La Maternità Surrogata

Riportiamo questa riflessione di Giuliana Ruggieri sul tema attuale della maternità surrogata. Abbiamo partecipato alla Conferenza di Roma sull'abolizione universale della maternità surrogata: "trovare un terreno comune per la dignità umana" e chiediamo che si arrivi al divieto totale di questa pratica
Autore:
Giuliana Ruggieri
Fonte:
CulturaCattolica.it
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La Maternità Surrogata (MS) segna il cambiamento epocale che stiamo vivendo caratterizzato da una totale destrutturazione dell’identità umana verso una nuova “ingegneria” antropologica e sociale che mira, tramite l’illusione di una superiore raggiunta libertà, ad asservire totalmente l’essere umano negandone la natura e i tratti essenziali. [1]

  • ELIMINAZIONE DELLA MATERNITA’


La MS rappresenta “l’eclissi della maternità”, “l’eliminazione della concezione stessa del materno, della dimensione della maternità anche fuori della generazione fisica di un figlio, ma è lo straordinario vissuto della gravidanza del partorire ad esserne il paradigma. Un paradigma che la surroga di maternità muta radicalmente” [2]: l’eliminazione cioè delle verità naturali, del rapporto costitutivo-identitario di ogni uomo.

Le ultime frontiere
: l’utilizzo come “utero in affitto” di donne in stato vegetativo persistente (PVS), definito come “donazione gestazionale di tutto il corpo” (WBGD, Whole-Body Gestational Donation), proposta da Anna Smajdor, docente di Bioetica Medica Università di Oslo [3] fino all’ectogenesi (utero artificiale) che ha come scopo l’eliminazione della donna, nella sua dimensione naturale di generare la vita.
Tutto questo non può non interrogarci.
Nella MS avviene la frantumazione, la scomposizione del rapporto madre e figlio.
“La maternità surrogata è essenzialmente un matricidio. La Maternità Surrogata è ormai diventata un modo di tagliare e dividere la maternità biologica in tre parti: una donatrice di ovociti, che si sottopone a procedure di fecondazione in vitro dolorose e pericolose; una madre “gestazionale” che affronta tutti i rischi della gravidanza e del parto; e una madre o un padre “adottivo [4] (Phyllis Chesler)

Si possono distinguere due forme di MS: tradizionale (traditional gestational carrier) o genetica o totale, in cui la stessa donna svolge il ruolo sia genetico che gestazionale. I suoi ovociti verranno fecondati dal futuro padre o da un donatore di sperma. La gravidanza fa seguito ad una fecondazione artificiale intracorporea (inseminazione artificiale) o extracorporea (FIV In Vitro Fertilization o ICSI - IntraCytoplasmic Sperm Injection e successivo embryo-transfer FIVET.)
Mentre nella MS ospitante o parziale (gestational carrier o gestational surrogate), la donna esercita solo il ruolo gestazionale: si ricorre alla FIV o ICSI e successivo embryo-transfer utilizzando l’ovocita che proviene dalla madre committente (intended mother) o da una donatrice ed è fecondato dal padre committente (intented father) o da un donatore. In alternativa, si ricorre alla donazione di embrioni. In questa fattispecie quindi la madre surrogata non ha alcun legame genetico con il bambino, viene così reciso ogni legame tra nascituro e gestante, la quale avrà anche maggiori difficoltà legali a difendere eventuali ripensamenti, proprio perché è solo birth mother. Questa è la forma di MS più diffusa.

La MS dilata le questioni etiche e antropologiche legate alla PMA.


La procreazione delegata alla tecnica ha completamente scisso il processo procreativo dall’“effetto” della riproduzione (il figlio). La FIVET delega la procreazione alla tecnologia e la MS, fa un passo avanti delega anche la gestazione e il parto.

Chi è la vera madre?
Quella che fornisce il patrimonio genetico?
Il figlio eredita dai donatori di gameti, il colore degli occhi, il colore dei capelli e purtroppo potrà avere malattie su base genetica.
Quella che lo porta in grembo per nove mesi?
L’utero materno è un semplice “incubatore biologico”?
Tutto questo si scontra con la realtà, infatti:
“L’epigenetica moderna mostra chiaramente che la madre surrogata ha un’influenza particolarmente importante sul futuro e sulla vita del bambino – indipendentemente dall’informazione genetica scritta nel DNA.” [5]
Il rapporto di tipo epigenetico tra la gestante e il feto è un vero e proprio dialogo biochimico e sensoriale, denominato cross-talk [6], uno scambio incrociato relazionale tra mamma e bambino presente fin dai primi giorni di vita intrauterina.

