Domenica XXVII anno A

2 Ottobre 2011
Fonte:
CulturaCattolica.it
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Preghiera dei fedeli

Introduzione del celebrante
Il primo compito che il Signore ci affida è quello di accompagnare con la preghiera la sua opera.

1. Noi siamo la tua vigna o Signore; ti ringraziamo per la cura e l’amore con cui ci tratti; abbi pazienza con il tuo popolo e donaci la grazia di portare frutto per il tuo Regno,
Noi ti preghiamo: ASCOLTACI O SIGNORE

2. Iniziando il mese di Ottobre dedicato al Rosario e alle Missioni, ti affidiamo o Signore, per intercessione della Vergine Maria, degli Angeli e di San Francesco, la Chiesa che è in Italia, insieme con i suoi pastori: Papa, vescovi, sacerdoti,
Noi ti preghiamo: ASCOLTACI O SIGNORE

3. Perché ogni persona nel mondo sia accolta nella sua dignità e ogni credente possa professare la sua fede con libertà; per la giustizia e la pace; perché la crisi economica apra le persone e gli stati a maggior solidarietà,
Noi ti preghiamo: ASCOLTACI O SIGNORE

4. Ti affidiamo o Signore i ragazzi e i giovani, perché i genitori, i catechisti e l’intera comunità possano accompagnarli all’incontro e all’amicizia con Cristo,
Noi ti preghiamo: ASCOLTACI O SIGNORE

Conclusione del celebrante
Noi siamo la tua vigna e il tuo popolo: salvaci o Signore.

Spunto della domenica
Gesù descrive la storia del popolo ebreo, ma descrive anche la nostra storia: la cura che il Signore ha avuto di noi, della nostra vita e delle nostra fede, e la trascuratezza del suo popolo, che l’ha dimenticato e tradito, arrivando a dimenticare il Figlio Gesù, non più riconosciuto e amato come Dio (Papa in Germania). E’ incantevole l’amore di Dio verso il suo popolo, così come viene descritto nella prima lettura; è terribile la sua ira per la delusione. Ricostruiamo o meglio lasciamo ricostruire a Dio la sua vigna: la nostra anima, la nostra famiglia, la nostra comunità: fede, preghiera, unione fraterna. Ricominciamo dalla liturgia e dalla catechesi. La ripresa della vita parrocchiale, con le sue varie proposte e opportunità, è l’occasione buona che ci dona il Signore.

Domenica XXVII anno A

5 Ottobre 2015
Fonte:
CulturaCattolica.it
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Preghiera dei fedeli

Introduzione del celebrante
Il Signore ci chiama prima di tutto ad accompagnare con la preghiera la sua opera, la vigna che egli ha piantato.

1. Signore Dio, ti ringraziamo perché ci hai scelto ad essere tua vigna e ci curi con amore; abbi pazienza con noi, tuo popolo e donaci la grazia di portare frutto per il tuo Regno,
Noi ti preghiamo: ASCOLTACI O SIGNORE

2. O Signore mentre inizia il Sinodo dei vescovi dedicato alla famiglia, ti affidiamo Papa Francesco e tutti i convocati: lo Spirito del Signore li illumini perché la famiglia risponda al tuo progetto di amore,
Noi ti preghiamo: ASCOLTACI O SIGNORE

3. Perché ogni persona nel mondo sia accolta nella sua dignità e ogni credente possa professare la fede con libertà. O Signore apri il cuore degli uomini alle vie della giustizia e della pace,
Noi ti preghiamo: ASCOLTACI O SIGNORE

4. Ti affidiamo o Signore la nostra comunità e le nostre famiglie: donaci la grazia di accompagnare i ragazzi e i giovani all’incontro e all’amicizia con te,
Noi ti preghiamo: ASCOLTACI O SIGNORE

Conclusione del celebrante
Noi siamo la tua vigna e il tuo popolo: salvaci o Signore. Tu che vivi e regni.

Spunto della domenica
Una parabola drammatica. E’ la storia del popolo ebreo, ma anche la nostra storia: la cura che il Signore ha di noi, della nostra vita e delle nostra fede, e la trascuratezza del popolo, che l’ha dimenticato e tradito, fino ad uccidere il Figlio Gesù. E’ incantevole l’amore di Dio verso il suo popolo – come un contadino ma anche come una madre verso la sua creatura. Ricostruiamo o meglio lasciamo ricostruire a Dio la sua vigna: la nostra anima, la nostra famiglia, la nostra comunità: nella fede, preghiera, unione fraterna. Ricominciamo dallo sguardo sui fratelli con i quali condividiamo la fede. Nella liturgia e nella vita trattiamoci da fratelli. Apriamo il cuore alle dimensioni del mondo, in questo mese missionario.

Immagine di Marcello Cerrato: Sulla pietra scartata un nuovo edifico sarà edificato, il figlio scacciato sarà il germoglio della nuovo regno. In basso vediamo le pietre scartate, una fessura a forma di croce apre ad una vite su cui si vede la forma del corpo crocifisso.