Come si fa a vivere così?

Ho ricevuto questa lettera da amici, come testimonianza provocati da Fabio e Lucilla che hanno scritto la loro esperienza a Tracce. È firmata, ma per discrezione non ne metto il nome
Fonte:
CulturaCattolica.it
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Carissimi Fabio e Lucilla,
abbiamo letto la vostra bella lettera scritta a Carrón e pubblicata su Tracce e siamo felici per vostro figlio. Desideriamo raccontarvi la nostra testimonianza che, per certi versi, ricorda la vostra. Mia moglie ed io abbiamo avuto una forte esperienza personale che ci ha portato sull’orlo dell’abisso a dover scegliere se abortire o no la nostra primogenita, senza sapere nulla di nulla sulla reale e devastante natura dell’aborto procurato. È successo alla prima ecografia, appena l’abbiamo vista, il nostro cuore ha sussultato di gioia, ma tale gioia è stata brevissima: il ginecologo infatti notò subito un igroma cistico di notevoli dimensioni (circa un quarto della sua testolina) e con brutale imbarazzo ci chiese: “Siete cattolici? Vi consiglio di abortirla”. Mia moglie non si era ancora rivestita. Non abbiamo mai dimenticato la domanda che ci suonò così strana, perché noi di aborto e della contrarietà della Chiesa non sapevamo nulla, nonostante fossimo attivamente impegnati addirittura come coppia di riferimento nei corsi per i fidanzati. Ci dissero che nostro figlio/a (a quell’età gestazionale ancora non potevamo saperne il sesso) avrebbe potuto avere anomalie genetiche gravissime, che difficilmente avrebbe superato la gravidanza e che sarebbe stato rischioso per la mamma. Aggiunsero anche la mitica frase “tanto ne potrete avere altri”. In merito vi consigliamo di leggere il bellissimo articolo di Marina Corradi. A questo punto per legge avremmo avuto tutto il “diritto” di ucciderla. Non l’abbiamo fatto per due motivi: primo perché da fidanzati ci siamo promessi che se avessimo avuto un bimbo/a malato l’avremmo tenuto, secondo e più importante: dobbiamo la nostra salvezza ad una speciale grazia ricevuta da Nostro Signore Gesù Cristo, tramite gli Angeli custodi nostri e della nostra bambina. Il motivo è semplice e voi l’avete sperimentato: la pressione dei medici per l’aborto è notevolissima, a fronte di una nostra fragilità psicologica enorme. Dopo sei anni, abbiamo avuto il coraggio di confidarci reciprocamente che per un attimo entrambi ed indipendentemente l’uno dall’altro abbiamo pensato all’opzione dell’aborto. Ma i nostri occhi, quel giorno, si sono incontrati nel momento giusto e buono e con voce di una tenerezza che credo si possa sperimentare solo in paradiso, mia moglie mi disse: “Non preoccuparti”. In quel momento la nostra piccola è nata una seconda volta. Siamo stati, pensiamo, tra i pochi che hanno effettuato l’amniocentesi a scopo terapeutico per conoscere la sua malattia ed una volta scoperta la sua sindrome è stato tutto un susseguirsi di ecografie ed esami, in cui tutte le volte ci chiedevano: “Ma vi hanno avvisato? Siete proprio sicuri?”. Finché è nata con problemi di coartazione aortica ed operata al terzo mese di vita.
Un ginecologo dell’ospedale ci disse che non l’avrebbe tenuta, ma dopo la nostra testimonianza cambiò idea. Dopo qualche mese, una volta nata la piccolina, abbiamo preso conoscenza del dramma cui siamo sfuggiti, abbiamo visto l’orrore della “cultura della morte” e ci siamo sentiti chiamati a lavorare attivamente per la difesa della vita umana.
Oggi nostra figlia è una splendida signorina di 13 anni, piena di vita, con una mente brillantissima e, soprattutto, amante della preghiera. Anche se, per la sua sindrome, non potrà avere figli, almeno secondo la scienza umana. Oggi, in Italia praticamente il 100% delle bimbe a cui viene diagnosticata questa sindrome sono abortite, perché la legge 194 lo consente. Da uno studio sociologico si evince che il 32% delle mamme non avrebbe abortito se non ci fosse stata la legge a consentirlo. Al di là dei meri studi, vi riportiamo una testimonianza di una carissima amica, che ha abortito due figli:

“Per me la legge ha fatto la differenza, pur se Gesù Cristo ha già vinto ma a noi è chiesto di essere testimoni di come il mondo invece porta avanti leggi contro la vita, contro la famiglia, contro la vita stessa di Cristo!!! La legge crea una mentalità difficile da sradicare… Quante donne hanno abortito come me ingannate solo dal fatto di pensare: “Se lo stato mette una legge allora non faccio nulla di male…” E’ ingannevole… La legge sui gender non può passare, troppe leggi sono passate e questo è il capolinea…: Il divorzio, l’aborto, l’eutanasia, la fivet e ora… Se non ti uccidono prima nel corpo… uccidono le anime… è peggio… è diabolico… Non ci si rende conto il danno che avremo… Preghiamo che la legge non passi… sarebbe un’ulteriore sconfitta per la società, non saremo riusciti a difendere i nostri bambini… davvero è l’ultima battaglia… dobbiamo batterci e pregare davvero, porci in ginocchio e che le adorazioni si moltiplichino. Grazie al Santo Padre per questo anno della misericordia… supplichiamo davvero la misericordia di Dio, CHE ABBIA PIETÀ DI NOI! Confidiamo senza mai perdere la speranza che Dio è con noi e Maria è in questa battaglia con noi… questo sì, mai perdere la speranza… Mai arrenderci, mai! Anch’io ero a Roma ed è stato un grande momento… Grazie!! Sempre uniti nella preghiera”.

Cara Lucilla e caro Fabio, vogliamo rassicurarvi: le persone che difendono la vita non guardano nessuna mamma come se fosse una “cattiva mamma” o una “cattiva cattolica”. Non cascateci: queste sono panzane inventate da Pannella & C! Nei Centri Aiuto alla Vita le accogliamo e accompagniamo, ma nonostante ciò molte abortiscono perché la legge lo consente. Per questo, queste leggi omicide le dobbiamo combattere. Lo dobbiamo ai nostri figli, lo dobbiamo ai nostri nipoti e soprattutto lo dobbiamo al Signore Gesù, perché “proprio nella «carne» di ogni uomo, Cristo continua a rivelarsi e ad entrare in comunione con noi, così che il rifiuto della vita dell'uomo, nelle sue diverse forme, è realmente rifiuto di Cristo. È questa la verità affascinante ed insieme esigente che Cristo ci svela e che la sua Chiesa ripropone instancabilmente: «Chi accoglie anche uno solo di questi bambini in nome mio, accoglie me» (Mt 18, 5); «In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me» (Mt 25, 40)” (Evangelium vitae n. 104)!
Le occasioni per testimoniare la bellezza della vita non si elidono a vicenda. Lo si può fare a casa, sul lavoro, a scuola e lo si può pubblicamente fare in piazza: le occasioni sono mille più una!
Certo bisogna avere un po’ di coraggio a prendersi in faccia un bel po’ di sputazzi dalla gente che ama il politicamente corretto

Vi abbracciamo con affetto.