“Il Visconte dimezzato” di Italo Calvino 1 – Lo spunto della storia

La presentazione dell’opera di Calvino è stata realizzata dalla prof. Donata Conci il 13 ottobre 2008 presso la Biblioteca Vigentina di Corso di Porta Vigentina 15, Milano, all’interno del ciclo di letture di “Leggi con me”, promosso per il 2008 dalla Associazione culturale La Crocetta e dalla Biblioteca Vigentina.
Di Calvino il Prof. Franco Camisasca aveva precedentemente commentato per lo stesso ciclo di letture “La giornata di uno scrutatore” pubblicato nel 1963, diversissimo dall’opera presentata il 13 ottobre, per contenuto e stile.
Fonte:
CulturaCattolica.it
Vai a "Contemporanea"

Il visconte dimezzato di Italo Calvino è stato pubblicato nel 1952 e tratta il tema della identità dell’uomo, sfigurata e smarrita ad un certo punto della vita, e del cammino da compiere per ritrovarla nella pienezza e integrità di un tempo.

La produzione di Italo Calvino, come tutti sappiamo, è molto vasta: nella sua carriera letteraria lo scrittore alterna la narrativa e la saggistica, romanzi realisti e opere di pura fantasia, testi di critica letteraria (La sfida al labirinto, 1962; L’antitesi operaia, 1964) e corrispondenze di viaggio (dal Messico e dal Giappone per “Il Corriere della sera” fino al 1979).

Il testo che si intende presentare appartiene al genere fantastico, e ha come protagonista un giovane carico di entusiasmo e sicuro di sé, che il primo giorno in cui va in guerra viene raggiunto da una palla di cannone e diviso, come dice il titolo, in due metà, che vivranno con caratteristiche e storie diverse.
Quando il romanzo è stato pubblicato, ha suscitato per il suo tono fiabesco molte perplessità soprattutto negli ambienti impegnati della Sinistra, perché Calvino aveva esordito come promettente scrittore di opere realiste quali Il sentiero dei nidi di ragno del 1947 e Ultimo viene il corvo del 1949, con temi e situazioni legate alla guerra partigiana e alla Resistenza .
Interrogato da uno studente sul libro scritto, Calvino aveva spiegato:
“Quando ho cominciato a scrivere “Il visconte dimezzato” volevo solo scrivere una storia divertente per divertire me stesso e possibilmente anche gli altri; avevo questa immagine di un uomo tagliato in due ed ho pensato che questo tema dell’uomo tagliato in due, dell’uomo dimezzato, fosse un tema significativo, avesse un significato contemporaneo: tutti ci sentiamo in qualche modo incompleti, tutti realizziamo una parte di noi stessi e non l’altra” (da una Intervista a Calvino fatta dagli gli studenti di Pesaro l’11 maggio 1983, pubblicata in “Il gusto dei contemporanei”, Quaderno n. 3, Italo Calvino, Pesaro 1987, p. 9).
E successivamente aveva precisato: “...nell’ideazione d’un racconto la prima cosa che mi viene alla mente è un’immagine che per qualche ragione mi si presenta come carica di significato…Appena l’immagine è diventata abbastanza netta nella mia mente, mi metto a svilupparla in una storia, o meglio, sono le immagini stesse che sviluppano le loro potenzialità implicite, il racconto che esse portano dentro di sé” (I.Calvino, Lezioni americane, Oscar Mondadori, 1999, pagg. 99, 100).