I tempi sono drammatici, monta l'odio a Cristo

«Una risata vi seppellirà», si gridava una volta. E credo che questo possa succedere anche adesso, di fronte alle mielose parole del Primo Ministro. Anche se questa risata sarà accompagnata dal dolore per le tante vittime di un male che solo la cattiveria degli uomini sembra avere prodotto, e che l’incompetenza di altri ha potuto diffondere.
I consigli «spirituali» lasciamoli ai competenti, e le dolci paroline ai bambini super tecnologizzati, ma che credono ancora a Babbo Natale, lasciamole ai libri delle favole.
Ci vuole ben altro per recuperare la credibilità in un paese devastato da una politica arrogante e incompetente!
Fonte:
CulturaCattolica.it
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In questi giorni non ci bastano i luoghi comuni dei nostri politici. Quello che accade, in Italia e nel mondo, indica un compito che non si può più rimandare e che chiede la responsabilità di tutti.
Rileggiamo queste parole di Papa Benedetto e di don Giussani. Ci chiedono tutto l'impegno possibile, e tutta la chiarezza di giudizio che nasce dalla fede consapevolmente vissuta.

“Benedetto XVI. Una vita”, citato da Antonio Socci, da “Libero”, 15 novembre 2020L. Giussani, “Generare tracce…”, L’odio del mondo a Cristo
“La vera minaccia per la Chiesa, e quindi per il servizio petrino” spiega Benedetto XVI “non viene da questo genere di episodi: viene invece dalla dittatura universale di ideologie apparentemente umanistiche, contraddire le quali comporta l’esclusione dal consenso di base della società. Cento anni fa chiunque avrebbe ritenuto assurdo parlare di matrimonio omosessuale. Oggi coloro che vi si oppongono sono socialmente scomunicati. Lo stesso vale per l’aborto e la produzione di esseri umani in laboratorio. La società moderna intende formulare un credo anticristiano: chi lo contesta viene punito con la scomunica sociale. Avere paura di questo potere spirituale dell’Anticristo è fin troppo naturale e occorre davvero che le preghiere di intere diocesi e della Chiesa mondiale vengano in soccorso per resistervi”.Se Cristo è un avvenimento presente, Lo incontriamo tutti i giorni; eppure non ce ne accorgiamo, perché siamo distratti. Lo incontriamo tutti i giorni, Egli intercetta la nostra strada e ci dice: «Amico!». Ma, accanto a qualche commosso riconoscimento e a un’emozione non chiara, che la maggior parte degli uomini hanno nel sentire la parola Gesù Cristo, c’è oggi una ostilità a Lui che non c’è mai stata, se non nei primissimi tempi, quando Lo crocifissero, quando Lo uccisero nei suoi martiri, quando Lo proscrissero nei suoi testimoni dei primi secoli. È una ostilità così generalizzata, alimentata e prodotta sistematicamente, così sostenuta teoricamente, che il nostro adattamento a essa, quotidianamente, senza che ce ne accorgiamo, è il segno della nostra distrazione. E se ce ne accorgiamo - ma questo è peggio - facciamo finta di non sentire, di non vedere, non crediamo che abbia importanza.

Monta l’odio a Cristo