E la verità splenderà come il sole. #RoevsWade

“Ci alzeremo in piedi ogni volta che la vita umana viene minacciata ...”: è questo il momento
Fonte:
CulturaCattolica.it
Vai a "Abbiamo detto... Gli Editoriali"

E la verità splenderà come il sole

“Quando tornerò, quando tornerò mi correranno incontro i bambini e sarà festa, grande festa, nelle case e nelle strade e la verità splenderà come il sole e la verità splenderà come il sole”: era il 1980 quando Claudio Chieffo scrisse queste parole e le mise in musica per Lech Walesa, il leader del neonato sindacato libero Solidarnosc in Polonia. Il regime comunista sovietico, con tutti i suoi stati satelliti o affiliati, era giunto alla sua massima potenza e il materialismo ateo marxista si stava espandendo tra le giovani generazioni dell’Occidente, oltre che tra le classi intellettuali dominanti.

Il 16 ottobre 1978 era però accaduto un fatto del tutto imprevisto e sconvolgente: un cardinale polacco, filosofo e poeta, amatissimo dai giovani della sua nazione, era stato eletto al soglio pontificio, sotto gli occhi sbalorditi di tutto il mondo, con il nome di Giovanni Paolo II. Meno di un anno dopo il regime comunista era costretto a lasciarlo rientrare nella sua patria per una visita solenne nel giugno del 1979, durante la quale un intero popolo aveva sentito la forza impressionante della sua fede in Cristo e aveva afferrato il vessillo della verità trascendente sull’uomo e della libertà cristiana.
Così nel 1980 sorgeva un sindacato che in pochi mesi aveva raccolto quasi undici milioni di iscritti e, minacciato dal governo, era giunto a occupare le grandi fabbriche della Polonia: i giornalisti di tutto il mondo avevano potuto vedere e fotografare le folle di operai inginocchiati nei piazzali delle fabbriche mentre assistevano alle Sante Messe celebrate per loro dai sacerdoti polacchi più coraggiosi. Tutto questo porterà alla caduta del regime comunista sovietico, culminata con il viaggio in Vaticano del leader del Cremlino Michail Gorbaciov nel 1989 e il suo commovente incontro con Giovanni Paolo II. La proclamazione indomita della verità e la fede di un popolo avevano reso possibile ciò che agli occhi di tutto il mondo era ritenuto impossibile: la caduta del comunismo, senza sparare un colpo, e la libertà per tutti i paesi dell’Est Europeo.

Questo stesso pontefice, tre mesi dopo il suo viaggio in Polonia, aveva effettuato anche il suo primo viaggio negli Stati Uniti (1 – 8 ottobre 1979), attraversando città come New York, Philadelphia, Chicago e Washington, provocando un analogo terremoto spirituale e culturale come quello realizzato nella sua patria. Celebrando una memorabile Santa Messa nella grande spianata di Capitol Mall, davanti alla Casa Bianca, al Congresso e ai monumenti dei fondatori della nazione, ha proclamato un messaggio inequivocabile alla terra che da sei anni aveva liberalizzato l’uccisione dei nascituri: “Ci alzeremo in piedi ogni volta che la vita umana viene minacciata ... Ci alzeremo ogni volta che la sacralità della vita viene attaccata prima della nascita ... Ci alzeremo e proclameremo che nessuno ha l’autorità di distruggere la vita non nata ... Ci alzeremo quando un bambino viene visto come un peso o solo come un mezzo per soddisfare un’emozione e grideremo che ogni bambino è un dono unico e irripetibile di Dio”.

Quando furono pronunciate queste parole Amy Coney Barrett era una bambina cattolica di sette anni, Brett Kavanaugh un ragazzo cattolico di 14 anni, John Roberts un giovane cattolico di 24 anni e Samuel Alito era un giovane cattolico di 29 anni, mentre Clarence Thomas era un giovane adulto protestante di colore di 31 anni che qualche anno più tardi entrerà nella Chiesa Cattolica e Neil Gorsuch era un ragazzino protestante di 12 anni, molto vicino al mondo cattolico.
Nessuno di loro poteva immaginare che 33 anni dopo si sarebbero ritrovati tutti insieme ad essere giudici della Corte Suprema e ad essere i sei protagonisti del rovesciamento della sentenza che nel 1973 aveva dato il via libera allo sterminio dei nascituri americani e indirettamente a quello dei nascituri di tutto il mondo occidentale.

