20 agosto - san BERNARDO DI CHIARAVALLE (Fontaine-lès-Dijon, 1090 – Ville -sous-la-Ferté, 20 agosto 1153).

Bernardo di Chiaravalle fu religioso, abate e teologo francese, fondatore della celebre abbazia di Clairvaux e di altri monasteri (ad esempio, in Italia, l'Abbazia di Chiaravalle), il grande santo propone come via maestra della santità quella pratica e poiché ognuno porta in sé il peccato originale nessuno può restaurare la propria natura da solo, ma può farlo solamente attraverso la «mediazione» di Cristo, che è «Soter» (cioè «Salvatore»), proprio in quanto per noi è morto, espiando al nostro posto quel peccato originale che nessun altro poteva espiare, essendone sottoposto.


Nella sua opera “De gradibus humilitatis et superbiae”, tuttavia, dice che, per avere la «mediazione» di Cristo, L'UOMO DEVE SUPERARE L'«IO DI CARNE», DEVE LIMITARE E POI ANNULLARE LA SUPERBIA E L'AMORE DI SÉ, ATTRAVERSO L'UMILTÀ. Contro di sé, dunque, deve porre l'amore di Dio, poiché solo col Suo amore si ottiene anche la Sua vera intelligenza, e solo con esso
«[...] l'anima passa dal mondo delle ombre e delle apparenze all'intensa luce meridiana della Grazia e della verità.»

I QUATTRO GRADI DELL'AMORE

Nel "De diligendo Deo", San Bernardo continua la spiegazione di come si possa raggiungere l'amore di Dio, attraverso la via dell'umiltà.

La sua dottrina cristiana dell'amore è originale, indipendente dunque da ogni influenza platonica e neoplatonica.

Secondo Bernardo esistono quattro gradi sostanziali dell'amore, che presenta come UN ITINERARIO, CHE DAL SÉ ESCE, CERCA DIO, ED INFINE TORNA AL SÉ, MA SOLO PER DIO. I gradi sono:

1) L'AMORE DI SE STESSI PER SÉ:
« [...] bisogna che il nostro amore cominci dalla carne. Se poi è diretto secondo un giusto ordine, [...] sotto l'ispirazione della Grazia, sarà infine perfezionato dallo spirito. Infatti non viene prima lo spirituale, ma ciò che è animale precede ciò che è spirituale. [...] Perciò prima l'uomo ama se stesso per sé [...]. Vedendo poi che da solo non può sussistere, comincia a cercare Dio per mezzo della fede, come un essere necessario e Lo ama.»

2) L'AMORE DI DIO PER SÉ:
«Nel secondo grado, quindi, ama Dio, ma per sé, non per Lui. Cominciando però a frequentare Dio e ad onorarlo in rapporto alle proprie necessità, viene a conoscerlo a poco a poco con la lettura, con la riflessione, con la preghiera, con l'obbedienza; così gli si avvicina quasi insensibilmente attraverso una certa familiarità e gusta pura quanto sia soave.»

3) L'AMORE DI DIO PER DIO:
«Dopo aver assaporato questa soavità l'anima passa al terzo grado, amando Dio non per sé, ma per Lui. In questo grado ci si ferma a lungo, anzi, non so se in questa vita sia possibile raggiungere il quarto grado.»

4) L'AMORE DI SÉ PER DIO:
«Quello cioè in cui l'uomo ama se stesso solo per Dio. [...] Allora, sarà mirabilmente quasi dimentico di sé, quasi abbandonerà se stesso per tendere tutto a Dio, tanto da essere uno spirito solo con Lui. Io credo che provasse questo il profeta, quando diceva: "-Entrerò nella potenza del Signore e mi ricorderò solo della Tua giustizia-". [...] » (San Bernardo di Chiaravalle, De diligendo Deo, cap. XV)

Nel "De diligendo Deo", dunque, San Bernardo presenta L'AMORE COME UNA FORZA FINALIZZATA ALLA PIÙ ALTA E TOTALE FUSIONE IN DIO COL SUO SPIRITO, CHE, OLTRE AD ESSERE SORGENTE D'OGNI AMORE, NE È ANCHE «FOCE», IN QUANTO IL PECCATO NON STA NELL'«ODIARE», MA NEL DISPERDERE L'AMORE DI DIO VERSO IL SÉ (LA CARNE), NON OFFRENDOLO COSÌ A DIO STESSO, AMORE D'AMORE.