Educare per ripartire. Ripartire da chi educa

11 novembre 2007. Un altro tragico episodio di sport dopo l’uccisione del commissario Raciti.
Fonte:
cdosport
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11 novembre 2007. Un altro tragico episodio di sport dopo l’uccisione del commissario Raciti.

Se è vero che è l’insopportabile vuoto della vita ad alimentare comportamenti violenti soprattutto tra i giovani, deve anche far riflettere il fatto che sempre più spesso è lo sport a salire alla ribalta come teatro di questi comportamenti e che la sua capacità di trascinamento verso il basso è pressoché unica tra i fenomeni sociali.
C’è una specificità negativa dello sport? Forse… e allora nel vuoto di proposta educativa, lo sport è l’emergenza dell’emergenza.

Domenica è stata scritta una nuova pagina nera dello sport in Italia. L’ennesima pagina. Ma siamo così sicuri che si tratti di una pagina nera dello sport? Oppure nascondiamo nello sport un problema che di sport non è? Il problema è che è stato smarrito il senso dell’uomo e quindi anche quello dello sport.

Mettiamo ogni cosa al posto giusto. Anche le responsabilità.

Anni fa i giovani (e non solo) si ammazzavano per questioni politiche. Ora che la politica è diventata (per molti) insipida, insulsa, inerte e spesso inutile, lo sfogo di un popolo senza orizzonti si è spostato su altri campi.
La politica sia coraggiosa e prenda decisioni forti che diano ordine e certezze al popolo. Chi sbaglia deve pagare, davvero e fino in fondo. Come il tifoso del Celtic che dopo aver tentato di schiaffeggiare Dida è stato allontanato a vita dallo stadio dalla sua società. Abbiano coraggio anche i presidenti dei club italiani!! I tifosi dell’Atalanta che hanno sfondato tutto? Fuori dallo stadio a vita! Invece dentro i bambini che prima di piangere sorridevano.
Lo Stato, il Coni ed i club non possono più starsene a guardare con le braccia conserte sperando che per magia qualcosa cambi. Così non cambierà mai nulla. Coraggio. Ognuno al suo lavoro!

Ed i mezzi di comunicazione? Ma fare informazione e' cercare e comunicare o costruire castelli pubblicitari camuffati da notizie di cronaca...meglio se nera?! Guardiamo il reale, e non solo i bilanci e la possibilità di aumentare le vendite.

Occorre voltare pagina. Punto e a capo. Fine. Stop. Si riparte.
Ma da dove? Dai maestri: da coloro (allenatori, educatori e genitori) che hanno ancora a cuore il vero destino dei ragazzi a loro affidati.

Occorrono i maestri, gli adulti. Quelli veri. Quelli che aiutano a collocare ogni cosa al posto giusto, che aiutano a vivere dentro un orizzonte di umanità ampio che non riduca tutto ad un particolare che quando crolla si trascina tutto con se.

Quindi, ancora una volta, il problema è educativo. I risultati si vedranno col tempo ma è da qui che bisogna ripartire.
L’educazione è responsabilità di tutti.