Una grande menzogna aveva portato alla sentenza del 1973: la menzogna sulla persona umana, ridotta a un grumo di cellule; la menzogna sulla legge morale, negata apertamente e sostituita con l’arbitrio del potere; la menzogna sui diritti della donna, come se quello di uccidere il figlio fosse un diritto e una conquista di civiltà; la menzogna sull’autorità civile, come se potesse rinunciare a difendere dallo sterminio i più deboli e indifesi; la menzogna sulla libertà, come se il divieto di uccidere fosse la sua negazione. Una grande affermazione della verità ha portato al risveglio di molte coscienze, come era accaduto in Polonia, e al rovesciamento della sentenza del 1973.

Quella sentenza ha causato lo sterminio di 63.459.781 bambini statunitensi (31 gennaio 2022, CDC and Guttmacher Institute): uno sterminio spaventoso, di gran lunga senza paragoni in tutta la storia dell’America, condotto lungo 49 anni in modo sistematico, senza alcun rimpianto, senza alcuna visibilità, nel modo più crudele possibile (bambini fatti a pezzi e gettati nella spazzatura). Non solo, il tutto è avvenuto con la censura pressoché totale dei mass-media, pronti a massacrare chiunque avesse osato parlare di questo genocidio. Il TG Uno italiano la sera del 24 giugno ha dato l’annuncio della nuova sentenza della Corte Suprema americana con un tono da funerale di Stato, senza alcun accenno alle ragioni dei pro life e senza parlare minimamente dei 63 milioni di nascituri sterminati fino ad oggi, pur essendo direttrice della testata la cattolicissima Monica Maggioni. Nessun cenno ovviamente nemmeno allo sterminio italiano dei nascituri, arrivato a 6.350.000 vittime (curiosamente un decimo esatto di quello americano) in 44 anni di legge abortista.

Quindici giorni fa Maria Elena Lombardo, una giovane donna di 25 anni, attraverso un video su TikTok ha ringraziato la mamma biologica mai conosciuta che a 15 anni rifiutò di abortire donandole la vita. Quel video ha commosso tutta l’Italia, anche per la dolcezza e la limpidezza della sua protagonista, piena di gratitudine alla sua mamma sconosciuta e di letizia per la bellezza della vita e del dono di una famiglia adottiva a suo dire stupenda.

Eccolo il volto di uno di quei nascituri condannati a morte: ecco cosa sarebbero quei 6.350.00 italiani e 63.459.781 americani che sono stati uccisi prima di essere visti alla luce del sole. Ecco quanto sarebbero ‘infelici’, a detta degli abortisti, se fossero stati lasciati nascere e adottati. Ecco che cosa ha perso la società superdemocratica che nega le evidenze più gravi della realtà. Ecco che cosa hanno rinunciato a difendere quei cattolici che hanno censurato la verità di cui dovevano essere testimoni. Ecco ciò che il mondo progressista ha distrutto mentre da piccolo feto stava vivendo il progresso della sua esistenza.

Quel video dovrebbe essere proiettato notte e giorno per 6 milioni di volte in Italia e 63 milioni di volte in America, a reti unificate, in tutte le scuole, in tutte le case, in tutte le piazze, in tutti i social: chissà, forse si spaccherebbe la corazza dell’ignoranza cavernicola in cui siamo mantenuti, a causa della quale non vediamo la realtà. Sì, la realtà deve essere vista, una buona volta. La realtà. E la verità, che è la coscienza della realtà, deve splendere come il sole nelle nostre coscienze. La verità. Perché ciò avvenga occorre che nello stesso tempo accada un miracolo: quello di un cuore nuovo e di uno spirito nuovo, un cuore di carne e non di pietra e lo Spirito divino che deve essere implorato. Perciò ora et labora: non smettere di pregare e non smettere di lavorare.
I sei giudici della Corte Suprema americana hanno votato no allo sterminio pur avendo ricevuto pesanti minacce di morte, per sé e per le loro famiglie. Hanno mostrato cosa possano fare i cristiani fedeli alla verità, mentre i Biden, i Pelosi e tanti altri devoti cattolici lottano per far trionfare lo sterminio.

Non c’è da farsi illusioni: i falsi maestri, come li definì Giovanni Paolo II nel suo viaggio a Denver nel 1993, non si danno per vinti. Cercheranno di far trionfare l’aborto attraverso nuove leggi sempre più sanguinarie. La battaglia per la verità e la vita sarà ancora molto dura. Ma ora è più chiaro per tutti che non ci sono scuse: la verità è una sola ed è immutabile; essa splende sempre come il sole e chiede ai suoi fedeli di esserne testimoni ovunque; la verità ha un volto, Cristo; perciò testimoniare la verità è sempre testimoniare Cristo, specialmente quando si tratta di verità fondamentali come quelle della sacralità della vita umana e della famiglia. Da noi cattolici dipende, come sempre, la salvezza del mondo, a cominciare da quella dei bambini.