Carlo Bellieni, neonatologo di fama internazionale e membro della European Society of Pediatric Research dice che la “Cavità intrauterina, un microcosmo pieno di stimoli: rumori (voci, battito cardiaco della mamma, respiro materno, suoni esterni), sapori e odori (tutto quello che la mamma mangia viene filtrato e in certa misura passa nel liquido amniotico e lo impregna di odori e sapori), movimento (la mamma ballerina darà stimoli ben diversi dalla mamma confinata a letto per motivi di salute)”. [7]

Non solo, il microchimerismo materno-fetale è uno scambio bidirezionale di cellule fetali e materne, che ha lo scopo all’inizio della gravidanza, di far sì che l’embrione non venga rigettato dalla madre, ma lo scambio materno-fetale è molto più complesso ed ampio. È stato dimostrato infatti che le cellule progenitrici associate alla gravidanza (pregnancy-associated progenitor cells [PAPCs]) attraversano la placenta e vanno a colonizzare diversi organi materni tra cui il cervello, i polmoni, il cuore, il midollo, la milza, i reni e il fegato. Giunte a destinazione, le PAPCs vanno a differenziarsi in maniera specifica a seconda della sede, integrandosi alla popolazione già esistente di cellule materne, pur mantenendo il proprio DNA, diverso da quello materno.
Tali cellule le possiamo dimostrare dal 7° giorno di gravidanza a 27 anni dopo nel corpo della madre e cellule del corpo della gestante vengono ritrovate nel bambino e nell’adulto; il fenomeno può riguardare non solo le cellule della partoriente ma anche quelle ricevute da sua madre o da un feto portato da una gravidanza precedente (fratello gestazionale).
Uno studio [8], dimostra che tali cellule insieme agli ormoni della gravidanza provocano una perdita quantitativa programmata di parte del sistema limbico ridondante e vengono riorganizzate le connessioni neuronali per rendere più efficaci aree che ottimizzano l’attaccamento tra mamma e bambino. Il feto ha quindi un ruolo attivo sorprendente nel modulare la capacità della mamma di amarlo, dicono gli autori di questo bello studio, un dialogo misterioso ed affascinante, che solo ora cominciamo a decifrare.
Alcuni studi sperimentali hanno dimostrato la capacità riparativa delle cellule microchimeriche del feto su modelli di tessuto miocardico infartuato, tessuto cerebrale (pazienti affetti dal morbo di Parkinson) o tumorale: il bambino aiuta a “riparare” la mamma mentre lei si occupa del suo sviluppo e sopravvivenza.
Una analisi evolutiva del microchimerismo materno fetale fatto da ricercatori americani dell’Arizona State University mette in luce che c’è ancora molto da indagare sul ruolo del microchimerismo fetale nell’allattamento, nella funzione tiroidea, nelle malattie autoimmuni, nel cancro e nella salute emotiva e psicologica materna. [9]

  • NEGAZIONE DELLA FAMIGLIA NATURALE


La MS è: “la negazione dell’essenza stessa della famiglia naturale, così come l’abbiamo intesa da sempre, ridotta ad una delle possibilità della realtà. Oggi attraverso queste tecniche, possiamo arrivare ad avere fino a quattro madri: due genetiche, una gestazionale, una legale. Ma io penso, che un figlio con tante mamme è un bambino orfano, senza madre”. (Assuntina Morresi)
Il filosofo francese Fabrice Hadjadj nel suo libro “Ma che cosa è una famiglia. La trascendenza nelle mutande e altri discorsi sessisti” sostiene che: “gli stessi che denunciano la famiglia come principale istituzione repressiva e oppressiva, ora vogliono fare del bambino il prodotto di una manipolazione genetica, il che è andare ben al di là dell’oppressione o della repressione, perché corre verso una fabbricazione pura e semplice, e fare di un bambino l’oggetto di un planning, e ancora più una cavia da laboratorio.
Questa contraddizione dimostra che non si può decostruire l’essenziale (o naturale), la famiglia, ma solamente costruirgli accanto un simulacro e quindi deformarla o parodiarla.
Continua ancora il filosofo francese: La vera manifestazione per tutti non è anzitutto politica, bensì fisica. […]Noi abbiamo, guardandoci, l’ombelico. Ma cosa è l’ombelico? E’ il segno che non mi sono fatto da me stesso, ma che vengo da altre persone, è lo stigma cavo, bombato di un cordone che non ho più, e che riguarda più i miei genitori, la loro potenza generativa, che non la mia. L’ombelico segna la differenza generazionale, mi rivela che sono figlio. Il mio sesso è invece è il segno che io non sono fatto per me stesso, ma che, nella mia stessa carne tendo verso altri.”
“Nell’ambito relazione della famiglia le mie caratteristiche biologiche, l’ombelico e il sesso, mi indicano da dove vengo e dove vado. E se uno, l’ombelico mi distacca (da mia madre) perché l’altro il sesso, mi apre alla scoperta dell’altro”.

