Il calendario del 23 Aprile

Fonte:
CulturaCattolica.it
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Eventi

▪ 215 a.C. - Un tempio dedicato a Venere viene eretto sulla somma del colle del Campidoglio a ricordo della Repubblica romana sconfitta al lago Trasimeno

▪ 1348 - Inghilterra: re Edoardo III proclama il giorno di San Giorgio e fonda l'Ordine della Giarrettiera

▪ 1508 - Italia, alla morte dell'ultimo duca di Montefeltro, Guidobaldo, tutti i possedimenti del casato passano a Francesco Maria della Rovere

▪ 1516 - Prima edizione dell'Orlando furioso di Ludovico Ariosto

▪ 1521 - Battaglia di Villalar: Carlo V del Sacro Romano Impero, Sacro romano imperatore e re di Spagna come Carlo I di Spagna sconfigge i Comuneros

▪ 1597 - Prima rappresentazione de Le allegre comari di Windsor alla presenza della regina Elisabetta I d'Inghilterra

▪ 1616 - Stesso giorno di morte di William Shakespeare e Miguel de Cervantes. Motivo per cui il 23 aprile è la "Giornata UNESCO dedicata al libro ed al diritto d'autore".

▪ 1661 - Re Carlo II d'Inghilterra, Scozia e Irlanda è incoronato nell'Abbazia di Westminster

▪ 1775 - Wolfgang Amadeus Mozart musica il testo metastasiano Il re pastore

▪ 1836 - Dopo la sconfitta del 21 aprile, il generale messicano Santa Ana è in fuga travestito da contadino, ma viene catturato dai texani di Sam Houston per le acclamazioni dei prigionieri al suo cospetto

▪ 1859 - Ultimatum di Francesco Giuseppe a Cavour; Nepomuceno Bolognini ripara in Lombardia ed entra come ufficiale nell'esercito sabaudo

▪ 1867 - William Lincoln brevetta lo Zoetrope, apparecchio precursore del cinema

▪ 1868 - Parigi su Le Moniteur si pubblica un articolo sulla mitragliatrice, da poco inventata

▪ 1918 - Il Guatemala dichiara guerra alla Germania (nell'ambito della Prima guerra mondiale)

▪ 1920 - Il Consiglio nazionale della Turchia rigetta il governo del sultano Mehmed VI e annunciando una temporanea Costituzione

▪ 1925 - Viene varato il transatlantico Conte Biancamano

▪ 1933 - Germania: viene istituita la Gestapo

▪ 1941 - Seconda guerra mondiale: a Salonicco (Grecia) le forze italo-tedesche firmano l'armistizio con la Grecia aggredita

▪ 1942 - Seconda guerra mondiale: attacchi aerei tedeschi sull'Inghilterra in risposta al raid su Lubecca. Bombe tedesche colpiscono duramente le città inglesi di Exeter, Bath e York

▪ 1945 - La notte, le formazioni partigiane alla Spezia sbaragliarono gli ultimi focolai di resistenza nazifascisti e si impossessarono dei centri nevralgici della città, dichiarandola libera

▪ 1946 - La Piaggio deposita un brevetto per "motocicletta a complesso razionale di organi ed elementi con telaio combinato con parafanghi e cofano ricoprenti tutta la parte meccanica": nasce la Vespa Piaggio

▪ 1948 - Guerra arabo-israeliana: il principale porto israeliano, Haifa, viene conquistato dalle forze palestinesi

▪ 1956 - USA: il cantante Elvis Presley tiene il suo primo spettacolo a Las Vegas, Nevada

▪ 1967 - Lancio in orbita della Sojuz 1: a bordo un solo cosmonauta, il colonnello Vladimir Komarov, che morirà durante le operazioni di rientro della navicella spaziale

▪ 1968 - USA: manifestazioni studentesche alla Columbia University contro la guerra del Vietnam

▪ 1974 - Sciagura aerea a Bali, Indonesia: un Boeing 707 della Pan Am precipita: 107 le vittime

▪ 1985 - Argentina, a Buenos Aires si apre il processo sulla fine dei desaparecidos

