Civitavecchia – 25 anni con Maria

Dal 2 al 6 febbraio del 1995, a Pantano di Civitavecchia, una statuina della Madonna raffigurante la regina della Pace lacrimò sangue per tredici volte nel giardino della famiglia Gregori. Pianse ancora sangue il 15 marzo nelle mani del vescovo Girolamo Grillo...
Solo qui compaiono i testi dei messaggi della Madonna delle rose dal Cuore Immacolato e regina delle Famiglie – così Maria si è presentata a Civitavecchia –, nei quali mette in connessione queste sue visite con le apparizioni di Fatima...
Fonte:
CulturaCattolica.it
Vai a "Ultime news"

Lasciatomi incuriosire dalla convinta e argomentata testimonianza del caro amico Riccardo Caniato, ho letto la nuova edizione del libro di Flavio Ubodi sulla storia della Madonnina di Civitavecchia.

Si intitola Civitavecchia: 25 anni con Maria (Edizioni Ares, pp. 312), ha cento pagine in più rispetto alla prima stesura ed è scritto in un corpo più piccolo a riprova di un lavoro di revisione e aggiornamento veramente capillare.
Rispetto alla prima lettura, oltre alle novità davvero rilevanti aggiunte al libro, sta l’incontro con l’autore, in compagnia di Andrea Mondinelli, incontro che mi ha allargato il cuore rispetto a quanto letto, ma soprattutto ha evidenziato la drammatica situazione del mondo e della Chiesa che la lacrimazione della statuetta di Maria e i messaggi a Fabio e a sua figlia Jessica Gregori hanno reso manifesto. Ma, ancora più commovente, per me, è stato il giorno in cui, andando a trovare Fabio lo scorso anno (era verso la fine, il 28 o il 29 dicembre 2018), la Madonnina che si trova nel suo giardino, dono di san Giovanni Paolo II, ha cominciato a trasudare nelle mie mani quel liquido oleoso e profumato di cui si parla nel libro stesso. Un fatto, constatabile, evidente, un segno certo di Maria, che mi ha poi sostenuto in quello che in seguito sarebbe accaduto, come segno della tenerezza della Madonna.
Credo che questo, come i tanti segni di questi tempi della vicinanza di Maria, attraverso miracoli e rivelazioni, stia ad indicare che il senso del nostro cammino qui sulla terra deve essere ancora ripreso, approfondito e vissuto. Non è possibile vivere «come se Dio non ci fosse», illudendosi che bastino le nostre capacità e risorse a rendere la vita umana utile e buona. In questi tempi in cui scrivo, in un mondo impaurito dalla epidemia di Coronavirus, né la facile superficialità (di cui tra l’altro hanno dato prova i nostri governanti) né un oscuro terrore (che sembra nascere di fronte a un nemico implacabile e imprevedibile), «solo un Dio ci potrà salvare», come sembra ci abbia lasciato scritto un filosofo in un testo che avremmo dovuto leggere solo dopo la sua morte.
E Maria ci ricorda il volto tenerissimo di quel Dio, che ci ha donato suo Figlio come presenza costante e misericordiosa, quel figlio che ha scelto, in questi anni così nemici della vita, della famiglia, dell’ordine della natura per cui nessuno può arbitrariamente costruire la propria identità sessuale dimenticando i dati oggettivi della sua costituzione, in questi anni Dio ha scelto una famiglia intera, genitori e figli, anzi, proprio la figlia più piccola, Jessica, per parlare al nostro cuore e al cuore della sua Chiesa.
Certo, una Chiesa che a volte sembra disorientata, che non riesce a cogliere i segni di Dio nella semplicità della storia, che sembra più certa delle risorse terrene che della grazia divina, che non sempre ha saputo amare e ascoltare nel profondo quel grande papa che la Madonna stessa ha chiamato come il più grande e bel dono che Dio ha voluto fare alla Chiesa e al mondo.
Potremmo scandalizzarci del comportamento di alcuni uomini di Chiesa che hanno posto grandi resistenze a questo fenomeno miracoloso, ma meglio rimane commuoversi per il cambiamento di Mons. Grillo, che ha saputo, pressato dall’insistenza amorosa della Madonna, abbandonare riserve e obiezioni e divenire testimone indomito del miracolo e propugnatore del suo messaggio, riconoscendo con umiltà i propri errori, segnati da un pregiudizio nei confronti del soprannaturale così diffuso presso tanti teologi. Sì, la Madonna con la sua azione ha mostrato che si può cambiare atteggiamento e mentalità, e divenire suoi fieri collaboratori e testimoni.
La lettura del libro ha rinnovato in me lo stupore per Maria, ricordandomi quello che don Giussani mi disse quando gli feci conoscere la mia intenzione di entrare in Seminario per divenire sacerdote: «Ti raccomando, non dimenticare mai la devozione alla Madonna».
Il suggerimento del Giuss, l’invito di Maria a tutti, in particolare a tutte le famiglie, di mettere al centro della propria vita l’Eucaristia, l’adorazione eucaristica, la Confessione e il Rosario sono la risorsa più grande per la riscossa della fede e la resistenza in questo frangente della storia. La lettura del bel testo di p. Ubodi, e in particolare le ultime due interviste di Caniato a Fabio e a Jessica Gregori, lasceranno nella nostra vita un segno indelebile di bellezza, di fierezza e di gioia cristiana. Buona lettura e, se potete, diffondete a vostra volta questo testo.

Inserto fotografico