La famiglia è il luogo delle relazioni costitutive dell’uomo, il luogo che fonda la propria identità, il luogo che serve per scoprire dove si viene e dove si va.
Il problema fondamentale non è voler bene ai bambini, infatti molti orfanatrofi perfetti potrebbero garantire questo, molte coppie omosessuali potrebbero essere più brave dei genitori naturali. La de-familiarizzazione della famiglia deriva dalle nostre migliori intenzioni; infatti, abbiamo preteso di fondare la famiglia sull’amore, sull’educazione e la libertà, l’abbiamo trasformata in realtà secondaria, indicizzata ai valori. In realtà è vero il contrario, è la famiglia a fondare l’amore, l’educazione, la libertà.

  • MERCIFICAZIONE DELLA DONNA


Melinda Cooper e Catherine Waldby, nel loro libro “Biolavoro globale. Corpi e nuova manodopera” delineano con molta chiarezza come la riproduzione umana, attraverso le pratiche della cosiddetta donazione di gameti maschili e femminili, le tecniche di riproduzione artificiale e il ricorso alla maternità surrogata, costituisce una nuova voce del “lavoro” umano, al cui centro resta prevalentemente il corpo femminile. Le due autrici analizzano il lavoro riproduttivo e della medicina rigenerativa ai tempi del “biopotere” focalizzandosi non sulle questioni etiche-giuridiche ma sulle condizioni di vita di questa “manodopera clinica” segnalando che da quando riproduzione e sessualità si sono disconnesse le donne sono entrate in questo mercato di lavoro “riproduttivo”, lavoro precario senza nessuna forma di controllo.

“La rilettura, con categorie economiche, di una vicenda che ha una rilevante portata antropologica, aiuta a chiarire, senza troppi paraventi, il contesto nel quale si sta riscrivendo la procreazione umana e mette in luce le diverse forme di sfruttamento delle donne che, in diversi paesi Paesi, sono indotte, per motivi economici, a diventare madri gestanti su commissione altrui. Quella economica non è una questione secondaria rispetto alla valutazione etica di queste prassi, che in alcuni Stati sono legali, perché evidenzia come sia facile trattare come merce il corpo umano.”
[10] (Adriano Pessina)

MS afferma una logica mercantilistica, neoliberale, con la nascita di un nuovo mercato umano, “mercati della carne”, secondo la dura espressione di Sylviane Agancinski. [11]
In realtà una nuova forma di schiavitù, che gli occidentali ricchi e benestanti esportano nelle parti più fragili del mondo.
Il bambino, il figlio è ridotto ad “oggetto di compravendita”, venduto o ceduto.

L’espansione dell’economicismo ovvero dell’ideologia che ritiene tutto sia “economicamente valutabile finanche la commercializzazione dell’essere umano” [12].

“Nella surrogazione assistiamo allo svuotamento assiologico della corporeità (e della sessualità) in uno dei modi più radicali nella storia della donna: l’identità unitotale, per la quale la persona ha ed è il suo corpo, viene scissa in un dualismo estremo, provocandone l’alienazione ed astrazione come ingranaggio di mercato; che materializza e de-sostanzializza la co-appartenenza della persona con la corporeità. Porre al centro del dibattito il problema del corpo è tanto inusuale quanto significativo se si vuole incardinare la surrogazione nella più ampia questione storica della condizione femminile.
“Se il corpo, da inalienabile e inviolabile, diviene risorsa biologica, in ambito riproduttivo, il dono subisce la trasformazione in prodotto commerciale, quando, all’opposto, la categoria del dono si pone in netta contrapposizione con la prestazione, la proprietà e dinamiche di retribuzione/rimborso.” (Giulia Bovassi)

Per rendersi conto di questa realtà basta consultare i modelli contrattuali di MS disponibili sul mercato (consultando internet) ad opera di intermediari (agenzie /cliniche) che seguono l’intero processo.
Secondo la società di consulenza per ricerche di mercato Global Market Insights “entro il 2032 varrà 129 miliardi di dollari”, con un numero crescente di coppie dello stesso sesso e single alla ricerca di modi per avere figli, come rivela la Cnbc. https://substack.com/redirect/add1a5a6-9c03-4d56-ba10-1265c66124a8?j=eyJ1IjoiZ2E2OG8ifQ.o7KyvhfcSbRNrFlIUYJaQbQlik3MfY5qgocSHZ79TPY