▪ Nel 1989 papa Giovanni Paolo II beatifica Suor Maria Margherita del Sacro Cuore, fondatrice delle Minime del Sacro Cuore

▪ 1990
- La Namibia diventa il centosessantesimo stato membro delle Nazioni Unite ed il cinquantesimo del Commonwealth inglese
- Istituito il Parco Agricolo Sud Milano

▪ 1993 - Eritrea: referendum per l'indipendenza dalla Etiopia

▪ 1994 - Importante passo avanti nel campo della fisica: viene resa pubblica la scoperta sperimentale del quark top, una particella subatomica, la cui esistenza era stata da tempo prevista dal Modello Standard

▪ 2001 - La Intel commercializza il processore Pentium 4

▪ 2003

  1. - Primi casi di SARS (Severe acute respiratory syndrome)
  2. - Dopo un tragico incidente, in un comunicato congiunto, le compagnia Air France e British Airways annunciano il ritiro definitivo dei Concorde, in seguito alle polemiche scoppiate dopo l'incidente stesso

Anniversari

▪ 1616
- William Shakespeare (Stratford-upon-Avon, battezzato il 26 aprile 1564 – Stratford-upon-Avon, 23 aprile 1616) è stato un drammaturgo e poeta inglese. È considerato uno dei più importanti drammaturghi di sempre. Delle sue opere ci sono pervenuti circa 38 testi teatrali, 154 sonetti e una serie di altri poemi.
Benché fosse già molto popolare in vita, divenne enormemente famoso dopo la sua morte e i suoi lavori furono esaltati e celebrati da numerosi ed importanti personaggi dei secoli seguenti; è spesso considerato inoltre il poeta rappresentativo del popolo inglese, soprannominato anche il Bardo dell'Avon (o semplicemente Il Bardo) oppure il Cigno dell'Avon.
Nonostante la cronologia esatta delle sue opere sia ancora al centro di numerosi dibattiti, così come la paternità di alcune di esse, è possibile collocare con sufficiente certezza l'epoca di composizione della maggior parte dei suoi lavori nei circa venticinque anni compresi tra il 1588 e il 1612.
Considerato uno dei pochi scrittori capaci di eccellere sia nelle tragedie sia nelle commedie, fu uno dei pochi drammaturghi della sua epoca capace di combinare il gusto popolare con una complessa caratterizzazione dei personaggi, una poetica raffinata e una notevole profondità filosofica.
Le sue opere sono state tradotte nelle maggiori lingue e inscenate in tutto il mondo. Inoltre è lo scrittore maggiormente citato nella storia della letteratura inglese e molte delle sue espressioni linguistiche sono entrate nella lingua quotidiana inglese. Negli anni, molti studiosi si sono interessati alla vita di Shakespeare, portando alla luce questioni riguardo alla sua sessualità e religiosità.
La mancanza di notizie biografiche su William Shakespeare è stata a lungo oggetto di dibattito fin dal XVIII secolo, tanto da far ipotizzare l'attribuzione delle opere a diversi autori.
Lo studioso settecentesco George Steevens affermava come le uniche cose certe sul Bardo fossero il suo luogo di nascita e morte e poche altre informazioni anagrafiche. Nei secoli seguenti, tuttavia, sono emersi tali e tanti documenti al riguardo da poter scartare le ipotesi più fantasiose e da far affermare a Samuel Schoenbaum, uno dei suoi più recenti biografi, che della sua vita ormai si conosce più d'ogni altro drammaturgo suo contemporaneo.

