20 giugno - GEORGES EDOUARD LEMAÎTRE, "monsignor Big Bang", la grande amicizia tra fede e scienza.

Sacerdote, fisico e astronomo, testimonianza inconfutabile della fecondità del connubio fede-scienza, contro uno dei postulati più falsi del pensiero diffuso dominante, il LEMAÎTRE, detto monsignor-big-bang, (Charleroi, 17 luglio 1894 – Lovanio, 20 giugno 1966), sottintendendo quanto si è visto con Albert Einstein (il riconoscimento dell’ordine e della intelligibilità del creato n.d.r.), quando lo interrogano sulla differenza tra lo scienziato credente e il non credente, risponde:
«Entrambi si sforzano di decifrare il palinsesto di molteplici stratificazioni della natura dove le tracce delle diverse tappe della lunga evoluzione del mondo si sono sovrapposte e confuse. Il credente ha forse il vantaggio di sapere che l’enigma ha una soluzione, che la scrittura soggiacente è, alla fine dei conti, opera di un essere intelligente, dunque che il problema posto della natura è stato posto per essere risolto e che la sua difficoltà è indubbiamente proporzionale alla capacità presente o futura dell’umanità». (da: Francesco Agnoli, Creazione ed evoluzione. Dalla geologia alla cosmologia, cit., p. 85-88).


Fu il primo a capire che LO SPOSTAMENTO VERSO IL ROSSO DELLA LUCE DELLE STELLE ERA LA PROVA DELL'ESPANSIONE DELL'UNIVERSO E A PROPORRE LA LEGGE DI HUBBLE, SECONDO LA QUALE VI È UNA PROPORZIONALITÀ FRA DISTANZA DELLE GALASSIE E LORO VELOCITÀ DI RECESSIONE.
Nel 1927, infatti, pubblicò la TEORIA DEL BIG BANG, basata sulla relatività generale, che spiega entrambi i fenomeni. Lemaître fu sempre un sostenitore dell'espansione illimitata dell'universo e a questo scopo conservò nel suo modello la costante cosmologica, proposta da Einstein, ma abbandonata da lui e da quasi tutti gli altri fisici dopo la scoperta del Big Bang. L'espansione illimitata e l'uso della costante cosmologica furono generalmente accettati solo dopo che venne scoperta l'accelerazione dell'espansione dell'universo. Ciò però ebbe luogo solo nel 1998, oltre trenta anni dopo la morte di Lemaître.
Studiò prima nel collegio gesuita di Charleroi e poi matematica e scienze fisiche all'Università di Lovanio. Entrò in seminario nel 1920 e fu ordinato sacerdote nel 1923.

In seguito si interessò particolarmente alla teoria della relatività di Albert Einstein, che incontrò numerose volte. Lavorò quindi all'osservatorio astronomico di Cambridge sotto la direzione di Arthur Stanley Eddington, e quindi al Massachusetts Institute of Technology dove scrisse la sua tesi sui campi gravitazionali all'interno della teoria della relatività generale. Ritornò in Belgio nel 1925, dove fu nominato professore all’Università di Lovanio e insegnò fino al 1964.

Ricerche
Nel 1927, indipendentemente dal lavoro di Alexander Friedmann, Georges Lemaître IPOTIZZÒ CHE L'UNIVERSO È IN ESPANSIONE, basandosi sulle misure di redshift di Vesto Slipher e di Edwin Hubble e su una delle soluzioni dell'equazione di Einstein.
Fu il primo a formulare la legge della proporzionalità fra la distanza e la velocità di recessione degli oggetti astronomici. Questa legge, apparsa in un suo articolo pubblicato del 1927 in lingua francese, e non tradotta nella versione inglese redatta da Arthur Eddington, sarà riscoperta empiricamente da Hubble qualche anno dopo.

Propose anche che l'evoluzione dell'universo avesse avuto inizio da un atomo primitivo e la sua stima dell'età dell'universo fu tra 10 e 20 miliardi di anni, (in accordo con le attuali stime).

Einstein rifiutò la teoria di Lemaître, in quanto in quel periodo considerava l'universo immutabile. Qualche anno dopo disse che questo fu uno degli errori più grandi della sua vita.
La teoria di Lemaître fu chiamata teoria del Big Bang da Fred Hoyle nel 1948 (o 1950), durante una trasmissione radiofonica.
Negli ultimi anni della sua vita si interessò a fondo dei primi calcolatori elettronici e di informatica.
Poco prima della sua morte, avvenuta nel 1966, riuscì a sapere che era stata individuata la radiazione cosmica di fondo, che provava praticamente la sua teoria.

Pubblicazioni maggiori
- "Un Univers homogène de masse constante et de rayon croissant rendant compte de la vitesse radiale des nébuleuses extragalactiques", Annales de la Sociètè Scientífique de Bruxelles, 47A (1927).
- Nature 128 (1931) suppl.
- G. Lemaître, Discussion sur l'évolution de l'univers, 1933
- G. Lemaître, L'Hypothèse de l'atome primitif, 1946
- G. Lemaître, The Primeval Atom - an Essay on Cosmogony, D. Van Nostrand Co, 1950

Riconoscimenti e onori
Sin dal 1933 il nome di Lemaître divenne famoso in tutto il mondo anche a livello giornalistico.
Egli ricevette numerosi riconoscimenti in patria. Il 17 marzo 1934 Lemaître ricevette da re Léopold III il premio Francqui, la principale onorificenza per gli scienziati in Belgio. La sua candidatura era stata proposta da Albert Einstein, Charles de la Vallée-Poussin e Alexandre de Hemptinne. I membri della giuria internazionale erano Eddington, Langevin and Théophile de Donder. Nel 1941 fu eletto membro dell'Accademia Reale delle Scienze e delle Arti del Belgio. Nel 1950, infine, ricevette una terza onorificenza belga riservata a scienziati eccezionali: il premio decennale per le scienze applicate del periodo 1933-1942.
Nel 1936 fu eletto membro della Pontificia Accademia delle Scienze, di cui fu anche presidente dal marzo 1960 sino alla morte.
Nel 1953 gli venne assegnata la prima "Eddington Medal" rilasciata dalla Royal Astronomical Society inglese.

A lui sono stati dedicati:
- Il cratere lunare Lemaître;
- La metrica di Friedmann-Lemaître-Robertson-Walker;
- L'asteroide 1565 Lemaître.