Polemica: Lo scienziato impettito che processa la Bibbia 1 - "In principio" di Isaac Asimov

Isaac Asimov si cimenta nella contestazione del Genesi. Sul banco degli imputati c’è il racconto degli inizi. Ma le accuse sono grossolane. E la parola di Dio non è cosa da laboratorio.
Autore:
Gargantini, Mario
Fonte:
Il Sabato; CulturaCattolica.it
Vai a "Il Senso religioso nella Fantascienza"

Non c’è quasi argomento delle scienze in cui Isaac Asimov non si sia cimentato: dalla biologia all’astronomia, dalla fisica alla chimica, oltre naturalmente alla fantascienza che più lo ha reso famoso, il tutto in 229 libri (nel 1982; l’elenco completo parla di circa 500 opere, ndr)
Questa volta, inserendosi nella controversia, tutta americana, tra evoluzionisti e creazionisti, ha deciso di misurarsi nientemeno che con la Bibbia, e in particolare col libro del Genesi. Così nel volume “In Principio”, pubblicato nel 1981 in America e prontamente tradotto da Mondadori, il testo sacro viene analizzato riga per riga, nel tentativo di darne un’interpretazione alla luce della scienza. Scopo dichiarato dell’opera sarebbe di mostrare su quali punti Bibbia e scienza sono d’accordo e su quali in disaccordo.
Peccato però che lo stesso spirito critico con cui vengono analizzati e discussi anche i particolari meno rilevanti del Genesi non sia applicato alle teorie scientifiche, presentate come indiscutibili e assolute. E’ difficile perciò credere alle promesse di neutralità ed equidistanza; quasi in ogni pagina, non appena sembra emergere una possibile concordanza, Asimov si affretta a mettere in evidenza l’enorme divario delle due posizioni. La frase più ricorrente nel testo è di questo tipo:
“…La Bibbia afferma che… per la scienza invece…”; e in fondo, dopo una lettura in molti punti pesante e al di sotto del livello di altri testi dell’autore, l’immagine complessiva che resta è proprio quell’invece.
Quello che non ci convince è proprio questo modo di leggere e interpretare le Scritture, senza preoccuparsi di cogliere al di sotto delle parole quale vuole essere il senso del racconto, che cosa l’autore sacro intendeva comunicare parlando col linguaggio concreto e adeguato al contesto culturale di allora. Nessun biblista oggi, dopo le chiare affermazioni del Concilio (cfr. Costituzione dogmatica Dei Verbum n. 12) interpreta la Bibbia così, e non era il caso che si scomodasse Asimov per fornirci una giustificazione scientifica.
Resta comunque significativo il fatto che, in un testo così dettagliato, dove ogni parola viene commentata, ci sia una frase che non riceve nessun commento: là dove si dice: “… e Dio vide che tutto questo era bene”.