A lungo l’India è stata la “fabbrica” delle surrogate. La scrittrice inglese pluripremiata Kishwar Desai ha denunciato sul Guardian [https://substack.com/redirect/59d5fa99-fd8f-48ff-9743-edc00bc6ef21?j=eyJ1IjoiZ2E2OG8ifQ.o7KyvhfcSbRNrFlIUYJaQbQlik3MfY5qgocSHZ79TPY] che “c’erano ospedali in cui le donne erano tenute per nove mesi, facendo nascere il figlio di qualcuno per due o tremila sterline. Puro sfruttamento”. Dal 2015, il divieto di questa pratica in paesi come Nepal, India e Thailandia ha reso l’Ucraina la “capitale mondiale dell’utero in affitto”. Poi la guerra in Ucraina – che ha in mano un quarto del mercato mondiale dell’utero in affitto – ha spinto la surrogata verso nuovi mercati. Fino allo scorso anno, l’Ucraina era il secondo mercato di maternità surrogata al mondo dopo gli Stati Uniti. Ora va fortissimo la Georgia, che ha leggi lassiste come quelle dell’Ucraina. Nel frattempo, anche il Messico e parti dell’America Latina hanno registrato un boom. In Georgia, come in Ucraina, i programmi di MS commerciale costano 40-50.000 dollari, in Messico 60-70.000 e 120.000 negli Stati Uniti.

La MS è di per sé un fenomeno commerciale: non può esisterne una forma gratuita, e tanto meno “solidale”, proprio per la natura stessa di questo nuovo paradigma di maternità.

La MS può rientrare nel paradigma del dono?

La logica del dono impone di rifiutare tutto ciò che è in distonia con le sue leggi, in particolar modo l’utilitarismo e la subalternità.
Il proprio corpo usato ai fini della riproduzione e generazione di una vita, poi ceduta, rappresenta un uso utilitaristico del proprio corpo, una “reificazione “della madre e del bambino, che contraddice il paradigma del dono.
L’asimmetria dello status sociale, tra coppia committente e madre gestazionale, ha all’origine una subalternità ed anche se avvenisse al di fuori di una “logica commerciale”, contraddice il paradigma del dono.
Ancora più grave, all’interno di “relazioni familiari”, generando nel bambino inevitabili e drammatiche “confusioni” relazionali,
L’invasività delle procedure, il non rispetto della privacy e della dignità della madre gestazionale ed i meccanismi di selezione (si scelgono nei cataloghi il colore degli occhi e dei capelli) contraddicono alla base il paradigma del dono.

In presenza di asimmetrie così evidenti, in presenza di rapporti subalterni, in presenza di mercificazioni/reificazioni di soggetti coinvolti, in particolare madre gestante e nascituro, si contraddice alla base qualsiasi logica solidale.
Chi sostiene la surroga “solidale” argomenta che essa possa seguire la stessa logica dei trapianti d’organo: un percorso costoso e articolato, ma senza alcun compenso per la donna che mette a disposizione il proprio corpo, cedendo alla fine un neonato che tra l’altro, quasi sempre, non le appartiene geneticamente. Ma l’analogia non regge, innanzitutto perché ad essere ceduto è un bambino, e non organi, cellule o tessuti.
Non viene offerto un “servizio gestazionale” “una prestazione d’opera”, perché non c’è nessun servizio gestazionale senza la presenza del bambino, ciò è dimostrato dalle numerose contestazioni legali che sorgono quando la madre gestazionale decide di non “rispettare il contratto” e di tenere il bambino.

Nella donazione di organi si salva una vita umana o si migliora oggettivamente la qualità della vita (nel caso dei trapianti di rene), nella MS si soddisfa un desiderio, una “esigenza vitale” di avere un figlio, ma un desiderio non può mai diventare un diritto di “sfruttamento” della madre gestazionale e un diritto di “possesso” di un bambino.
E, soprattutto, se si volesse considerare la surroga come la donazione degli organi, allora bisognerebbe utilizzare gli stessi criteri. Chi vuole un bambino non dovrebbe scegliere su catalogo i “donatori” di gameti, selezionando quelli con le caratteristiche desiderate, né la madre surrogata, ma dovrebbe affidarsi “alla cieca” all’agenzia specializzata: nel trapianto di organi il ricevente non sceglie il donatore, né l’organo. Ma in nessun luogo al mondo in cui l’utero in affitto è legale avviene questo. Al contrario, la gravidanza conto terzi continua a seguire le regole della fecondazione eterologa, sempre associata alla possibilità, per chi desidera un bambino, di scegliere i gameti esterni: non esiste un solo paese in cui i gameti disponibili nelle biobanche siano assegnati casualmente a chi vuole diventare genitore senza utilizzare i propri. (Assuntina Morresi)
Inoltre, la complessità della gestione della MS richiede anche per la forma solidale, un rimborso spese sotto il quale si cela un vero e proprio “mercato sommerso”.


