12 Dicembre - 1969: STRAGE DI PIAZZA FONTANA
Oggi 12 dicembre siamo obbligati a ricordare nel 1969 uno degli episodi ancora non definitivamente risolti della nostra storia recente: la Strage di Piazza Fontana nella sede della Banca Nazionale dell'Agricoltura di Milano: 17 morti e 88 feriti .Uno dei più importanti eventi di un'epoca "impazzita" (gli anni di piombo) che ha trasformato in tragedia la passione politica, attraverso l'odio per l'avversario e la violenza.
Segnalo questo articolo di Christian Raimo di Internazionale che fa una rassegna completa di tutte le questioni e i libri dedicati all'avvenimento.
Ma è soprattutto al lavoro di BENEDETTA TOBAGI, "Il processo impossibile", che ricostruisce la vicenda giudiziaria di piazza Fontana, e a quello di PAOLO MORANDO, "Prima di piazza Fontana. La prova generale", che va data attenzione.
Questo secondo saggio è uno spartiacque proprio perché non è dedicato direttamente alla strage nella Banca nazionale dell’agricoltura ma agli attentati dimenticati: quelli del 25 aprile 1969 a Milano (alla Fiera campionaria e alla Stazione Centrale, non fecero morti per fortuna); la pulviscolare attività terroristica dell’estate del 1969, con molti treni come obiettivi, anche qui per fortuna senza vittime; una serie bombe inesplose che precedettero piazza Fontana, tra le quali deve essere ricordata anche la bomba inesplosa alla scuola slovena di Trieste
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69 morti e più di mille feriti, 7.866 attentati e 4.290 episodi di violenza: sembra un bollettino di guerra, è invece il bilancio di una stagione politica tra le più drammatiche della prima Repubblica, quella che negli anni Settanta ha visto contrapposte l’estrema destra e l’estrema sinistra, il rosso e il nero. Mai come in quegli anni questi due colori hanno finito per dividere e accecare centinaia di migliaia di giovani di più generazioni, che si sono odiati e combattuti senza esclusione di colpi, trascinando il nostro Paese quasi alle soglie di una guerra civile. Una violenza che nasce nei cortei e nelle piazze, che diventa sempre più cieca, anche se ammantata di grandi ideologie.
Vedi il bel servizio di 55 minuti curato da Sergio Zavoli de "La storia siamo noi" intitolato "La notte della Repubblica" con la lunga intervista a Pietro Valpreda.
