Il calendario del 28 Gennaio

Fonte:
CulturaCattolica.it
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Eventi

▪ 1521 - Inizia la Dieta di Worms, durerà fino al 25 maggio

▪ 1547 - Edoardo VI diventa re d'Inghilterra

▪ 1573 - Vengono firmati gli articoli della Confederazione di Varsavia, che sanciscono la libertà religiosa in Polonia

▪ 1788 - A Botany Bay (Australia) viene fondata la prima colonia penale

▪ 1846 - Battaglia di Aliwal, le truppe indiane battono i britannici guidati da Sir Harry Smith

▪ 1855 - La prima locomotiva corre dall'Oceano Atlantico all'Oceano Pacifico lungo la Panama Railway

▪ 1871 - La Francia si arrende e mette fine alla Guerra Franco-Prussiana

▪ 1887 - A Fort Keogh nel Montana, vengono avvistati fiocchi di neve di 38 cm di larghezza e 12 cm di spessore.

▪ 1902 - A Washington con una donazione da 10 milioni di dollari da parte di Andrew Carnegie, viene fondata la Carnegie Institution

▪ 1902 - A Créteil viene chiusa l'attività culturale del Gruppo dell'Abbaye

▪ 1909 - Le truppe degli Stati Uniti lasciano Cuba dopo esservi rimaste fin dalla Guerra Ispano-Americana

▪ 1915 - Un atto del Congresso crea la Guardia costiera degli Stati Uniti

▪ 1917 - Gli Stati Uniti cessano la ricerca di Pancho Villa

▪ 1918 - Inizia la Guerra civile finlandese

▪ 1932 - La Marina Imperiale Giapponese bombarda Shanghai

▪ 1935 - L'Islanda diventa la prima nazione a legalizzare l'aborto

▪ 1945

  1. - Seconda guerra mondiale: i rifornimenti iniziano a raggiungere la Cina lungo l'appena riaperta strada birmana.
  2. - Seconda guerra mondiale: termina l'Offensiva delle Ardenne

▪ 1958 - Inventati i celeberrimi mattoncini della Lego

▪ 1979 - Deng Xiaoping compie il primo viaggio ufficiale negli Stati Uniti di un rappresentante del governo della Cina Popolare

▪ 1982 - Il Generale statunitense James Lee Dozier viene liberato da unità dell'antiterrorismo italiano dopo 42 giorni di prigionia nelle mani delle Brigate Rosse

▪ 1986 - Lo Space Shuttle Challenger esplode subito dopo il decollo uccidendo tutti e sette gli astronauti a bordo

▪ 1998
  1. - La Ford Motor Company annuncia l'acquisto della Volvo per 6,45 miliardi di dollari
  2. - Uomini armati tengono in ostaggio per diverse ore almeno 400 tra bambini e insegnanti, in una scuola elementare di Manila nelle Filippine

▪ 2003 - A Bad Mitterndorf, in Austria, Daniela Iraschko è la prima donna a raggiungere i 200 metri nel salto con gli sci

▪ 2004 - Lord Hutton pubblica il suo rapporto sulla morte dell'ispettore ONU David Kelly

▪ 2005
  1. - Bormio, Italia: si aprono i Mondiali di sci alpino 2005.
  2. - A Sydney (Australia), viene ufficialmente presentato Mooter, il primo motore di ricerca a cluster

Anniversari

* 814 - Carlo, detto Magno, o Carlomagno, in tedesco Karl der Große, in francese Charlemagne, in latino Carolus Magnus (2 aprile 742 – Aquisgrana, 28 gennaio 814), fu re dei Franchi e dei Longobardi e imperatore del Sacro Romano Impero.
L'appellativo Magno (in latino Magnus, "grande") gli fu dato dal suo biografo Eginardo, che intitolò la sua opera Vita et gestae Caroli Magni.
Grazie a una serie di fortunate campagne militari allargò il regno dei Franchi fino a comprendere una vasta parte dell'Europa occidentale.
La notte di Natale dell'800 papa Leone III lo incoronò imperatore, fondando l'Impero carolingio.
Con Carlo Magno si assisté quindi al superamento, riguardo alla storia dell'Europa occidentale, dell'ambiguità giuridico-formale dei regni romano-barbarici in favore di un nuovo modello imperiale. L'Impero resistette fin quando Carlo fu in vita, venendo poi diviso tra gli eredi, ma la portata delle sue riforme e la sua valenza sacrale influenzarono radicalmente tutta la vita e la politica del continente europeo nei secoli successivi.

