"Memorie di un soldato bambino" 8 - Il rientro e il riscatto

Fonte:
CulturaCattolica.it
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La proposta
Quando ancora si trova a Benin Home Ishmael, dopo uno spettacolo in cui esegue un breve pezzo di hip hop e recita un monologo del Giulio Cesare, viene individuato dai responsabili del Centro come uno degli adolescenti in grado di raccontare la loro storia di soldati-bambini a New York, al Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite. Davanti alla proposta che gli viene fatta, Ishmael accetta di affrontare questa nuova avventura. Partirà per l’America di cui non sa nulla. Immaginava solo, ricorda, che si sparasse in continuazione per le strade come aveva visto nei film americani.
In America è vissuto presso una famiglia americana, dove la madre Laura Simms si è presa cura di lui durante il suo soggiorno, svolgendo la funzione di sostegno del ragazzo nel mondo totalmente nuovo che doveva affrontare.
L’Autore ha preso parte alle conferenze del Primo Parlamento Internazionale dei Bambini delle Nazioni Unite raccontando le sue esperienze drammatiche, gli istinti distruttivi, gli anni rubati alla sua infanzia e la speranza che la guerra potesse finire presto. E tanti altri ragazzi come lui raccontavano la loro storia dolorosa e difficile. Queste le sue parole conclusive al Consiglio (ECO-SOC) delle Nazioni Unite:
Vengo dalla Sierra Leone, e il problema più grosso per noi bambini è che la guerra ci costringe ad abbandonare le nostre case e le nostre famiglie, e a vagare senza meta nella foresta. Perciò finiamo per partecipare al conflitto come soldati…Tutto ciò per non morire di fame….Io mi sono arruolato perché non avevo più una famiglia e volevo vendicare l’uccisione dei miei famigliari…Ho superato la riabilitazione e non dovete avere paura di me. Non sono più un soldato , sono un ragazzo. Siamo tutti fratelli e sorelle. La mia esperienza mi ha insegnato che la vendetta non serve a niente. Ho imparato che vendicarsi significa uccidere qualcun altro, la cui famiglia a sua volta chiederà vendetta, e poi vendetta,e vendetta, senza mai fine” ( pag,217)

Il rientro e il riscatto

Quando rientra in Sierra Leone, la guerra infuria: di nuovo morti, villaggi distrutti, raffiche di mitra, fughe precipitose. Se i soldati di Jabati lo dovessero ritrovare, ogni cosa tornerebbe come prima: macabre esecuzioni, droghe, incubi popolati da mostri, ma questa volta la morte non avrebbe più avuto il sopravvento nella sua vita.
Lui che ha conquistato l’amore e la fiducia di Esther e di Laura ora non può tradirle.
Lui che dopo tanto male è tornato a sperare nel volto buono della realtà, non vuol cedere alla violenza.
Lui che ha ucciso spinto dall’odio ora può salvare la vita di tante vittime, come lui.
Il suo riscatto dovrà però passare attraverso la consapevolezza e il perdono per il male compiuto e subito e solo allora potrà dedicarsi a fare conoscere, a descrivere la sua esperienza, a chiedere di intervenire, alle associazioni e a tutti gli uomini di buona volontà in difesa e aiuto di chi è vittima della guerra.
Per far questo deve spogliarsi però di tutto e affidare totalmente la sua esistenza alle persone che l’hanno amato e salvato.
Il passato cattivo è vinto e un tempo nuovo si schiude.
Si mette in contatto con Laura in America, si fa aiutare per i soldi del viaggio e dopo mille difficoltà, posti di blocco, perquisizioni di loschi individui in cerca di soldi nascosti, raggiunge l’ambasciata americana e da lì parte.
Lascia per sempre la sua terra ma con una nuova speranza nel cuore per sé e per il suo paese. Raggiunge gli Stati Uniti nel 1998, vive attualmente a New York dove ha terminato gli studi superiori e si è laureato, e fa parte della Commissione per la Difesa dei diritti dei Minori.

Conclusione
Leggere la sua storia, fatta di sofferenza, ma anche di possibilità di salvezza e di riscatto ci fa riflettere su questo tragico fenomeno, sui paesi dove ancora la guerra crea distruzioni e ingiustizie, provare compassione per loro e soprattutto ci fa capire che ogni ragazzo e ogni uomo, qualunque male abbia potuto commettere può sempre ritrovare se stesso e volgere il male in bene, se, aiutato e accompagnato, si lasci raggiungere dall’amore e torni a credere che sia ancora possibile il compiersi di un destino buono per sé e per gli altri ragazzi e uomini come lui.
E noi gli siamo grati per questa testimonianza.