Dallo Stato Pontificio allo Stato della Città del Vaticano - 10: Santa Sede e Romano Pontefice

Autore:
Mattioli, Mons. Vitaliano
Fonte:
CulturaCattolica.it
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La Santa Sede è personificata dal Romano Pontefice, unico soggetto della sovranità. Egli è il vero Sovrano non solo spirituale ma anche temporale e politico. In lui si trovano dunque riunite due sovranità: una essenziale, inseparabile ed universale, inerente allo stesso Primato, cioè alla suprema Autorità di Colui che fu da Gesù Cristo costituito quale Capo della sua Chiesa; l'altra accessoria, contingente e limitata, perché di ordine temporale e come tale circoscritta entro determinati confini di tempo e di luogo.
La S. Sede è una istituzione divina perpetua che non deve identificarsi con la persona fisica dei vari Pontefici che si succedono nel corso dei secoli sulla Cattedra di S. Pietro. Essa è una persona morale per diritto divino al pari della Chiesa Cattolica.
Infatti il can. 113 c. 1 del C.J.C., afferma che la Santa Sede è persona morale, per la stessa istituzione divina. In tal modo questo can. identifica la Santa Sede con il Romano Pontefice e rivendica che il fondamento della sua istituzione è divino e non per derivata volontà umana.
E' per questo che il Trattato parla di Santa Sede e riconosce ad essa l'attributo di sovranità.
Il can. 361 del C.J.C. parla della Santa Sede evidenziandone due componenti: una in senso più stretto si riferisce solo al Romano Pontefice; l'altra più ampia e generale comprende non solo il Romano Pontefice ma anche la Segreteria di Stato con gli altri organismi della Curia Romana.
Dunque l'espressione "Santa Sede" designa primariamente solo il Sommo Pontefice e poi in senso allargato tutti gli apparati di 'governo' della Chiesa, la Segreteria di Stato ed i vari organismi della Curia Romana.
La S. Sede ha una duplice veste: organo supremo della Chiesa cattolica universale e titolare della sovranità dello Stato della Città del Vaticano e, pertanto, soggetto attivo e passivo del diritto internazionale.
L'art. 2 del Trattato presenta la S. Sede come soggetto di diritto internazionale, in virtù non soltanto del suo potere temporale alla stregua degli altri capi di Stato, ma specialmente per il suo primato spirituale universale in maniera primordiale e indipendente, fondato sul diritto divino. Così la S. Sede nel consesso internazionale si presenta come persona moralis iure divino, sorta cioè senza l'intervento di alcuna autorità umana e indipendente da essa.