▪ 992 - Jawhar al-Siqilli (Sicilia, 911 – Il Cairo, 28 gennaio 992) è stato un generale arabo, di origine siciliana.
Creò il più grande impero fatimide della storia e conquistò tutto il nord Africa, l'Egitto e la Siria. Fu anche il fondatore della città di al-Qahirah (Il Cairo) e della grande moschea di al-Azhar, che è anche una delle più antiche università del mondo.
Talvolta al-Siqilli è stato riportato come as-Siqilli, al-Saqali o as-Saqalli nelle differenti traslitterazioni. La Sicilia stessa era conosciuta come Saqaliah o Siqiliah a seconda dell'epoca e del dialetto arabo usato. Il nome completo era Abu al-Hasan Jawhar ibn Abdullah.

* 1232 - Pierre de Montaigu (? – 28 gennaio 1232) è stato il 15 Gran Maestro dei Cavalieri templari dal 1219 al 1232.
Di origini aragonesi ma di nazionalità francese, era molto amico di Guillaume de Chartres e probabilmente fu la fiducia che il precedente Gran Maestro aveva in lui, il fattore che lo fece eleggere così rapidemente nuovo Gran Maestro dell'Ordine templare. Nello stesso tempo poi il Gran Maestro dell'Ordine Ospitaliero era Guerin de Montaigu, suo fratello. Le strette relazioni tra i due ordini probabilmente doveva essere dovuta proprio a questo.
Tra i suoi successi militari si ricordano le azioni contro i musulmani per la liberazione di Gerusalemme che costrinsero i musulmani a chiedere una resa. In cambio i Templari ritirarono l'assedio a Damietta e gli islamici restituirono molti soldati francesi, fermano gli attacchi a Gerusalemme e gli restituirono una parte della Vera Croce, presa agli europei nella battaglia di Hattin. Le sue vittorie militari, supportate dai Cavalieri Ospitalieri, lo hanno reso un guerriero famoso.

* 1547 - Enrico VIII Tudor (Greenwich, 28 giugno 1491 – Londra, 28 gennaio 1547) fu Re d'Inghilterra e Signore d'Irlanda (in seguito re d'Irlanda) dal 22 aprile 1509 fino alla sua morte.
Enrico VIII è il secondo monarca della dinastia Tudor, succeduto al padre Enrico VII d'Inghilterra. È il fondatore della Chiesa Anglicana, nata in seguito allo scisma religioso, cioè alla separazione dalla Chiesa cattolica di Roma.
Prima fiero oppositore delle teorie di Lutero e difensore della fede ed in seguito in contrasto col Papa. Sposato sei volte e detentore di un potere assoluto incontrastato, segna fortemente le vicende inglesi. Decreta lo scioglimento dei monasteri e l'unione dell'Inghilterra col Galles.

▪ 1596 - Sir Francis Drake (Tavistock, 1540 – Panama, 28 gennaio 1596) è stato un corsaro, navigatore e politico inglese.
Fu il primo inglese a circumnavigare il globo, dal 1577 al 1580 e fu insignito del titolo di cavaliere al suo ritorno dalla regina Elisabetta I. Fu il comandante in seconda della flotta inglese che sconfisse la Armada spagnola nel 1588.

* 1870 - Leopoldo II d'Asburgo-Lorena (Firenze, 3 ottobre 1797 – Roma, 28 gennaio 1870) fu il penultimo granduca di Toscana.
Figlio secondogenito del granduca Ferdinando III di Toscana e di Maria Luisa di Borbone-Napoli. Visse la sua prima giovinezza in Germania, dove il padre si era rifugiato dopo l'invasione napoleonica. Divenne principe ereditario "in pectore" del Granducato di Toscana nel 1800, alla morte del fratello maggiore Francesco Leopoldo.

