Nel volto nemico la provvidenza di Dio

Fonte:
CulturaCattolica.it
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Jacob Willemsz Wet il vecchio, Incontro fra Abigail e Davide

Morto Saul, morti i suoi figli Gionata e Is-Baal, Davide venne dapprima unto re di Giuda e poi re di Israele. La figlia di Saul Mikal dopo essergli stata tolta dal padre e data in moglie ad un altro, ritorna a Davide, dietro sua esplicita richiesta, ma questo amore resterà segnato dalla sfortuna. Mikal disprezzerà Davide in un momento solenne della sua vita, quello dell’ingresso dell’arca santa a Gerusalemme e, per questo disprezzo secondo la Scrittura, ella resterà sterile fino al giorno della sua morte. Dopo Mikal, Davide prese in moglie Achinoàm e poi la vedova Abigail, il cui marito, Nabal, era stato nemico di Davide. In seguito si circonderà di molte mogli, i cui nomi sono per lo più sconosciuti e che vengono riportati spesso in relazione ai figli avuti da Davide: Maacà, figlia del re di Ghesur, madre di Assalonne, Agghit, madre di Adonia. ecc… Anche qui ogni vicenda d’amore è segnata dal dolore, l’amore di Davide per i figli non verrà mai meno, anche quando questi gli si volteranno contro, come Assalonne, per usurpare il trono.
Un episodio mette in luce con particolare forza come Davide sapesse, anche nelle azioni dei nemici, cogliere l’intervento di Dio stesso. Assalonne, nato da una principessa, il più bello dei suoi figli, tentò un colpo di stato per usurpare il trono. Davide con alcuni fedelissimi fu costretto a fuggire da Gerusalemme che, nel frattempo, era divenuta capitale del regno. Giunto a Bacurìm s’imbatté in un uomo della casa di Saul, Simeì, il quale usciva imprecando e gettava sassi contro Davide[…] e diceva: «Vattene, vattene, sanguinario scellerato! Il Signore ha fatto ricadere sul tuo capo tutto il sangue della casa di Saul, al posto del quale regni; il Signore ha messo il regno nelle mani di Assalonne tuo figlio ed eccoti nella sventura che hai meritato» Allora Abisaì, nipote di Davide e fratello di Joab, s’indignò e disse: «Perché questo cane morto dovrà maledire il re, mio signore? Lascia che io vada e gli tagli la testa!» Ma il re rispose: «Che ho in comune con voi, figli di Zeruià? Se maledice, è perché il Signore gli ha detto: maledici Davide! E chi potrà dire perché fai così? […] Ecco il, il figlio uscito dalle mie viscere cerca di togliermi la vita! Quanto più ora questo Beniaminita! Lasciate che maledica, poiché glielo ha ordinato il Signore. Forse il Signore guarderà la mia afflizione e mi renderà il bene in cambio della maledizione di oggi» (cfr. 2 Sam 16, 5-12).
Il testo è tanto bello da non aver bisogno di commenti. Ogni circostanza della vita anche la più dolorosa, cade per Davide sotto il segno della paternità divina.
Soltanto Salomone, figlio di Betsabea, sarà per Davide una benedizione. Betsabea, già moglie di Uria, sarà l’unico vero amore di Davide, gli darà quattro figli, tutti nati a Gerusalemme. Ella sarà accanto al marito fino alla morte e rappresenterà un gradino della storia della salvezza entrando a far parte della genealogia di Gesù. Tra di loro infatti si consumerà una storia d’amore e di peccato che ancora una volta farà emergere il profilo di Davide credente. Da questa storia si aprirà un nuovo capitolo nella vita e nell’esperienza di Davide: Betsabea sarà il primo mattone della casa di Davide, la pietra miliare del tempio di Salomone.