I primi anni
«La storia della vita di William Shakespeare è un racconto di due città. Stratford l'allevò; Londra gli diede, letteralmente e metaforicamente, un palcoscenico per la sua fortuna.» (Samuel Schoenbaum)
Shakespeare visse a cavallo fra il XVI e il XVII secolo, un periodo in cui si stava realizzando il passaggio dalla società medioevale al mondo moderno. Nel 1558 sul trono del regno era salita Elisabetta I d'Inghilterra, inaugurando un periodo di fioritura artistica e culturale che da lei prese il nome.
Il padre di Shakespeare, John, emigrò a metà Cinquecento a Stratford-upon-Avon, dove divenne guantaio e conciatore.
John compare per la prima volta nelle documentazioni storiche nel 1552, quando dovette pagare una multa per aver ammucchiato del letame in un luogo vietato. Il documento ci informa che John Shakespeare aveva in affitto un'ala di quella che sarebbe poi diventata famosa come la casa natale del poeta. Nel 1556, John accrebbe le sue proprietà, acquistando una proprietà fondiaria e l'altra ala della casa natale, che a quel tempo era una struttura separata (solo successivamente le due ali vennero unite, formando la costruzione che è possibile vedere ancora oggi). John prese in moglie Mary Arden, la figlia del ricco agricoltore Robert Arden. Mary era la figlia minore, tuttavia era probabilmente la prediletta del padre visto che quando questi morì, verso la fine del 1556, le lasciò tutti i suoi possedimenti di valore: la sua tenuta e il raccolto della sua terra. Il matrimonio avvenne tra il novembre del 1556, mese in cui fu redatto il testamento di Robert Arden, e il settembre del 1558, mese in cui nacque la prima figlia.
Documentata al giorno 26 aprile 1564 è la data di battesimo di William Shakespeare a Stratford-upon-Avon, la trascrizione nel registro parrocchiale dice: <>.
Non è documentata la data di nascita che tradizionalmente si suppone sia avvenuta tre giorni prima, il 23 aprile, giorno in cui si festeggia San Giorgio, patrono dell'Inghilterra. Shakespeare fu il terzo di otto figli. Durante l'estate del 1564, la peste colpì Stratford, tuttavia sembra che risparmiò la famiglia Shakespeare.
Sebbene non siano sopravvissuti i registri scolastici di questo periodo, molti biografi concordano che Shakespeare frequentò la King's New School, la "grammar school" locale distante circa quattrocento metri dalla sua casa.
Le grammar school - paragonabili per fascia d'età alla nostra scuola secondaria - variavano per qualità durante l'età elisabettiana, ma il programma di studi era imposto per legge in tutta l'Inghilterra ed era centrato sullo studio del latino e dei classici.
Nel 1579, Katherine Hamlett annega accidentalmente nel fiume Avon a Stratford; conosciamo questo evento grazie ad un'inchiesta di cui restano tracce negli archivi della cittadina.
L'evento dovette scuotere la piccola comunità, tanto da suggerire che Shakespeare, allora quindicenne, abbia successivamente preso spunto da questa situazione per la morte di Ofelia che manca nelle fonti dell'Amleto.
Il 27 novembre 1582, all'età di diciotto anni, sposa a Stratford Anne Hathaway, di otto anni più anziana. Il matrimonio, testimoniato da Fulk Sandalls e John Richardson, considerata la data di nascita della prima figlia, è probabile che sia stato affrettato dalla gravidanza della sposa.
Il 26 maggio 1583 la prima figlia di Shakespeare, Susannah, venne battezzata a Stratford. Due anni dopo, il 2 febbraio 1585, vennero battezzati due gemelli: un maschio, Hamnet, e una femmina, Judith. Gli Shakespeare chiamarono i figli come i loro vicini e inseparabili amici, Hamlet (o Hamnet) e Judith Sadler.
Quando nel 1598 Judith e Hamnet Sadler ebbero un figlio, lo chiamarono William. Hamnet era una variante morfologica, consueta a quel tempo, di Hamlet, pertanto alcuni sospettano che il nome del bambino abbia ispirato quello del protagonista dell'opera omonima, benché il nome Hamnet o Hamlet fosse a quei tempi piuttosto comune. La figlia di Judith e del vinaio Thomas Quinley, Elisabeth, sarà l'ultima discendente della famiglia.
Nel 1586 John Shakespeare viene escluso dal consiglio municipale per assenteismo.