▪ 1919
- Georgij Michajlovič Romanov (in russo Георгий Михайлович[?]) (Bely Klyuch, 23 agosto 1863 – San Pietroburgo, 28 gennaio 1919) fu un figlio del granduca Michail Nikolaevič di Russia e primo cugino dell'imperatore Alessandro III.
Fu generale dell'esercito russo nella Prima Guerra Mondiale. Durante la rivoluzione russa venne imprigionato dai bolscevichi e ucciso da uno squadrone di fucilieri assieme al fratello granduca Nikolaj Michajlovič ed ai cugini granduchi Pavel Aleksandrovič e Dmitrij Konstantinovič.

- Nikolaj Michajlovič Romanov (Carskoe Selo, 26 aprile 1859 – San Pietroburgo, 28 gennaio 1919) fu il figlio maggiore del granduca Michail Nikolaevič di Russia e della moglie Cecilia di Baden, nonché primo cugino dello zar Alessandro III.
Studioso e storico eminente, diede importanti contributi allo studio della storia russa relativa al periodo del regno di Alessandro I. I suoi lavori, pubblicati in russo e francese includono i documenti diplomatici dello zar Alessandro I e Napoleone, la biografia dell'amico dello Zar, Paul Strogonov e alcuni studi biografici su Alessandro I e la moglie, l'imperatrice Elizaveta Alekseevna, nata Luisa Maria di Baden.
Di ideologie politiche liberali, egli virò verso quello che definì un "repubblicanesimo autoritario".
Combatté instancabilmente per riformare il sistema, infatti la sue vedute progressiste lo resero un membro piuttosto insolito della sua famiglia; il riconoscimento dei contemporanei per le sue doti venne piuttosto dall'estero che dalla Russia. Fu un membro dell'Accademia Francese, presidente della Società Imperiale Russa di Storia, della Società di Pomologia e della Società Geografica Russa; ricevette inoltre una laurea honoris causa in storia e filosofia dall'Università di Berlino e una in storia da quella di Mosca.
Perse il favore imperiale durante l'ultima parte del regno di Nicola II visto che la zarina Alessandra Feodorovna lo disprezzava per le sue vedute liberali. Man mano che la situazione politica dell'impero russo peggiorava egli fece pressioni sullo Zar affinché concedesse delle riforme e partecipò addirittura alle discussioni per organizzare una rivoluzione di palazzo. Dopo la caduta della monarchia venne esiliato a Vologda; venne poi imprigionato dai bolscevichi a San Pietroburgo ed in seguito fucilato fuori dalla Fortezza di San Pietro e San Paolo assieme al fratello Georgij Michajlovič e ai cugini Dmitrij Konstantinovič e Pavel Aleksandrovič.

* 1947 - Morris Raphael Cohen (Minsk, 25 luglio 1880 – 28 gennaio 1947) è stato un filosofo e insegnante statunitense,che ha unito pragmatismo, naturalismo razionalistico con la logica positivista.
Nacque a Minsk, in Bielorussia, ma emigrò con tutta la sua famiglia negli Stati Uniti all'età di dodici anni.
Studiò al City College di New York (CCNY) ed all'Università di Harvard dove fu allievo di Josiah Royce, William James e Hugo Munsterberg.
Nel 1906 coronò il suo impegno scolastico, ottenendo la laurea.
Insegnò filosofia al CCNY dal 1912 al 1938, e diritto all'Universita di Chicago dal 1938 al 1941 e al New School for Social Research. Si distinse per una vasta conoscenza enciclopedica, e per la sua abilità a criticare e a smontare i sistemi filosofici. La libreria del CCNY è stata dedicata a lui.
Le sue opere esercitarono una forte influenza sul pensiero americano.
La tematica pregnante del percorso filosofico di Cohen fu certamente la perorazione dell'applicazione della ragione in ogni campo della conoscenza e dell'attività umana. Per questo motivo, nella sua opere principale Ragione e natura (1931) cercò di evidenziare l'inadeguatezza dell'immaginazione, dell'esperienza, dell'intuizione, proponendo invece analisi svolte con il metodo scientifico. Il suo modello appoggiò l'unione fra ragione e natura, l'utilizzo della metafisica per estendere l'applicabilità del metodo stesso. Cohen non negò l'ambito irrazionale anche se non accettò l'ipotesi di un'anima diversa dal corpo, al quale concesse una posizione in quello che chiamò il principio di polarità e assunse un atteggiamento neutro di fronte al finalismo.
Nel saggio Studi filosofici e scientifici (1949), propose uno dei suoi concetti più interessanti, ovverossia l'autocorreggibilità della scienza, collegandosi sia al fallibilismo di Charles Sanders Peirce sia alle teorie popperiane della falsificabilità.

