Il calendario del 29 Settembre

Fonte:
CulturaCattolica.it
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Eventi

▪ 1066 - Guglielmo il Conquistatore invade l'Inghilterra

▪ 1222 - Viene ufficialmente istituita l'Università degli studi di Padova

▪ 1364 - Battaglia di Auray - gli inglesi sconfiggono i francesi in Bretagna; fine della Guerra di successione bretone

▪ 1520 - Solimano, figlio di Selim I, diventa sultano dell'Impero Ottomano.

▪ 1567 - Durante una cena, il Duca di Alva arresta il Conte di Egmont e il conte di Horne per tradimento

▪ 1789 - Il Dipartimento della guerra degli Stati Uniti istituisce il primo esercito regolare, forte di diverse migliaia di uomini

▪ 1799 - I napoletani riprendono Roma, ammainando definitivamente la bandiera repubblicana (nero-bianco-rosso) istituita oltre un anno prima

▪ 1829 - Le riorganizzate forze di polizia di Londra entrano in servizio, diverranno in seguito note come Scotland Yard

▪ 1918

  1. - Prima guerra mondiale: gli Alleati spezzano la Linea Hindenburg
  2. - Prima guerra mondiale: la Bulgaria capitola

▪ 1936 - Francisco Franco instaura un regime dittatoriale in Spagna

▪ 1938 - Regno Unito e Francia, Germania e Italia, firmano l'Accordo di Monaco, che permette alla Germania di occupare i Sudeti, una regione della Cecoslovacchia

▪ 1941 - Massacro di Babi Yar

▪ 1943 - Il Generale statunitense Dwight D. Eisenhower e il maresciallo italiano Pietro Badoglio firmano l'armistizio lungo a bordo della nave britannica Nelson, al largo della costa di Malta

▪ 1944
  1. - Le truppe dell'Unione Sovietica entrano in Jugoslavia
  2. - Strage di Marzabotto

▪ 1961 - Il quotidiano The New York Times pubblica una recensione di un cantautore allora poco conosciuto di Robert Shelton. Sarà questa critica a far conoscere John Hammond e Bob Dylan, che poi stipulerà un contratto con la Columbia Records

▪ 1962 - È lanciato il primo satellite canadese, l'Alouette 1

▪ 1963 - Si apre la seconda fase del Concilio vaticano secondo

▪ 1964 - Mafalda, la famosa striscia a fumetti del cartoonist Argentino Quino, appare per la prima volta sui giornali

▪ 1972 - Relazioni Cino-Giapponesi: Il Giappone stabilisce relazioni diplomatiche con la Repubblica Popolare Cinese, dopo aver rotto i legami ufficiali con la Repubblica Cinese

▪ 1973 - La benzina vede un aumento di 23 lire al litro, ed il gasolio di 4 lire al litro

▪ 1974 - L'IRA dirotta un aereo civile per bombardare una caserma dell'Ulster, azione fallita

▪ 1979
  1. - Martin Scorsese ed Isabella Rossellini si sposano
  2. - Papa Giovanni Paolo II è il primo papa a visitare l'Irlanda

▪ 1988 - La NASA riprende i voli dello space shuttle, bloccati dopo il disastro del Challenger

▪ 1995 - Il presidente degli Stati Uniti Bill Clinton ammette pubblicamente per la prima volta l'esistenza della base segreta militare denominata Area 51

▪ 1996 - La Nintendo of America lancia negli Stati Uniti il rivoluzionario videogioco di tipo platformer Super Mario 64 per il Nintendo 64, una loro console

▪ 2001 - Pubblicato sul Corriere della Sera l'articolo La rabbia e l'orgoglio di Oriana Fallaci

▪ 2002 - Il Card. Dionigi Tettamanzi celebra il suo ingresso solenne nell' Arcidiocesi di Milano

▪ 2009 - Un terremoto di 8.3 della scala Richter colpisce le isole Samoa, innescando uno tsunami. Interi villaggi vengono spazzati via.