Gli anni perduti
Dal battesimo dei due gemelli fino alla comparsa di Shakespeare sulla scena letteraria inglese, non si dispone di altri documenti; a causa di ciò gli studiosi si riferiscono al periodo tra il 1585 e il 1592 come agli "anni perduti".
Il tentativo di spiegare questo periodo ha dato vita a numerose supposizioni e fantasie; spesso nessuna prova suffraga queste storie se non le dicerie raccolte dopo la morte del drammaturgo.
Nicholas Rowe, il primo biografo di Shakespeare, riporta una leggenda di Stratford secondo la quale Shakespeare abbandonò la città, rifugiandosi a Londra, per fuggire ad un processo causato dalla caccia di frodo di un cervo.
Un altro racconto del XVIII secolo riporta che Shakespeare iniziò la sua carriera teatrale badando ai cavalli dei clienti dei teatri di Londra.
John Aubrey riportò che Shakespeare divenne un insegnante di campagna.
Alcuni studiosi moderni hanno suggerito la possibilità che Shakespeare sia stato assunto come insegnante da Alexander Hoghton di Lancashire, un proprietario terriero cattolico che cita un certo "William Shakeshafte" nel suo testamento.

L'ascesa al successo
«Se le Muse avessero parlato inglese avrebbero parlato con le ben limate frasi di Shakespeare» (Francis Meres)
Diversi documenti del 1592 ci informano del successo di Shakespeare in ambito teatrale: sappiamo che sue opere sono già state rappresentate dalle compagnie dei conti di Derby, di Pembroke e del Sussex; si ha notizia, inoltre, della rappresentazione il 3 marzo 1592 della prima parte dell'Enrico VI.
La fama di Shakespeare era in ascesa vertiginosa, tanto da attirarsi le gelosie dei colleghi più anziani. Proprio in quest'anno Robert Greene gli dedicò la celebre invettiva:
«Un corvo parvenu, abbellito dalle nostre piume, che con la sua "Arte di tigre nascosta da un corpo d'attore" ritiene d'essere capace quanto il migliore di voi di tuonare in pentametri giambici; ed essendo un faccendiere affaccendatissimo, è secondo il suo giudizio l'unico 'Scuoti-scene' del paese » (Greene, in un opuscolo pubblicato il 3 settembre 1592)
Negli anni 1593-94, a causa di una epidemia di peste, i teatri inglesi rimasero chiusi. Shakespeare, in questo periodo, pubblicò i due poemi Venere e Adone e Il ratto di Lucrezia. Dal 1594 entra nella compagnia dei "servi del Lord Ciambellano" (The Lord Chamberlain's Men), della quale facevano parte Richard Burbage e William Kempe.
Nel 1596 muore il figlio maschio (Hamnet) che fu sepolto l'11 agosto 1596.
Sempre nel 1596, il padre di Shakespeare, John, ottiene il diritto di fregiarsi di uno stemma e del titolo di gentleman per sé e per i suoi discendenti, il motto scelto è "Non sanz droict", "Non senza diritto".
Nel 1597 Shakespeare comprò da William Underhill per sessanta sterline una residenza a Stratford, The New Place, composta da "due granai, due giardini, due frutteti, con annessi". La casa, la più grande di Stratford a quei tempi, era stata infatti costruita da un eminente cittadino della generazione precedente, Sir Hugh Clopton. Quest'acquisto testimonia il notevole guadagno che Shakespeare aveva ottenuto con la sua attività teatrale.

Gli uomini del re
Per il 1598 Shakespeare si era trasferito nella diocesi di St. Helen's Bishopgate. Francis Meres pubblica il Palladis Tamia dove parla di "un Ovidio risorto nel mellifluo Shakespeare", e aggiunge che tra gli inglesi è il migliore sia nella tragedia sia nella commedia, citando i titoli di molte sue opere. In quello stesso anno partecipò come attore alla rappresentazione di Every Man in his Humour di Ben Jonson, nella parte di Kno'well, un vecchio gentiluomo; nell'in-folio delle opere di Jonson del 1616, Shakespeare compare infatti in cima alla lista degli attori, lo stesso in-folio ci informa dell'anno di rappresentazione.
Shakespeare divenne azionista (circa del 10%) della compagnia teatrale di cui faceva parte, conosciuta come The Lord Chamberlain's Men - la compagnia prendeva il nome, come altre di quel periodo, dal suo sponsor aristocratico. Essa, soprattutto grazie all'opera di Shakespeare, era talmente popolare da far sì che, dopo la morte di Elisabetta I e l'incoronazione di Giacomo I (1603), il nuovo monarca adottasse la compagnia che si fregiò così del titolo di The King's Men (Gli uomini del re) nella quale Shakespeare ricoprì il ruolo di amministratore, oltre a quelli di drammaturgo e attore. Vari documenti che registrano affari legali e transazioni economiche mostrano che la ricchezza di Shakespeare si accrebbe di molto nei suoi anni londinesi.

