell'economia nelle società antiche, Einaudi Paperbacks e Readers, ISBN 8806055828 (ed. originale 1977)
- La grande trasformazione, Einaudi, 2000, ISBN 8806393545 (ed. originale 1944)