"Tra terra e cielo" 8 - L'esempio perenne di Madre Cabrini "patrona dei migranti"

Ci si potrebbe domandare: quale interesse può avere per noi oggi, la figura di Madre Cabrini? Può essere ancora attuale? O rimane relegata ad una icona ottocentesca? Crediamo che in ogni tempo sia possibile, guardando alla sua esperienza, vivere la propria vita con la stessa responsabilità e consapevolezza.
Curatore:
Leonardi, Enrico
Fonte:
CulturaCattolica.it
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I racconti
Quando nelle lettere si rivolge alle sue suore le chiama amate figlie e racconta loro i paesaggi invasi dal sole e dalla luce incandescente di miriadi di stelle, le acque ora agitate da burrasche e pericoli di naufragi, ora limpide e quiete, le piante dalle dimensioni colossali, le spiagge semideserte, gli uccelli che "si posano leggeri sulle loro barchette , ascoltano i loro canti, partecipano alla lode al Signore", le epidemie di febbre gialla, le nevi e i crepacci delle Ande.
E' la vicinanza delle sue suore che sempre invoca perché loro sono, come afferma, "la porzione eletta del mio cuore" e a loro pazientemente insegna il suo modo di guardare la realtà, nella quale è impressa l’orma dell’Onnipotente.

Non manco alla mia promessa, quella di dedicare a voi tutto il tempo dei miei viaggi descrivendovi le piccole avventure che li accompagnano e le mie impressioni. Voi siete la porzione eletta del gregge di Cristo, destinate a consolare il Suo divino cuore e a procurarGli tutta la quella gloria che a voi è possibile, sia con l'opera, sia con la preghiera, a seconda dell'obbedienza; e mentre voi siete fedeli alla vostra sublime vocazione, venite nello stesso tempo ad essere la porzione eletta del mio cuore. Viaggio, sudo, mi affatico, porto i miei malanni, attraverso 1000 difficoltà, ma tutto è un niente, tanto è il sollievo che voi mi recate col mostrarvi vere figlie dell'istituto, mediante la vostra grande fedeltà nell'osservanza e la bella generosità che vi distingue.(Tra un'onda e l'altra, Viaggi di Santa Francesca Saverio Cabrini, pag. 189)

La cura delle suore
Francesca Cabrini fonda il suo insegnamento alle giovani suore su principi saldi indiscussi: la contemplazione del Sacro Cuore, la devozione alla Madonna, il distacco da sé, l'obbedienza ai superiori, la vigilanza, il silenzio interiore, accompagnati da una vita instancabilmente operosa e attiva.
Come giustamente sottolinea la Scaraffìa:

Le religiose con madre Cabrini si confrontano con il mondo, diventano improvvisamente visibili, come dimostra il fatto che ne parlano anche i giornali laici, stupiti da tanta capacità d'azione da parte di donne, e per di più religiose.(Tra terra e cielo, pag. 92)

I Numeri
Negli anni compresi tra la fondazione dell'Istituto e la morte della fondatrice, la congregazione si amplia fino ad abbracciare 1000 e più suore, 15.000 bambini presenti nelle scuole, 300.000 pazienti assistiti negli ospedali. 10 anni dopo, le fondazioni raggiungeranno il numero di 67, come i suoi anni.
Alcune in particolare come suor Maddalena Savarè, Gesuina Passerini, Gesuina Dotti, Francesca Saverio De Maria, sono state fra le più importanti collaboratrici di madre Cabrini che sapeva sempre scegliere le persone, valorizzare le loro qualità, guidarle nel cammino spirituale.
Fino agli ultimi giorni Francesca cercò di partecipare alla vita della comunità. Consapevole che la fine era vicina, fece stampare sul suo biglietto di auguri per Natale le parole del Salmo 42:
"Manda la tua luce e la tua verità, (che) mi guidarono e mi condussero al tuo santo monte e alle tue dimore”.
Si è spenta il 22 dicembre 1917 in un viaggio a Chicago e il suo corpo è stato traslato a New York nella chiesa presso la sua scuola.
E’ stata beatificata nel 1938 da Pio XI e nel ‘46 Pio XII la canonizzerà; nel 1950 è stata proclamata "patrona dei migranti". Due anni dopo, in considerazione del suo lavoro per gli Italo-americani, il Comitato Americano per l’Emigrazione Italiana la dichiarava “La Immigrata Italiana del Secolo” e fra gli emigrati italo-americani è ricordata come “la loro santa”: e oggi alcune delle sue memorie sono conservate al Museo Cabriniano che ha sede nella prima Casa istituita da Madre Cabrini.
A lei è stata dedicata nel 2010 la Stazione Centrale di Milano e fra le guglie del Duomo troviamo una bella statua che la raffigura.

Conclusione
Ci si potrebbe a questo punto domandare: quale interesse può avere per noi oggi, la figura di Madre Cabrini? Può essere ancora attuale? O rimane relegata ad una icona ottocentesca?
Ripercorrendo la sua vita ci siamo convinti che questa religiosa abbia mostrato ai suoi contemporanei e alle generazioni dopo di lei tutta la sua modernità, cioè la sua capacità di azione, di inventiva, di certezza incrollabile dentro le circostanze della vita, non sempre facili, come abbiamo visto, nella convinzione di dover compiere la sua missione di donna e di religiosa.
E crediamo che in ogni tempo sia possibile, guardando alla sua esperienza, vivere la propria vita con la stessa responsabilità e consapevolezza.