"Il treno dei bambini" 7 - Il ritorno al Sud e il dramma della divisione

"Che c'è, fa Tommasino, senti già la mancanza”? Non rispondo, mi giro dall'altro lato e faccio finta di mettermi a dormire. - “È naturale, dice lui, ormai siamo spezzati in due metà."
Curatore:
Leonardi, Enrico
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Parte terza - Il ritorno

Quando i campi sono ritornati gialli e il grano alto, Rosa prepara i panini per il viaggio e mette nella valigia i tortelli da portare a casa. È il momento di partire e di ritornare.
Il treno è pieno di bambini, ma meno dell'andata. Alcuni sono voluti rimanere con i nuovi genitori. Derna gli stringe la manina fino a quando il treno parte.
"Che c'è, fa Tommasino, senti già la mancanza”? Non rispondo, mi giro dall'altro lato e faccio finta di mettermi a dormire. - “É naturale, dice lui, ormai siamo spezzati in due metà." (pag. 139)
A casa non c’è più un letto per lui e il pane non è morbido come quello che faceva Rosa.
Tutti i doni che arrivano dal Nord vengono guardati con sospetto da Antonietta: le cose da mangiare, i vestiti, i dolci; tutto scompare velocemente "Ci dobbiamo arrangiare noi da soli" ripete e il violino è messo sotto il letto. Ogni rapporto con le famiglie del Nord è interrotto.
”La vita è tornata normale, ma niente è più come prima del treno”: la madre non si mostra affettuosa, non ci sono più Derna, Alcide e il mare, il caldo a Napoli è soffocante, lui e Tommasino vengono burlati perché sono "i due settentrionali".
Antonietta non sopporta il suono del violino, che non sarà più toccato e un bel giorno scomparirà da sotto il letto, dov'era stato messo.
Quando il bambino scopre che la madre lo ha ingannato e gli ha nascosto l'arrivo dei pacchi e delle lettere destinate a lui, provenienti dal Nord, non perdona e inveisce: "Sei una bugiarda". Uno schiaffo violento lo mette a tacere.
Percorre la strada di corsa, entra in stazione, controlla gli orari, scansa il bigliettaio, cerca un treno per Modena, si finge figlio di una viaggiatrice madre di due bambini. "Mia mamma è morta" le dice.
E parte.

A questo punto il racconto della Ardone subisce un’interruzione: non ci vengono descritti il ritorno a Modena del piccolo fuggiasco e gli anni successivi trascorsi lontano da casa.
Sapremo solo, molto tempo dopo, che non avrebbe più messo piede a casa sua. E che Antonietta, una unica volta, all’inizio, si era fatta viva per dire che era nato un fratellino e che se Amerigo si trovava bene lì dov’era e la sua nuova famiglia lo voleva, stesse pure lì.