Riflessioni dopo l’incontro con Gianna Jessen, sopravvissuta all’aborto

Un popolo si è mosso. I politici di quella maggioranza che governa a San Marino sembra non se ne siano neppure accorti

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Scrivo di corsa le impressioni del bellissimo incontro testimonianza con Gianna Jessen, questa sera 26 novembre 2017, a Serravalle.

  1. Innanzitutto è stata testimonianza di amore nella verità, con la forza e la pacatezza di chi ha fatto del dono della vita ricevuta (lei, sopravvissuta all’aborto) un impegno di umanità senza confini. Ha saputo trovare, nella difficoltà di questi giorni impegnativi, un momento per dire a tutti noi che, dopo questo incontro, non potremo dire di non avere saputo che cosa è l’aborto e di non conoscere gli effetti di quello che una legge che lo permette, anzi, che lo favorisce, – iniqua come la proposta sammarinese – può avere sulla vita e sulla realtà.
  2. Poi è stata la conferma di quello che ci ha detto un amico a proposito di una affermazione del grande Pavel Florenskij: «Se la Russia è così è perché noi siamo così». Cioè ci ha mostrato l’urgenza di una testimonianza e la responsabilità di ciascuno, che non può essere delegata. Ci è dato un compito da cui non possiamo sfuggire.
  3. Questo gesto è nato dalla iniziativa di poche persone, concretamente, ma è stato reso possibile da una trama di rapporti amicali che lo ha sostenuto e realizzato. Senza questi amici non sarebbe stato possibile.
  4. I politici che hanno proposto o sostenuto questa legge vergognosa e ignobile hanno brillato per la loro assenza. Segno purtroppo che se ne infischiano del popolo. Chissà se questo popolo amante della vita che era presente a Serravalle saprà fare fruttare questa responsabilità che ha vissuto, richiamato dalla forza di Gianna Jessen e dalla sua amabile fermezza.
  5. Il compito è certo quello di ricostruire un popolo – cristiano e di tutti coloro che sono «uomini di buona volontà» – che sappia dare le ragioni e opporsi alla cultura della morte, vivendo gesti di carità e di accoglienza concreti e pubblici.
  6. Chi pensa che basti una testimonianza personale, senza «immischiarsi» nelle questioni sociali e politiche (oltre che tradire le parole e i pensieri di papa Francesco che pure viene citato ad ogni piè sospinto) è stato smentito dalla fede pubblicamente professata da Gianna Jessen e dalla partecipazione commossa di tanti uomini, donne e giovani.
  7. Credo che Dio chiederà conto a ciascuno, nel giorno del giudizio, di quello che ha fatto per difendere e proteggere la vita di questi «miei fratelli più piccoli», come ci ha ricordato l’odierna festa di Cristo Re.


Viva Cristo Re! Che viva!!!