* 1971 - Donald Woods Winnicott (Plymouth, 7 aprile 1896 – Londra, 28 gennaio 1971) è stato un medico e psicoanalista inglese, famoso per le teorie delle relazioni oggettuali.
Studiò medicina a Cambridge laureandosi nel 1923. Nello stesso anno cominciò un'analisi personale con James Strachey (il traduttore inglese delle opere di Freud), e successivamente, diventato psicoanalista della Società Psicoanalitica Britannica, continuò ulteriormente la sua analisi con Joan Rivière, quest'ultima di impostazione prettamente kleiniana.
Winnicott, che inizialmente abbracciò le concezioni della Klein circa il rapporto madre-bambino, successivamente si discostò dal suo pensiero divenendo meno ortodosso ed entrando nel gruppo degli indipendenti britannici (il cosiddetto middle group, gruppo di mezzo), passando alla storia come uno dei pionieri della scuola delle relazioni oggettuali. La sua concomitante professione di pediatra lo porta ad osservare a lungo i bambini e la loro interazione con la madre, permettendogli così di elaborare originali teorie sullo sviluppo psicologico ed emotivo del bambino.

Concetti introdotti da Winnicott

L'holding
Holding è un termine introdotto da Winnicott per definire la capacità della madre di fungere da contenitore delle angosce del bambino. L'holding è la capacità di contenimento della madre sufficientemente buona, la quale sa istintivamente quando intervenire dando amore al bambino e quando invece mettersi da parte nel momento in cui il bambino non ha bisogno di lei. All'interno dell'holding il bambino può sperimentare l'onnipotenza soggettiva, ovvero la sensazione di essere lui, con i suoi desideri, a creare ogni cosa. Questa esperienza è necessaria ed indispensabile per il sano sviluppo dell'individuo, e può verificarsi soltanto all'interno di uno spazio fisico e psichico (un holding) che possa permettere la sua espressione.

Lo spazio transizionale
Per Winnicott il bambino inizialmente vive in una realtà costruita soggettivamente, dove tutto (compresa la madre) è sotto il suo controllo onnipotente (onnipotenza soggettiva); in questa realtà il bambino crede di costruire la madre con i suoi desideri. Gradualmente dovrà abbandonare questa visione edonistica per abbracciare una visione dello spazio oggettivo condiviso, dove la madre esiste indipendentemente dalla volontà egoistica del bambino. Tuttavia, tra le due forme di realtà ne esiste una terza, lo spazio transizionale, il quale è sia costruito soggettivamente che percepito oggettivamente. L'esperienza transizionale (della quale fanno parte gli oggetti transizionali), avendo la caratteristica di entrambe le forme di realtà, permette al bambino di spostarsi verso una realtà oggettiva condivisa, senza esserne traumatizzato. Inoltre permette lo sviluppo della capacità di vivere nella realtà oggettiva riuscendo però a conservare il nucleo dell'onnipotenza soggettiva, che permetterà l'espressione dell'originalità e della passione nell'individuo.
Per Winnicott l'esperienza transizionale è una sorta di luogo psichico dove il bambino può giocare creativamente, e per questo motivo Winnicott assimila le esperienze culturali umane alle esperienze transizionali.
In ogni caso, lo spazio transizionale non consiste solo in una fase evolutiva dello sviluppo umano, ma è anche e soprattutto lo spazio potenziale tra individuo e ambiente, in cui si modella, in "tutte le età successive dell'uomo" ogni forma di processo mentale creativo, che ci permette di sviluppare una autonomia riflessiva personale e di cogliere l'opportunità che ciascuno di noi vuole concedersi, di dare un nuovo e personale senso alla propria esistenza e al mondo, a partire dalle pregresse esperienze sociali e culturali.