Il ritorno a Stratford
Intorno al 1611 si ritirò nella sua città natale, Stratford. L'11 settembre "Mr. Shackspere" figura sulla lista dei contribuenti che dovranno pagare l'imposta per la manutenzione delle strade reali.
Nel maggio del 1612 Shakespeare venne convocato a Londra per testimoniare nella causa "Mountjoy-Bellott", che opponeva due fabbricanti di parrucche londinesi, Christopher Mountjoy e il genero Stephen Bellott. Gli atti del processo sono giunti fino ai nostri giorni, al termine di quelli che contengono la deposizione di Shakespeare è presente la sua firma.
Nel marzo del 1613 Shakespeare acquistò una casa a Londra per 140 sterline (di cui 80 in contanti), si tratta dell'ex portineria dell'abbazia dei Frati Neri (Blackfriars), dunque non lontano dall'omonimo teatro.
Nel novembre 1614 trascorse a Londra diverse settimane insieme al suo genero John Hall.

La morte
Il 25 marzo 1616 Shakespeare fa testamento: la maggior parte delle sue sostanze va alla figlia Susanna e al marito; all'altra figlia, Judith, lascia alcune somme in denaro con clausole cautelative; alla moglie viene lasciato "l'usufrutto della seconda camera da letto" nella casa a New Place; lascia poi oggetti e piccole somme per l'acquisto di anelli ricordo a conoscenti di Stratford e agli attori Richard Burbage, John Heminge e Henry Condell.
Shakespeare muore il 23 aprile del 1616, e viene seppellito nel coro della chiesa parrocchiale di Stratford "Holy Trinity". Restò sposato ad Anne fino alla morte.
L'epitaffio sulla sua tomba recita:
«Cura, dolce amico nell’amore di Gesù,
di smuovere la polvere qui contenuta.
Benedetto colui che custodisce queste pietre.
E maledetto colui che disturba le mie ossa » (Epitaffio sulla tomba di W.Shakespeare)

Il monumento funebre fu realizzato alcuni anni dopo la morte del Bardo da uno scultore olandese, ed è uno dei pochi ritratti attendibili che siano giunti fino a noi.
Curiosamente Shakespeare è morto lo stesso giorno del grande scrittore spagnolo Miguel de Cervantes.
La cronologia delle opere di Shakespeare è incerta e rappresenta un argomento ancora dibattuto dagli studiosi. Di certo sappiamo che Shakespeare inaugurò la sua carriera teatrale e pubblica con la prima parte di un dramma storico, l'Enrico VI.
Esclusi rari casi come questo, si è proceduto all'identificazione della data di composizione tramite due canali: considerazioni stilistiche e richiami presenti in documenti del tempo. L'opera poetica e drammaturgica di Shakespeare costituisce una parte fondamentale della letteratura occidentale ed è continuamente studiata e rappresentata in ogni parte del globo. Per ciò che riguarda i testi teatrali, per la loro natura di opere destinate alla rappresentazione e pubblicate fortunosamente, non possono essere considerati alla stessa stregua di testi letterari, ma tutt'al più copioni, strumenti dell'arte mutevole della recitazione. Non a caso (e con poche eccezioni filologiche), è tuttora costume di ogni rappresentazione scespiriana di adattare, volta per volta, il testo alle necessità sceniche, operando tagli o omettendo intere scene. Ognuno dei drammi può essere considerato come la fotografia di un determinato momento nella elaborazione di uno spettacolo, condizionato da molti fattori, nel quale il ruolo di Shakespeare fu non solo quello del fornitore di copioni originali o magistralmente riscritti, ma spesso anche dell'organizzatore teatrale e dell'impresario, attento ai mutevoli gusti del pubblico e pronto ad adattare ogni scena alle necessità del momento, ai vincoli della censura o al particolare talento di un attore.

