"Tra terra e cielo" 2 - Il contesto storico e la formazione di Francesca Cabrini

Francesca dopo la prima Comunione è pronta per realizzare il sogno di partire per la Cina, e seguire le tracce di Francesco Saverio, di cui prenderà il nome. Ma non è ancora tempo. Deve formarsi, studiare, attendere e leggere i segni dei tempi.
Curatore:
Leonardi, Enrico
Fonte:
CulturaCattolica.it
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Contesto
Il periodo storico dell’infanzia di Francesca è agitato e complesso.
Per ottenere la libertà dal dominio austriaco si sta combattendo in Italia la seconda guerra di indipendenza; truppe di militari attraversano il paese al comando di Vittorio Emanuele II e successivamente di Garibaldi. Una maggioranza politica mazziniana anticlericale si era imposta per decenni sull'amministrazione comunale e continui scontri investivano i rappresentanti istituzionali da un lato e uomini di fede con parroci fedeli al Papa dall'altro.

In famiglia
Ma nella famiglia Cabrini regnano una devozione e una religiosità profonda e il padre dagli abitanti del paese è indicato tra lo scherno e la stima come ”il cristianone”.
Della formazione ed educazione della piccola Francesca i personaggi più importanti che si prendono cura sono la sorella Rosa che ha 15 anni più di lei e i parroci del paese (Una donna, pag.10).
Oltre alla pratica religiosa e all'aiuto in casa, le due ragazze devono occuparsi di curare la sorella Maddalena, gravemente disabile, che richiede cure e tempo. Pur essendo minuta e gracile, Francesca mostra ben presto una personalità decisa e una spiritualità particolare.
A sei anni vorrebbe già ricevere la prima Comunione. Solo Rosa riesce a convincerla ad aspettare ancora qualche anno. Le spiega che è troppo presto per accostarsi alla Comunione, e Francesca a malincuore ubbidisce e si rassegna ad attendere ancora qualche anno.
Ogni sera la famiglia si riunisce per leggere riviste di presenza missionaria in terre lontane e Francesca ascolta con gli occhi spalancati: per lei non si tratta soltanto di edificanti racconti spirituali, ma di avventure in luoghi esotici. La colpisce particolarmente la figura di San Francesco Saverio e quindi sogna con particolare intensità di partire per la Cina, anche perché apprende, con orrore, che in quel paese, proprio perché non ancora cristiano, vige l'usanza di uccidere moltissime bambine appena nate, considerate inutili per il benessere della famiglia. Lei, insieme ad altre eroiche compagne, partirà per la Cina per salvarle! (Una donna pag. 12)
La Cresima le viene impartita ad 8 anni. "Avevo il cuore pieno di gioia, racconterà, non so dire quel che provassi, ma so solo che era lo Spirito Santo" (Una donna, pag. 13).
Nella Pasqua dell’anno successivo riceve finalmente con cuore trepidante e pieno di gioia l'Eucaristia dal parroco don Bassano Dedé. Ora nessuno la fermerà: è pronta per realizzare i suoi sogni e seguire le tracce di Francesco Saverio, di cui prenderà il nome. Ma non è ancora tempo.
Deve formarsi, studiare, attendere e leggere i segni dei tempi.

Arluno
C’era ad Arluno l'istituto delle Figlie del Sacro Cuore diretto da Teresa Verzieri, una grande figura di santa fondatrice di "famiglie religiose di vita attiva" presenti nella società del tempo, pronte ad educare le giovani di ogni classe, ad accogliere orfane e ragazze traviate, ad assistere malati e infermi, a spendersi per l'istruzione e l'insegnamento della dottrina cristiana.
La Verzieri è stata la prima superiora generale della storia, carica riservata prima di lei unicamente alle persone di sesso maschile. Giovanni Paolo II l’ha proclamata santa nel 2001.
In quegli anni soltanto un pugno di istituti, fra i quali uno era appunto quello delle Figlie del Sacro Cuore, rappresentavano una novità assoluta nel panorama ecclesiastico. Mostravano concretamente, superando non poche diffidenze dei superiori religiosi, che non solo i monasteri di clausura si potevano aprire alle religiose, ma anche le strutture gestite direttamente dalle suore, con la fondazione di scuole, orfanotrofi, ospedali, mantenendosi da sole e mostrando capacità imprenditoriali, organizzative e gestionali inaspettate, comprando, vendendo e investendo per trovare i fondi necessari.
Erano gli avamposti di un processo di emancipazione femminile inarrestabile dagli inizi dell'Ottocento in avanti.