  • FIGLIO: OGGETTO o SOGGETTO?


“I diritti inviolabili della persona vengono prima delle leggi e degli Stati”; per questo “esistono commissioni e convenzioni internazionali che si propongono di cristallizzare nelle loro carte il catalogo di tali diritti inviolabili” indicando “i criteri su cui definirli: la dignità, l’eguaglianza, l’integrità, la libertà.” Ma “può essere attribuito un genitore ad un bambino attraverso un atto di volontà oppure c’è bisogno di qualcos’altro? In altri termini la vita di un bambino è un fatto privato (atto di volontà-contratto) oppure è un fatto comunitario che interessa tutta la società? Quali sono i limiti alla volontà umana? I limiti sono i diritti inviolabili che nel caso del soggetto nato consistono nel riconoscimento del suo status, non attraverso la volontà o l’autodeterminazione di persone a lui estranee, ma attraverso il modo in cui si manifestano i suoi diritti inviolabili. E i diritti inviolabili di un soggetto che sta per venire al mondo sono presidiati dalla comunità e non dall’arbitrio individuale. Nella MS ad una procedura pubblica di verifica della idoneità genitoriale si sostituisce una convenzione privata che può essere riempita a piacimento dei committenti. Muore così il diritto inviolabile del soggetto nato” [13](Alberto Gambino)

Per la prima volta nella storia dell’umanità il figlio da soggetto di diritto diviene oggetto di diritto sottoposto a dettami dei committenti. Il bambino viene reificato, per poterne disporre in dinamiche di ideazione-produzione-abbandono-restituzione, questo trasgredisce appieno il concetto universalmente accettato su cui si fondano i diritti umani: l’essere umano, proprio perché tale, deve essere tutelato da ogni forma di abuso, offesa, compravendita, sperimentazione, lesione.

NOTE

1. Introduzione alla Bioetica. Temi e problemi attuali. Aldo Rocco Vitale Ed. Il Cerchio
2. https://www.tempi.it/materno-sotto-attacco-utero-in-affitto-reato-universale/ Assuntina Morresi
3. Whole body gestational donation. Smajdor, A. Theor Med Bioeth 44, 113–124 (2023). https://doi.org/10.1007/s11017-022-09599-8
4. Towards the Abolition of Surrogate Motherhood. International Coalition for the Abolition of Surrogate Motherhood ICASM Phyllis Chesler pag. 65 Marie-Josèphe Devillers . Ana-Luana Stoicea-Deram
5. L’inizio dell’esistenza dell’ambiente e il fondamento dell’uomo. Georg Simbruner Ed.EAI
6. Maternal -embryonic cross-talk. A. Hill Annals of the New York Academy of Sciences, Sept.2001,943,17-25
7. Sento dunque sono. Sensi e sensazioni del feto. Carlo Bellieni Ed. Cantagalli
8. The love-shaper: role of the foetus in modulating mother-child attachment through stem cell migration to the maternal brain. Tartagni MV, Graziottin A. Eur J Contracept Reprod Health Care. 2023 Aug;28(4):216-222. doi: 10.1080/13625187.2023.2216326. Epub 2023 Jun 9. PMID: 37293833.
9. Fetal microchimerism and maternal health: a review and evolutionary analysis of cooperation and conflict beyond the womb. Boddy AM, Fortunato A, Wilson Sayres M, Aktipis A Bioessays. 2015 Oct;37(10):1106-18.
10. Maternità surrogata o per altri e il mercato riproduttivo. Adriano Pessina Medicina e Morale 2018/1: 5-9
11. L’uomo disincarnato. Dal corpo carnale al corpo fabbricato
, S. Agacinski, Neri Pozza, Vicenza 2020.
12. Introduzione alla Bioetica. Temi e problemi attuali. Aldo Rocco Vitale. Ed. Il Cerchio.
13. Alberto Gambino: Intervento Roma 2024. International Conference for the Universal abolition of Surrogacy