13 settembre - LUDWIG ANDREAS FEUERBACH (Landshut, 28 luglio 1804 – Rechenberg, 13 settembre 1872), l'umanesimo ateo del pensiero unico.

Filosofo tedesco tra i più influenti critici della religione ed esponente della sinistra hegeliana. http://www.filosofico.net/feuerbach.htm

Se l’essere umano è per l’uomo l’essere sommo anche nella pratica la legge prima e suprema sarà l’amore dell’uomo per l’uomo. "Homo homini deus est": questo è il nuovo punto di vista, il supremo principio pratico che segnerà una svolta decisiva nella storia del mondo. (L'Essenza del Cristianesimo).


Il compito dell'uomo pensante, consisterebbe, nell'anticipare con la ragione gli effetti necessari e inevitabili del tempo. Attraverso la negazione del presente si costituisce la forza per creare qualcosa di nuovo.
'Io alla religione ho dedicato tutta la mia vita' dirà Feuerbach; partendo dalla riflessione sul cristianesimo, Feuerbach giunge a comprendere che la filosofia di Hegel è in realtà teologia filosofica.
Lo scopo di Feuerbach ne "L'essenza del cristianesimo" non è solo di condurre una critica al cristianesimo di tipo illuministico, ossia di ridurlo a un cumulo di errori e superstizioni. Egli invece ritiene che la religione, in particolare quella cristiana, abbia un contenuto positivo che consente di scoprire quale sia l'essenza dell'uomo.

E' la linea che sarà poi ripresa da Nietzsche e da Foucault della "morte di Dio" necessaria per l'affermazione del nuovo umanesimo, che non ha alcun limite realisticamente stabilito (oltre-uomo).

La presunzione filosofica di una tale posizione e dunque il suo errore consiste nella sostituzione del come al che cosa. Spiegare come l'uomo arriverebbe a formulare alcune affermazioni non dice assolutamente nulla sulla loro verità o falsità.
A meno di non sostituire in modo contraddittorio l'orizzonte della dominazione pratica dell'essere a quello della conoscenza.

La contraddizione sta nel fatto che, mentre si nega che esistano dei limiti di realtà che devono essere rispettati (non esiste la verità assoluta), si afferma come verità assoluta che l'essere in divenire è solo ciò che è dominabile da un punto di vista pratico.