Anniversari

▪ 1494 - Agnolo (Angelo) Ambrogini, detto Poliziano, dal nome latino del paese d'origine, Mons Politianus (Montepulciano, 14 luglio 1454 – Firenze, 29 settembre 1494), è stato un poeta, umanista e drammaturgo italiano. Generalmente considerato il maggiore tra i poeti italiani del XV secolo, membro e fulcro del circolo di intellettuali radunatosi attorno al signore di Firenze, Lorenzo il Magnifico, fu autore di opere in latino, in greco e in volgare, e raggiunse un'ampia competenza filologica e un'ammirevole perfezione formale dello stile. Con lui «l'Umanesimo cominciò a manifestarsi non più nell'ambito dell'impegno civile e politico, a vantaggio - per così dire - degli altri, ma di un'esperienza esclusiva e tutta solitaria di ricerca e affinamento individuale».
Grazie alla protezione di Lorenzo il Magnifico, Poliziano poté dedicare l'intera vita agli studi umanistici e alla produzione letteraria, senza occuparsi in attività politiche o diplomatiche, rivestendo incarichi di alto prestigio quale quelli di precettore della famiglia dei Medici, segretario personale del Magnifico e professore presso lo Studio Fiorentino.

▪ 1902 - Émile Zola (Parigi, 2 aprile 1840 – Parigi, 29 settembre 1902) è stato un giornalista e scrittore francese. È considerato il creatore del filone naturalista.

«La scienza ha promesso la felicità? Non credo. Ha promesso la verità, e la questione è sapere se con la verità si farà mai la felicità.»
«Là in fondo un esercito vendicatore che, schiantando la terra, ben presto esploderebbe alla luce.»


Émile Zola, nato a Parigi il 2 aprile 1840, figlio di Francesco Zola (all'anagrafe Zolla) un ingegnere italiano di origine veneziana, e di Émilie Aubert, una francese (della Beauce, una regione della Francia centrale), di ventiquattro anni più giovane del marito, trascorse l'infanzia e la prima giovinezza ad Aix-en-Provence, dove il padre dirigeva la costruzione di un canale. A questo periodo risale la sua amicizia con Paul Cézanne e Philippe Solari. Morto il padre (1847), il ragazzo compì i suoi studi ad Aix e vi restò sino al 1857, anno in cui la madre, soprattutto per le crescenti difficoltà economiche, decise di rientrare a Parigi.
Nella capitale, Zola ebbe difficoltà di ambientamento che si rifletterono sui suoi studi presso il liceo Saint-Louis. Dopo essere stato bocciato per due volte agli esami di maturità (baccalauréat), decise di abbandonare gli studi e di trovarsi un lavoro. Svolse, per brevi periodi, vari tipi di attività, poi entrò come fattorino nella casa editrice Hachette. Qui venne notato per la sua intelligenza e gli fu affidato l'ufficio Pubblicità. Questo lavoro gli permise di entrare in contatto con il mondo letterario ed artistico del tempo. Nel 1862 ottenne la cittadinanza francese. Sempre nello stesso anno, iniziando la sua collaborazione al Journal populaire di Lilla, intraprese la sua carriera di giornalista, attività che proseguì per tutta la vita contemporaneamente a quella di scrittore. Nel 1864 pubblicò i Contes à Ninon e nel 1865 la Confession de Claude. Tutte e due le opere risentivano degli influssi romantici.
Ammiratore dei fratelli Goncourt e attirato dalla idee di Hippolyte Taine e di Claude Bernard, Zola si avvicinò sempre più verso il Realismo e il Naturalismo che si manifestava già in Teresa Raquin (1867) e Madeleine Férat (1868). Sviluppò quindi la sua concezione del romanzo come "opera sperimentale", applicando una metodologia scientifica all'osservazione della realtà sociale. Tale teoria lo avvicinò ad altri scrittori come Guy de Maupassant e Joris-Karl Huysmans, facendone il caposcuola del Naturalismo.
Negli anni 1870-1893 Zola compose il ciclo dei Rougon-Macquart, una serie di romanzi incentrati sulla realtà sociale del tempo, i cui personaggi ed ambienti sono osservati e descritti con grande realismo. Questa sua linea narrativa, oltre a grandi consensi, gli attirò spesso violente critiche da parte degli ambienti più conservatori e moralisti dell'epoca. Nei suoi romanzi vengono infatti frequentemente smascherate le ipocrisie e le bassezze della borghesia francese, con ritratti sfacciatamente realisti anche nei confronti dei costumi sessuali (come in Nanà), il che gli procurò anche l'epiteto di "pornografo". In altri romanzi vengono denunciate con vigore le miserevoli condizioni di vita delle classi più povere (come ad esempio in "Germinal", ambientato in un villaggio di minatori), o la corruzione della società del Secondo impero, il che gli attirò l'accusa di essere addirittura un sovversivo.
Nel 1898 intervenne con passione nell'affare Dreyfus in difesa dell'accusato, con una celebre lettera aperta al Presidente, intitolata J'accuse, che fu pubblicata nel quotidiano L'Aurore. Questo intervento lo costrinse a fuggire in Inghilterra, per evitare il carcere, e poté rientrare solo in seguito ad un'amnistia. Fu anche amico del pittore Paul Cézanne che aiutò nella sua carriera. Morì nel 1902, soffocato dalle esalazioni di una stufa, ma i dubbi su un assassinio non furono mai fugati del tutto. Le sue spoglie sono sepolte a Parigi nel Pantheon, accanto alle tombe di due altri grandi scrittori francesi, Alexandre Dumas padre e Victor Hugo.