L'oggetto transizionale
All'interno dello spazio transizionale acquista notevole importanza l'oggetto transizionale. Questo termine denota un oggetto, generalmente di qualità tattile-pressoria (lembo di coperta, peluche, pezzo di stoffa. ecc.) che viene acquisito dal bambino per aiutarlo nel suo sviluppo psicologico; esso viene ad essere il primo oggetto assimilato dal bambino come "non-me". Tale oggetto, rappresentando l'unione con la madre, ne permette anche il distacco e l'autonomia da essa, un processo definito come individuazione-separazione dalla Mahler. Quindi l'oggetto transizionale permette l'ammortizzazione del passaggio dallo stadio dell'onnipotenza soggettiva a quello della realtà oggettiva condivisa, e lo fa rappresentando in maniera pre-simbolica l'area (o spazio) transizionale, uno spazio dove la madre non è né costruita soggettivamente né esistente oggettivamente. Il fenomeno (o oggetto) transizionale non è quindi né percepito onnipotentemente né visto come appartenente alla realtà oggettiva, venendosi a trovare in uno spazio di mezzo, lo spazio potenziale, situato tra il sé e il non-sé.

La madre sufficientemente buona
Winicott definisce madre sufficientemente buona quella madre che, in maniera istintiva, possiede le capacità di accudire il bambino misurando opportunamente il livello della sua frustrazione. La madre sufficientemente buona possiede la cosiddetta preoccupazione materna primaria, uno stato psicologico indispensabile perché essa possa fornire le cure adeguate al piccolo e che le permette di "fornire il mondo" al bambino con puntualità, facendogli sperimentare l'onnipotenza soggettiva. Tra i compiti della madre, infatti, vi è anche quello di presentare il mondo al bambino (presentazione dell'oggetto); la madre sufficientemente buona sa istintivamente quando presentare gli oggetti al piccolo, quando accudirlo, quando e come frustrarlo facendo sì che il suo sviluppo proceda senza intoppi e senza traumi per lui soverchianti. Allo stesso modo Winnicott parla di madre non sufficientemente buona intendendo quella madre, in genere vittima di psicopatologie depressive o simili, che fornisce al bambino cure senza creatività, senza adattarsi a lui ma in maniera meccanica; con una madre non sufficientemente buona il bambino smetterà presto di vivere nell'illusione che sia lui a creare e distruggere gli oggetti, e vivrà in un mondo, presentatogli dalla madre, alla quale egli dovrà essere accondiscendente: la creatività nascente potrebbe cosi essere uccisa. Anziché essere la madre ad adattarsi al piccolo, in questo caso sarà il piccolo a doversi adattare alla madre (o alla principale figura di accudimento). La madre non sufficientemente buona può distruggere in maniera traumatica l'esperienza dell'onnipotenza soggettiva del bambino, favorendo in particolare lo sviluppo di un falso sé.

Il falso sé
Winnicott intendeva indicare, con questo termine, le situazioni nelle quali il paziente avvertiva un pesante senso di inutilità soggettiva, di non esistenza. Il falso sé deriverebbe da un rapporto primario madre-bambino insoddisfacente, quindi da una madre che non risponde in maniera soddisfacente ai bisogni del bambino. In questo caso non si parla tanto di bisogni fisiologici, quanto dei bisogni di crescita, di onnipotenza, di creazione e distruzione dell'oggetto. Inizialmente, infatti, è importante che il bambino sperimenti l'onnipotenza soggettiva, vivendo nell'illusione di essere lui (con i suoi desideri) a creare e distruggere la madre. Successivamente, grazie all'esperienza e all'oggetto transizionale, potrà muoversi verso un terreno di realtà condivisa, meno egocentrico. Per fare ciò ha bisogno di una madre sufficientemente buona che lo sottoponga a delle frustrazioni ottimali, che il piccolo possa recepire in maniera non traumatizzante.
La madre non sufficientemente buona, invece, interrompe bruscamente l'onnipotenza soggettiva del bambino, tarpandone le ali e impedendo la crescita del vero sé: è in questo modo che si forma il falso sé, un sé privo di energia soggettiva, fatto di accondiscendenze, non creativo, senza spinta. Al contrario, il vero sé è quello nato dal normale superamento dell'onnipotenza soggettiva, la quale rimane come base del vero nucleo della personalità, la fonte di energia dalla quale si sviluppano gli aspetti periferici della personalità. Il falso sé viene quindi a configurarsi come una patologia legata ad un deficit presente nell'ambiente del bambino, ad una carenza nelle cure materne; si passa così da una teoria del conflitto, tipica della psicoanalisi freudiana, della psicologia dell'Io e delle concezioni kleiniane, a una teoria del deficit che presuppone l'assenza o la carenza di importanti elementi dello sviluppo.

