Fare politica per prendere voti o prendere i voti per fare politica?

Lettera aperta a Giorgia Meloni, Presidente del Consiglio dei Ministri, in occasione dei risultati delle elezioni regionali sarde
Autore:
Maria P. Venturini
Fonte:
CulturaCattolica.it
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Cara Presidente Giorgia Meloni,
“...Fare politica per prendere voti e non prendere i voti per fare politica...” Queste Sue affermazioni, pronunciate nel corso di una breve conferenza presso la sede della Stampa estera, dove Corrispondenti in Italia l’hanno invitata, ci riempie di fierezza nell’averla ascoltata. Dice che “il servizio più alto della carità” - così San Paolo VI definiva la Politica - può essere rivolto al Bene Comune e non invece a gesti di puro potere. Eppure nei mesi scorsi, in preparazione alla campagna elettorale in vista dell’elezione del Governatore della Sardegna, la gente ha percepito altro, come riportato fedelmente (o quasi) dalla stampa e dai media: polemiche fra alleati nella coalizione di governo, frizioni, sgambetti e qualche prova di forza. Fino all’epilogo di domenica scorsa, cui molti di noi eravamo già preparati, e non certo per doti profetiche ma nella considerazione che, se l’unione fa la forza, la disunione, lo scollamento, l’arroganza fanno la perdita delle elezioni. Certo, i collettori locali di voti tentano più spesso di forzare la mano ai vertici romani per la scelta dei candidati e purtroppo questa volta ci sono riusciti. Mentre la sinistra ha lasciato ai Sardi la scelta dei candidati. Ed è stata premiata. “Ho perso!”, ha detto Lei nella stessa Conferenza, ammettendo pubblicamente con grande onestà mentale gli errori compiuti. Grazie anche per questo franco realismo con cui si è assunta il peso della sconfitta! Quante volte in passato abbiamo assistito ai “teatrini” del post-elezioni in cui praticamente tutti i partiti avevano vinto. Oggi non è più così: c’è una parte politica che ha vinto ed una che ha perso. E’ democrazia!
In omaggio alla verità dei fatti, queste elezioni regionali hanno mostrato nei numeri molto altro che per adesso non esaminiamo. Tuttavia mi permetto di mettere sotto lente di ingrandimento il dato dell’affluenza, in calo del 2%, rispetto alle precedenti elezioni. Un caro amico sardo mi spiega in verità che i Sardi da sempre votano in pochi. E che di fronte alla novità del “Campo Largo” in questa tornata sembra assodato che la sinistra sia andata più numerosa alle urne. Mi sembra evidente che noi si debba ragionare per recuperare quella quota di elettorato che non vota perché non si sente ascoltato o perché non ha più fiducia nella rappresentanza democratica. Sono anche convinta che molti di loro sono concittadini che, prima di ogni altro progetto politico siano portatori di valori e idee a sostegno della famiglia e che non sempre si sentano tutelati nella difesa della vita dal momento del concepimento alla sua fine naturale... e che l’educazione dei ragazzi non debba essere argomento di scontro tra i principi della famiglia e le varie incursioni sulla fluidità di genere, come da programmi di alcune scuole pubbliche.
Per tutto questo, auguriamo, Presidente Meloni, che la Politica nella sua forma alta sia in costante ascolto di queste voci e metta in monitoraggio la qualità e la consonanza dei progetti volti a realizzare tali obiettivi. Nella certezza che questo incoraggi tutti noi a costruire responsabilmente Comunità vivibili e coese. Continueremo a seguire il Suo cammino!