Petizione contro la “Strategia” dell’UNAR e le direttive dell’OMS: proteggiamo i bambini!

Accogliamo la notizia di questa iniziativa. Dopo la «Diffida» dei Giuristi per la vita è segno che ci si può muovere, perché la dignità dell'uomo e il cammino educativo non vengano stravolti da una ideologia disumana.

La petizione sarà indirizzata a: il Presidente del Consiglio dei Ministri; il Ministro degli Interni; il Ministro dell’Istruzione; il Ministro per le Pari Opportunità; il Ministro della Salute; l’Autorità Garante nazionale per l’infanzia e l’adolescenza; la Commissione Parlamentare per l’infanzia.
Fonte:
CulturaCattolica.it – www.prolifenews.it
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Contro la “Strategia nazionale” dell’UNAR

Con la presente petizione chiediamo, in primo luogo, che si prendano provvedimenti per disapplicare e ritirar2e la “Strategia nazionale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere (2013 -2015)” emanata dall’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, parte del Dipartimento per le Pari Opportunità. Questo documento infatti, piuttosto che promuovere valori veri, condivisi dal popolo italiano e coerenti con la Costituzione, promuove una vera e propria ideologia contro natura, sostenuta da una esigua minoranza, e che contrasta in molti punti con i principi costituzionali. (…).

Contro gli “Standards for Sexuality Education in Europe” dell’OMS

In secondo luogo, (…) chiediamo, in modo preventivo, che non venga data nessuna attuazione a, né vengano recepite in alcun modo da alcuna istituzione nazionale, le direttive dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sull’educazione sessuale, denominate: “Standards for Sexuality Education in Europe” (“Standard di Educazione Sessuale in Europa”) ed emanate, specificamente, dal “WHO Regional Office for Europe” e dal “BZgA”.

Per firmare la petizione

Anche in questo documento si accoglie almeno parzialmente l’ideologia del genere (…) [ed esso propone] un’educazione sessuale sostanzialmente edonista, che parifica ogni “orientamento sessuale”, che promuove contraccezione e aborto come unici rimedi alle “gravidanze indesiderate”, che si basa su una sessualizzazione precoce del bambino, e che, almeno in un punto, istiga a comportamenti che potrebbero integrare la fattispecie di pedofilia. (…).

Per tutti questi motivi
chiediamo dunque che venga posto in essere dalle autorità competenti ogni provvedimento necessario perché si ritiri, disapplichi, oppure perché si impedisca il recepimento e l’applicazione, della “Strategia nazionale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere (2013 -2015)” e degli “Standards for Sexuality Education in Europe”. Nel caso di inerzia le stesse autorità si renderebbero gravemente complici della corruzione dell’infanzia e della lesione di diritti fondamentali degli individui e delle famiglie, ponendosi così fuori da ogni legalità, anche costituzionale.

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