* 1972 - Dino Buzzati Traverso (San Pellegrino di Belluno, 16 ottobre 1906 – Milano, 28 gennaio 1972) è stato uno scrittore, giornalista e pittore italiano.
Buzzati nasce nella villa di famiglia di San Pellegrino, alle porte della città di Belluno. Il padre Giulio Cesare, che morì nel 1920, è un famoso giurista di nobile stirpe bellunese, mentre la madre, Alba Mantovani era imparentata con una famiglia del patriziato veneziano (i Badoer). Terzo di quattro figli, Augusto (1903-?), Angelina (1904-2004) e Adriano (1913-1983), noto genetista, la famiglia Buzzati trascorreva le estati nella villa a Belluno e l'inverno a Milano, dove il padre — docente di diritto internazionale — lavorava alla neonata università Luigi Bocconi, dividendosi tra questa e l'insegnamento alla più antica università di Pavia.
La villa di famiglia e la biblioteca, fondamentali nella formazione dello scrittore, meriterebbero una storia a parte. Nei primi anni della sua infanzia lo scrittore presentò una grande attenzione e sensibilità per le arti figurative e per la musica, imparando a suonare a dodici anni pianoforte e violino, abbandonando però in seguito gli studi. Connaturata alla crescita di Buzzati è anche l'amore per la montagna che lo porterà a scalare e a sognare le montagne per tutta la vita. Dopo i primi anni, e dopo la morte del padre, a quattordici anni, Buzzati si iscrive al più rinomato liceo di Milano, il Parini, dove conoscerà Arturo Brambilla, che in seguito diventerà il suo migliore amico; i due si cimentarono anche in duelli di scrittura, da cui uscirà la prima produzione letteraria dell'autore bellunese. Con lui inizierà una fitta corrispondenza che continuerà sino alla prematura morte di Brambilla, lasciando un vuoto incolmabile nella vita dello scrittore.
In questi anni Buzzati scopre l'interesse per la cultura egizia (nelle lettere con Brambilla si firmerà a lungo Dinubis) e per Arthur Rackham. Terminati gli studi superiori Buzzati inizia a mostrare le prime velleità letterarie iniziando a pensare di scrivere un romanzo, e si iscrive a giurisprudenza per assecondare le volontà della famiglia e per proseguire la tradizione (i due fratelli infatti avevano intrapreso strade diverse iscrivendosi l'uno a ingegneria e l'altro a biologia).
Nel 1928, poco prima di terminare gli studi universitari, entra come praticante al Corriere della Sera del quale diverrà in seguito redattore, ed infine inviato. Sempre nello stesso anno si laurea in giurisprudenza con una tesi dal titolo La natura giuridica del Concordato.
Nel 1933 uscì il suo primo romanzo, Bàrnabo delle montagne, al quale seguì dopo due anni Il segreto del Bosco Vecchio. Da entrambe le opere furono tratti film ad opera di registi italiani: il primo girato da Mario Brenta nel 1994, il secondo da Ermanno Olmi nel 1993.
Fra il 1935 e il 1936 si occupò del supplemento mensile La Lettura.
È del 1939 il suo più grande successo: Il deserto dei Tartari, che verrà edito l'anno seguente (il titolo originale doveva essere La fortezza, poi cambiato per evitare il richiamo al conflitto mondiale ormai alle porte), dal quale nel 1976 Valerio Zurlini trasse il film omonimo. In quegli anni Buzzati cominciava a dedicarsi ai suoi fortunati racconti brevi, talvolta pubblicati anche sulle pagine del Corriere.
Accanto all'attività narrativa, Buzzati continuò la sua attività di giornalista. Una scelta di suoi articoli trova spazio nella raccolta Cronache terrestri.
Nel 1949 fu inviato al seguito del Giro d'Italia, all'epoca la manifestazione sportiva più seguita nella penisola.
