Legislazione sui culti

La pubblicazione recente dell'articolo apparso sul quotidiano 'Vedomosti', che indica l'intenzione del Ministero della Giustizia di intensificare il controllo sulle organizzazioni religiose straniere, ha provocato una reazione negativa da parte di parecchi giornali russi. Pubblichiamo l'articolo del giornalista Maksim Shevchenko (Portal-Credo.Ru del 15 nov. 2005) che scrive su 'Il Giornale quotidiano'.
Non tutte le idee quivi esposte devono essere condivise, ma in ogni caso manifestano l’opinione abbastanza diffuse nell’attuale società russa.
Fonte:
CulturaCattolica.it
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Da tempo corrono voci sulla revisione della legislazione religiosa, ma l'intervento del Ministero della Giustizia rende queste voci più plausibili, così da giustificare un commento sulla stampa.
Anzitutto il l'idea avanzata dal Ministero della Giustizia che la crescita del numero dei movimenti religiosi dipenda dalla crescita dei missionari stranieri esiste soltanto nella loro testa. La gente accetta questa o quella religione non per merito dei propagandisti o dei loro soldi, ma perché nel nostro mondo è impossibile limitare la diffusione delle opinioni, comprese quelle religiose. Una persona può leggere i due volume di Krishna sulla filosofia indiana e incomincia ad interessarsi dell'induismo e in questo modo può diventare discepolo di una setta induista. Oppure puoi entrare nel sito dei protestanti americani e sei attratto dalla dottrina dei mormoni. Poi trovi venti persone che la pensano come te, e fai registrare l'associazione. Che c'entrano i missionari? Vogliamo mettere la censura su tutta l'informazione? Bisognerebbe allora controllare, come ai tempi del regime sovietico, tutti gli stranieri che entrano in Russia; magari possono portare con sé la Bibbia, il Vangelo. Ricordo che al tempo del regime sovietico, uno dei delitti più gravi era possedere dei libri a contenuto religioso. Il rilascio del visto d'entrata deve dipendere dal fatto che una persona non sia portatrice di idee estremiste o non sia perseguibile per qualche delitto. Così avviene nei paesi civili. Ma far dipendere la consegna del visto d'entrata dalla concezione del mondo di una persona, sarebbe un terrificante ritorno ai tempi sovietici.
Secondariamente mi ha molto impressionato la proposta che il motivo per sopprimere una comunità religiosa possa dipendere dalla decisione del tribunale che interviene quando nel corso di un anno siano rilevate per due volte delle tendenze estremistiche fra i membri della comunità religiosa. Dobbiamo riconoscere che il delitto per 'tendenze' estremistiche è una norma molto vaga. Per esempio persone che mettono in dubbio il valore della Costituzione della Repubblica russa rientrano nella categoria delle tendenze estremistiche? In questo caso anche la Chiesa ortodossa russa dovrebbe essere soppressa perché al suo interno ci sono delle comunità radicalmente monarchiche le quali pensano che la democrazia sia all'inferno e la monarchia in paradiso. Queste sono tendenze estremistiche dirette a cambiare la struttura stessa della Costituzione del nostro paese. Vuol dire allora che queste persone debbano essere ammonite, e debbano essere chiuse almeno una parte delle comunità ortodosse? Io mi opporrò finché vivo. Per questo è difficile dire che cosa sottintendono i burocrati statali. Se si tratta di delitti penalmente perquisibili, terrorismo o esproprio armato, che rapporto possono avere con la religione? La religione è una sfera della libertà umana che difficilmente si può controllare, tanto meno da parte della nomenclatura.
Un altro aspetto non può essere trascurato. Si propone di introdurre responsabilità penale e amministrativa per attività missionaria. Che significato può avere questo? Supponiamo che dal giornale 'Il quotidiano' si proponga ai lettori di abbracciare una qualsiasi religione, per esempio il cristianesimo: "Diventate cristiani ortodossi!". Per sé il mio invito è una attività missionaria illecita. Non ho avuto nessuna autorizzazione, non possiedo nessun certificato. E forse per questo posso essere citato in giudizio?
Inoltre, prima che una associazione religiosa venga registrata è richiesto l'obbligo di una perizia sulla dottrina che professa. Per rifiutare o permettere una associazione religiosa occorrono dei documenti secondo i quali la perizia si deve orientare? Da noi ci sono delle stupende scuole religiose, non dubito. Per esempio, all'Accademia Russa Militare ci sono delle persone che potrebbero stendere una perizia in modo professionale, ma formulare un giudizio…In rapporto a che cosa potrebbero giudicare le varie dottrine teologiche? Rispetto alla dottrina della Chiesa ortodossa? Rispetto alle parole del metropolita Kirill il quale afferma che la Russia è un paese ortodosso ove è permesso, in qualche modo, di vivere ad alcuni popoli, al alcune religioni finché sono leali nei confronto dell'ortodossia e non sottolineano in modo particolare la propria fede ed i propri sentimenti nazionali? Non riesco a capire i criteri di base secondo i quali stendere la perizia. In mancanza di questi, la perizia stesa da quelle fantasie che vagano nelle teste degli esperti a capo delle commissioni ministeriali. Bene, quando si trattasse di persone tolleranti, su posizioni democratiche; altrimenti? Temo che queste perizie possano portare a conseguenze molto serie nella vita religiosa e quindi anche nella vita politica della Russia.
La proposta di creare delle organizzazioni centrali per i musulmani e per gli ebrei non intendo commentala. Mi sembra una pura demagogia che può portare soltanto ad una guerra civile. Tali proposte possono essere fatte da persone stupide o da provocatori. Sono disposto a rispondere di quanto ho detto di fronte a qualsiasi tribunale.