▪ 1954 - Beato Luigi Monza (Cislago, 22 giugno 1898 – Lecco, 29 settembre 1954) è stato un presbitero italiano fondò l'Istituto Secolare delle Piccole Apostole della Carità, oggi beato della Chiesa cattolica. Il 20 dicembre 2003 fu dichiarato venerabile come parte del suo processo di beatificazione, in seguito a un miracolo nel quale è stata riconosciuta la sua intercessione il 19 dicembre 2005. Il 30 aprile 2006 ha avuto luogo la cerimonia di beatificazione nel duomo di Milano, presieduta dal cardinale Arcivescovo Dionigi Tettamanzi.
Luigi Monza nacque a Cislago, in provincia di Varese, il 22 giugno 1898 da una famiglia contadina, le cui uniche ricchezze erano costituite dal lavoro, dal coraggio e dalla fede. Entrò in seminario all’età di diciott’anni, dopo aver conosciuto la fatica del lavoro dei campi, le veglie notturne per proseguire gli studi e la lotta per la sopravvivenza quotidiana della povera gente. Il 19 settembre 1925 ricevette l’ordinazione presbiterale, divenendo così sacerdote dell'Arcidiocesi di Milano. Come primo impegno pastorale fu destinato ad occuparsi dei giovani dell'Oratorio maschile della parrocchia di Vedano Olona.
L’inizio del suo ministero sacerdotale fu contrassegnato da ogni sorta di prove, sino all'ingiustizia del carcere durante il regime fascista: accusato ingiustamente dai fascisti di aver organizzato un attentato al podestà locale, venne incarcerato insieme al parroco, per essere poi assolto e rilasciato quattro mesi dopo.
Nel 1929 fu trasferito al santuario della Madonna dei miracoli in Saronno, ove fu animatore di parecchie iniziative giovanili. Qui il suo sguardo, affinato nella prova e raggiunto da quello di Dio, imparò a guardare lontano, su un mondo segnato dalla solitudine, dalla tristezza e dall’egoismo, che urgeva riportare all’amore di Dio. La sua intuizione era innegabilmente grande, ma bisognava da parte del Signore l’indicazione della via da seguire.
Dinnanzi ad un mondo ormai “divenuto pagano”, come soleva dire, Don Luigi Monza vide profeticamente nelle comunità dei primi cristiani, che vivevano come “un cuor solo e un’ anima sola”, un ideale sociale in cui la carità era la prima ed irrinunciabile regola di convivenza umana, quindi il mezzo più idoneo per annunziare all’uomo contemporaneo il Vangelo di Cristo. I cristiani all’interno della società dovevano costituire presenze vive e testimoni di amore, ma dal di dentro nella vita di ogni giorno e nella attività professionale di ognuno, come ricordava sempre Don Monza:
«Cristiani, ognuno di voi deve diventare un artista di anime e dobbiamo dipingere la bellezza di Gesù non sulla tela ma nelle anime. E il pennello dell’apostolato non caschi mai di mano.»
Nel 1936 fu inviato nella parrocchia di San Giovanni in Lecco, dove fu “sacerdote secondo il cuore di Dio” e parroco assai popolare. Si dimostrò sempre disponibile e vicino ai poveri, ai malati ed a chi come lui subiva ingiustamente persecuzioni ed angherie. Durante la seconda guerra mondiale si prodigò particolarmente per i suoi parrocchiani impegnati al fronte. Lungi dall’immischiarsi nella politica, nascose e mise in salvo parecchi partigiani, ma durante la liberazione si fece anche difensore dei fascisti militanti e collaborazionisti oggetto di violenza.