Con un tono narrativo fiabesco, Buzzati affrontava temi e sentimenti quali l'angoscia, la paura della morte, la magia e il mistero, la ricerca dell'assoluto e del trascendente, la disperata attesa di un'occasione di riscatto da un'esistenza mediocre (Le mura di Anagoor, Il cantiniere dell'Aga Khan, Il deserto dei Tartari), l'ineluttabilità del destino (I sette messaggeri) spesso accompagnata dall'illusione (L'uomo che voleva guarire).
Il grande protagonista dell'opera buzzatiana è proprio il destino, onnipotente e imperscrutabile, spesso beffardo (come ne Il deserto dei Tartari). Perfino i rapporti amorosi sono letti con quest'ottica di imperscrutabilità (Un amore). La letteratura di Buzzati appartiene al genere fantastico, anche se talvolta presenta vicinanze al genere horror.
Fra i suoi ultimi scritti rientra I miracoli di Val Morel, pubblicato nel 1971 e non più ristampato. Il libro è una raccolta di finti miracoli, che nell'invenzione dell'autore sarebbero stati attribuiti a Santa Rita dalla tradizione popolare, e ispirati alla località di Valmorel di Limana.
Accanto all'attività di scrittore e giornalista, Buzzati si dedicava la pittura (terrà con successo anche alcune mostre) e al teatro, dando vita a un sodalizio con il musicista e direttore di orchestra Luciano Chailly, curando personalmente anche le scenografie delle sue rappresentazioni. Interessanti le esperienze come sceneggiatore, che lo videro collaborare con Federico Fellini alla stesura de Il Viaggio di G. Mastorna, il progetto che il regista inseguì tutta la vita, e che non ebbe mai luce. Sempre per il cinema, e probabilmente per lo stesso Fellini, realizzò anche il racconto e trattamento "Se sono grasso che male c'è", andato purtroppo disperso.
Fu, da un certo punto di vista, un autore molto realistico che affrontava la gente con i temi della solitudine e dell'angoscia. Uno dei pochi in Italia a promuovere i canoni della letteratura fantastica.
Morì di tumore al pancreas (male che già causò il decesso del padre nel 1920) alla clinica "La Madonnina" di Milano il 28 gennaio 1972.
A Buzzati sono stati dedicati il sentiero che collega Valmorel a Limana (provincia di Belluno) e un sentiero attrezzato che porta alla cima del monte Cimerlo nel Gruppo delle Pale di San Martino (Trento).
Lo scrittore sudafricano J. M. Coetzee, premio Nobel nel 2003, si è ispirato alla trama de Il deserto dei Tartari per scrivere uno dei suoi capolavori, Aspettando i barbari, pubblicato nel 1980. Ancora oggi, grazie a un numero elevatissimo di traduzioni Buzzati è forse più famoso all'estero che in Italia.

▪ 1978 - Arnold Hauser (Temesvár [1], 8 maggio 1892 – Budapest, 28 gennaio 1978) è stato uno storico dell'arte ungherese attivo soprattutto in Gran Bretagna. Si trasferì in Inghilterra nel 1938.
Sulla scorta delle ricerche della scuola storicistica e sociologica tedesca e della dottrina marxista di György Lukács, l'autore delinea una teoria dell'arte in cui i fenomeni artistici sono analizzati in stretta relazione con il loro contesto storico e sociale. In tal senso è avvicinabile al collega e connazionale Frederick Antal.
Respinge un'autonomia dell'arte, poiché essa è formata da fattori materiali che sono interdipendenti tra loro. Secondo lui ogni società ha un suo specifico stile; esempio, la società aristocratica predilige uno stile rigido, tradizionalista; mentre una società come quella democratica ne preferisce elementi che siano più naturalistici possibili, un'arte più vicina alla città.
Ha insegnato Storia dell'arte a Vienna e Budapest, in Inghilterra all'Università di Leeds, negli Stati Uniti alla Brandeis University e alla Ohio State University.