Eccellenza, e se parlasse «quando alle galline cresceranno i denti»?

Fonte:
CulturaCattolica.it
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“Come Vescovo di questa comunità ecclesiale pavese, voglio esprimere a nome mio e della comunità sentimenti di vicinanza e di presenza alla Comunità musulmana pavese, in occasione della chiusura dl mese sacro del Ramadan 2012. Sappiamo che avete celebrato la discesa celeste del Libro sacro del Corano, applicandovi a una lettura più intensa e pia della Parola di Dio e che avete offerto a Dio il sacrificio del vostro digiuno quotidiano. Grati della Vostra testimonianza, ci sentiamo in comunione di preghiera e di fede.
Con stima, Giovanni Giudici, Vescovo di Pavia”.
Un caro amico ricordava spesso che, per essere eretici, bisogna essere almeno un po’ intelligenti. Mi frullava in mente questo pensiero quando mi sono imbattuto in questa strabiliante lettera di Mons. Giudici, Vescovo di Pavia. All’inizio, in verità, ho pensato ad una “bufala”: una di quelle affermazioni che vengono inventate per screditare qualcuno (capita piuttosto spesso nel mondo dell’informazione). Poi mi sono reso conto che il testo corrisponde a verità. Infatti, sempre sul sito de “Il Ticino”, giornale della diocesi di Pavia, è riportato uno stralcio della conversazione tra un giornalista e Mons. Giudici.
«In occasione della recente chiusura del Ramadan, lei ha inviato un messaggio alla comunità musulmana pavese ringraziandola per la lettura più intensa della Parola di Dio ed il sacrificio del digiuno quotidiano svolti in questo mese sacro, e sottolineando anche la "comunione di preghiera e di fede" che la unisce a noi cristiani. E un messaggio di speranza e pace in un panorama internazionale ancora segnato dalla violenza e dall'odio, come dimostra anche la guerra civile che si sta combattendo in Siria.
“L’ascolto della Parola, la preghiera e il digiuno, cioè il mettersi in discussione nelle proprie giornate per stare di fronte a Dio, sono fatti positivi. E’ importante guardare con attenzione a questi aspetti di una religiosità che costruisce l’uomo, pur dovendo spesso fare i conti con enormi difficoltà. Di fronte ad un mondo in cui c’è ancora tanta violenza, incapacità di collaborare e una continua contrapposizione, noi che siamo persone di fede sappiamo che il progetto di Dio su di noi e sulla società è diverso. Questo ci dà forza e coraggio. Il Dio che ci ha creati vuole fraternità. Ogni passo verso questi atteggiamenti è un gesto positivo”».

Inoltre un tweet dello stesso Vescovo afferma: «Giovanni Giudici @vescovogiudici. La comunità musulmana conclude il Ramadan; mese sacro di lettura più intensa della Parola e di offerta del digiuno quotidiano. In comunione.»

Comunione di preghiera e di fede? Forse bisognerebbe ritrovare il senso delle parole e anche la fierezza e il gusto della nostra fede cristiana! Come è possibile che «maestri della fede» sostengano posizioni così in contrasto con l’insegnamento della Chiesa? Come non preoccuparci per questo magistero parallelo, che comunica posizioni francamente eterodosse (oltre che superficiali e scioccamente buoniste), nell’illusione forse di essere ascoltato e di favorire il dialogo con gli altri? Che dialogo può esserci con chi non sa neppure chi è?
Sempre sul sito de “Il Ticino”, si trova un articolo che rivela preoccupazione per il calo degli studenti delle superiori che scelgono di avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica. In effetti, che senso ha l’ insegnamento di una materia che non ha più identità, per cui le religioni alla fine si equivalgono (tanto che il Corano è definito «Parola di Dio»); un insegnamento che non aiuta a leggere la drammaticità della realtà? Sono di questi giorni le notizie del barbaro assassinio dell’ambasciatore USA: oltre all’orrore del crimine, c’è lo sgomento per la rinuncia a quegli elementi di civiltà per cui ogni ambasciatore è sempre stato considerato “sacro”, nell’esercizio delle sue funzioni.

Occorre forse ricordare il significato e il valore dei Vescovi nella Chiesa? Il documento CHRISTUS DOMINUS di Paolo VI afferma: «Cristo diede agli apostoli ed ai loro successori il mandato e la potestà di ammaestrare tutte le genti, di santificare gli uomini nella verità e di guidarli. Perciò i Vescovi, per virtù dello Spirito Santo che è stato loro dato, sono divenuti veri ed autentici maestri della fede, pontefici e pastori».

Due corollari importanti

1. Chiediamo a chi è preposto nella Chiesa di vigilare perché il mandato episcopale sia svolto con fedeltà al magistero, e di riprendere quanto afferma il Codice di Diritto Canonico a proposito del Metropolita: «Can. 436 - §1. Nelle diocesi suffraganee spetta al Metropolita:
1) vigilare perché la fede e la disciplina ecclesiastica siano accuratamente osservate, e informare il Romano Pontefice su eventuali abusi…»
2. A proposito di informazione.
Proprio oggi, a Radio Rai 3, nella trasmissione Tutta la città ne parla, un ascoltatore riportava la assurda e falsa affermazione della grande quantità di cittadini inermi fucilati da Pio IX «perché non volevano il potere temporale». Siccome questa era la registrazione di quanto precedentemente affermato, riportarla senza correzione o commento testimonia una pericolosa faziosità, che non è tollerabile nel servizio pubblico.