Dallo Stato Pontificio allo Stato della Città del Vaticano - 13: Conclusione

Autore:
Mattioli, Mons. Vitaliano
Fonte:
CulturaCattolica.it
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La Chiesa si presenza come indispensabile per l'umanità. Direttamente lei rivolge il suo messaggio soltanto ai cattolici. Ma siccome il messaggio che lei trasmette non è il suo ma quello che il fondatore Cristo le ha affidato, indirettamente il suo influsso si estende a tutto il mondo. Il messaggio di Cristo infatti su molti punti si fonda sulla legge naturale. Starei per dire: parte del messaggio di Cristo è 'pre-cristiano'.
Quando la Chiesa difende i diritti umani, si fa paladina dell'etica naturale; quando parla di dottrina sociale non fa opera di cristianizzazione. I suoi interventi non devono essere considerati come interferenze esterne, vaticane. Non per niente i Pontefici inviano alcune loro Encicliche non soltanto ai Vescovi ed al popolo cristiano ma "a tutti gli uomini di buona volontà".
La Chiesa si pone per il mondo intero come faro di civiltà, punto di riferimento per impedire che l'umanità vada verso la sua rovina, come difensore dei diritti inalienabili dell'uomo. In una parola: l'esistenza della Chiesa si presenta indispensabile per il mondo intero.
Questo suo ruolo profetico, impegno di amore per l'umanità, diaconia svolta nell'umiltà, la Chiesa può esercitarlo mediante l'esistenza di quell'altro ente, lo S.C.V., che si presenta come lo strumento terreno.
La Chiesa è di istituzione divina ed imperitura. La modalità invece della quale si serve, uno Stato, è di origine umana, contingente, peritura e mutabile come abbiamo analizzato nell'approfondire il passaggio storico dallo Stato Pontificio allo Stato della Città del Vaticano.