Introduzione alla Settimana di preghiera per l'Unità dei Cristiani

Ci stiamo preparando alla Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani.
Ho avuto occasione di leggere le pagine interessanti del teologo Heinrich Schlier, le cui interpretazioni della Scrittura sono di un valore eccelso, in cui racconta le ragioni della sua conversione al cattolicesimo. E mi aveva colpito, nel periodo dei miei studi, il fatto che proprio dallo studio della Sacra Scrittura egli aveva tratto le indicazioni per la sua conversione.
Vi riporto l'introduzione del libro (oramai credo introvabile) «Testimonianza alla Chiesa Cattolica», a cura di Karl Hardt, Edizioni Paoline. E, come approfondimento, il testo della testimonianza di H. Schlier
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In questo volume, quattro teologi evangelici, che per lungo tempo ebbero cura d'anime, descrivono per quali vie sono giunti alla Chiesa cattolica. Tutti avevano in seno alla chiesa evangelica posizioni di rilievo: il parroco Giebner aveva ricevuta l’ordinazione episcopale dal professor Heiler; il dottor Schlier era professore di esegesi neo-testamentaria alla università di Bonn, il parroco Goethe era stato alto funzionario nel ministero del Culto e il dott. Klünder, oltre a coltivare gli studi storici, aveva esercitato per diciotto anni l'ufficio pastorale in una comunità nei pressi di Berlino. L'aver deposto i loro uffici e rinunciato ai vantaggi annessi, per potersi convertire, ha costituito certo un non lieve sacrificio. Per tutti questi motivi, la loro testimonianza per la Chiesa cattolica assume un valore tutto particolare, tanto più che a quel passo, che ha mutato profondamente la loro vita e quindi assai doloroso, essi si erano preparati in lunghi anni di riflessione e di intime lotte.
Essi sono giunti alla mèta per vie diverse, o meglio, è Dio che li ha guidati con azione misteriosa nella Chiesa, una, santa, cattolica e apostolica, facendoli partire ognuno da un suo particolare campo di interessi. Il professor Schlier ha seguito una via «genuinamente protestante» che è stata quella dell’indagine scientifica sulla Sacra Scrittura; al dott. Klünder lo studio della storia aveva istillato la sollecitudine per la divina dignità della Chiesa e per la sua pienezza; il parroco Giebner è giunto alla Chiesa tramite il suo zelo per la Liturgia, per il culto e per i sacramenti; il parroco Goethe aveva trovato gradatamente il contatto con la Chiesa vivendo in un cenacolo permeato di amore per Cristo. E' proprio questa diversità di vie scelte dalla grazia, che rende tanto interessanti questi quattro resoconti.
L’autorità di questi convertiti, la forza probativa dei motivi in stretto rapporto con le esperienze personali, profondamente vissute nelle loro diverse tappe, conferiscono alla loro testimonianza della verità della Chiesa cattolica un valore di testimonianza, quale oggi è difficile trovare. Le loro considerazioni, le riflessioni sul progressivo maturare delle nuove convinzioni religiose possono essere di indirizzo a molti che oggi cercano la verità e lottano per la fede. Gli autori si propongono di illustrare sia ai protestanti che ai cattolici i motivi della loro conversione e di giustificare, quasi, il passaggio alla fede cattolica. Soprattutto molti lettori cattolici ne saranno rafforzati nella fede e nella fedeltà alla Chiesa, in quanto, sullo sfondo della dottrina evangelica, essi vedranno risaltare sotto una nuova luce tutta la bellezza e la grandezza della loro fede. Ed è lecito sperare che queste visioni maturate fra intimi travagli di chi ha vissuto nella fede evangelica e nella chiesa evangelica, possano contribuire a fugare tanti pregiudizi e a fornire decisivi punti di contatto per il colloquio fra le confessioni.
Rendendo pubblica la loro conversione i quattro autori non hanno minimamente inteso soddisfare al desiderio del sensazionale e alla curiosità dell'uomo moderno; il loro scopo è stato soltanto quello di far conoscere con quanta sapienza dalla grazia divina siano stati condotti in seno alla Chiesa, di rendere testimonianza alla verità e così dare onore a Dio e alla Santa Chiesa.
Se si domanda ai pellegrini che tornano da Roma, quale è stata l’esperienza più bella nell’eterna città, quasi tutti rispondono che è stata quella di aver sentito la Chiesa come Madre di tutti i popoli. Infatti la coscienza dell’unità della Chiesa che abbraccia tutto il mondo, tutti i popoli e tutte le razze, «trova la più sublime espressione quando nel corso dell’udienza papale in San Pietro da migliaia di petti sgorga, nella lingua della Chiesa, il canto del Credo, della professione della fede una».
Di questa esperienza risentirà un poco anche il lettore di questi resoconti, ognuno dei quali ha una sua propria impronta, ma tutti concordano e armonizzano nell’unica testimonianza resa alla verità della Chiesa cattolica.

Karl Hardt S. J.