Fondazione della congregazione
Sin dal 1937, quando era ormai chiara la strada che il Signore gli indicava, era nato dal suo cuore di padre l’Istituto Secolare delle Piccole Apostole della Carità, chiamate a portare nel mondo la pienezza di vita consacrata all’amore totale di Cristo “con il fervore apostolico della prima comunità cristiana”.
Dopo un iniziale periodo di ricerca su come poter al meglio concretizzare questo ideale, Don Luigi e le sue Piccole Apostole diedero vita all’associazione “La Nostra Famiglia”, finalizzata all’assistenza sociosanitaria, all’istruzione e formazione in particolar modo delle persone disabili e svantaggiate, soprattutto bambini, che educati con le migliori tecniche medico-scientifico-pedagogiche avrebbero potuto inserirsi al meglio delle loro capacità nel difficile contesto sociale. Ancora oggi le Piccole Apostole della Carità operano tanto in tale associazione, che individualmente cimentandosi nelle più svariate professioni. Prestano particolare cura ed attenzione ai giovani ed alle famiglie. Sono presenti in Italia, Sudan, Brasile ed Ecuador e collaborano anche in Cina, Marocco e Palestina.

Morte
Ma il Monza purtroppo non vide con i suoi occhi questo sviluppo della sua opere: colpito da infarto, il 29 settembre 1954 silenziosamente si spense, come il chicco di grano che muore nella terra per dar vita ad una rigogliosa spiga, cosciente però di avere svolto il suo ruolo e di aver dato alla sua comunità le coordinate ben precise di partenza e di arrivo: una linea ascendente verso Dio. Con lui comunque non moriva solamente il fondatore di un istituto secolare o di un’opera caritativa, ma innanzitutto un parroco esemplare, che perfino il cardinale Beato Alfredo Ildefonso Schuster eguagliò al “pastor bonus” evangelico. Lo zelo profuso nelle opere parrocchiali, la cura per la catechesi e la liturgia, la predicazione calda e concreta e la vicinanza alla povera gente del quartiere fecero di lui un modello di vita sacerdotale ed un prototipo del “prete ambrosiano”: come tale fu ammirato in vita ed onorato dopo la morte. A testimonianza di ciò sussistono il rimpianto della popolazione e la fama di santità che, anziché diminuire, si diffuse rapidamente e crebbe con il passare degli anni.

Culto
Il 23 febbraio 1991 a Ponte Lambro, in provincia di Como, dove Don Luigi Monza fu sepolto, alla presenza del Cardinale Carlo Maria Martini si concluse la fase diocesana del suo processo di canonizzazione ed il 20 dicembre 2003 fu già dichiarato “venerabile” da Giovanni Paolo II. Il miracolo avvenuto per sua intercessione, riconosciuto il 19 dicembre 2005 con decreto di papa Benedetto XVI, ha portato alla sua beatificazione, avvenuta il 30 aprile 2006 nel Duomo di Milano con cerimonia presieduta dal Cardinale Arcivescovo Dionigi Tettamanzi.
Il messaggio lanciato dal novello beato affascina ancora uomini e donne, chiamati a saper valorizzare la loro vita quotidiana, il “nascondimento” della vita di tutti i giorni, che deve essere riempita di carità e generosità. Il suo insegnamento ebbe indubbiamente un fulcro nella carità, modellata sull’esempio di quelle entusiasta dei cristiani dei primi secoli, che spinge a non ignorare i fratelli ma piuttosto a farsene carico, costruendo autentici rapporti interpersonali ed impegnandosi nell’azione missionaria ed evangelizzatrice.