Isacco - conclusione

Fonte:
CulturaCattolica.it
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Flinc, Isacco benedice Giacobbe

Quale volto del padre si solleva dall’esperienza di Isacco? Il volto del Padre impresso in Isacco è il volto della passione di Dio per noi. Il volto di un Dio che, coinvolto pienamente e in modo viscerale nel cammino dell’uomo, rimane però inspiegabilmente ’altro’ dal lui.
Se da un lato in Isacco Dio si consegna alla storia del suo popolo, dall’altro rimane Colui che sorride di fronte agli angusti confini degli itinerari umani. Dio mostra qui il volto del Genitore partecipe fino in fondo della sofferenza del figlio, ma nel contempo capace di guardare a un orizzonte più ampio.
In esso si adombra il volto della seconda persona della Trinità, quello di Gesù. Gesù stesso nell’ultima cena disse: ”Chi vede me vede il Padre”. Il cuore del Figlio unigenito e il cuore del Padre ardono di una medesima passione che quando raggiunge l’uomo si trasforma nell’acqua della verità e della libertà dei figli di Dio. I riferimenti a Gesù in Isacco, del resto, sono continui. Isacco è l’unigenito che vive con fedeltà la consegna di se stesso a Dio e alla storia della salvezza, egli compie le opere del padre. È la proclamazione vivente dell’amore fedele di Dio che vede le sue creature e si prende cura delle sue opere nonostante le minacce del male e le oscurità.
Il volto del padre che emerge dall’esperienza di Isacco infatti si nasconde spesso dietro le sofferenze della vita, ma conferisce ad esse una prospettiva nuova risolutiva che apre cammini insperati. É la dinamica della pedagogia divina, il suo educare l’uomo e il suo plasmare la storia dal di dentro senza forzature né miracoli, ma attraverso una ostinata perseveranza nel trasformare in grazia tutti gli eventi.
Kierkegaard che dedicò molto tempo della sua vita a meditare sull’episodio del sacrifico di Moria, immedesimandosi nello sgomento di Isacco di fronte al gesto omicida del padre trovò questa efficace spiegazione: Quando il bambino deve essere svezzato, la madre si tinge il seno di nero. Sarebbe crudele che il seno restasse desiderabile quando il bambino non deve più attaccarsi. Così il bambino crede che il seno si sia modificato. Ma la madre è la stessa, il suo sguardo è sempre pieno d’amore
(S. Kierkegaard Timore e tremore). Il volto del Padre che qui contempliamo è in definitiva quello appunto di un genitore che conduce il figlio allo svezzamento educandolo all’abbandono fiducioso in lui, ma anche a nutrirsi del cibo solido della verità e della vera libertà.

PICCOLA BIBLIOGRAFIA

G. VON RAD Genesi, traduzione e commento Paideia Brescia 1978
G. RAVASI Il racconto del cielo, Arnoldo Mondadori Milano 1995