Opere teatrali
Tragedie

▪ Romeo e Giulietta
▪ Macbeth
▪ Re Lear
▪ Amleto
▪ Otello
▪ Tito Andronico
▪ Giulio Cesare
▪ Antonio e Cleopatra
▪ Coriolano
▪ Troilo e Cressida
* Timone di Atene

Commedie
▪ La commedia degli errori
▪ Tutto è bene quel che finisce bene
▪ La dodicesima notte
▪ Come vi piace
▪ Sogno di una notte di mezza estate
▪ Molto rumore per nulla
▪ Misura per misura
▪ La tempesta
▪ La bisbetica domata
▪ Il mercante di Venezia
▪ Le allegre comari di Windsor
▪ Pene d'amore perdute
▪ I due gentiluomini di Verona
▪ Pericle principe di Tiro
▪ Cimbelino
▪ Il racconto d'inverno

Drammi storici
▪ Riccardo III
▪ Riccardo II
▪ Enrico VI, parte I
▪ Enrico VI, parte II
▪ Enrico VI, parte III
▪ Enrico V
▪ Enrico IV, parte I
▪ Enrico IV, parte II
▪ Enrico VIII
▪ Re Giovanni


La suddivisione in "tragedie" o "commedie" è comunque parzialmente inesatta. Questa distribuzione nasce dall'ordine dato alle opere nel "First Folio", letteralmente primo in-folio. Oggi, gli studiosi aggiungono a queste categorie quella di "romances" o "drammi romanzeschi" (Cimbelino, Il racconto d'inverno, Pericle, principe di Tiro, La tempesta), che racchiudono un'atmosfera fiabesca e romanzesca tipica delle ultime opere shakespeariane.

- Miguel de Cervantes Saavedra (Alcalá de Henares, 9 ottobre 1547 – Madrid, 23 aprile 1616) è stato uno scrittore spagnolo. È universalmente noto per essere l'autore del romanzo Don Chisciotte della Mancia.

In quest'opera, pubblicata in due volumi nel 1605 e nel 1615, l'autore prende di mira con l'arma della satira e dell'ironia i romanzi cavallereschi e la società del suo tempo; contrapponendo all'allampanato cavaliere, che immerso in una perenne insoddisfazione insegue un sogno esaltato e maniaco di avventure e di gloria, la figura del suo pingue ed umanissimo scudiero, incapace d'innalzarsi al di sopra della piatta realtà.
La sua influenza sulla letteratura spagnola è stata tale che lo spagnolo è stato definito come la lingua di Cervantes ed a lui è stato dedicato l'Istituto di lingua e cultura spagnola. Curiosamente de Cervantes è morto lo stesso giorno di Shakespeare.
Nato nel 1547 ad Alcalá de Henares da una famiglia modesta; figlio di Rodrigo e di Leonor de Cortinas, Miguel è il quarto di sette figli. La sua famiglia è costretta a viaggiare, a causa degli scarsi guadagni del padre, da un paese all'altro, finché nel 1568 egli si trova a Madrid dove frequenta il collegio "El Estudio" diretto da Juan López de Hoyos.
Nel 1570 Cervantes si sposta in Italia per evitare la condanna al taglio della mano destra e a dieci anni d'esilio perché accusato di aver ferito un certo Antonio de Segura.
In Italia è prima cortigiano, anche presso la corte degli Acquaviva, nel Ducato di Atri in Abruzzo. Nel mese di settembre del 1571 s'imbarca quindi come soldato sulla galea Marquesa che fa parte della flotta della Lega Santa che sconfiggerà quella turca nella battaglia di Lepanto il 7 ottobre dello stesso anno. Nella battaglia rimane ferito e perde per sempre l'uso della mano sinistra.
Nel 1575 parte da Napoli per la Spagna con alcune lettere di raccomandazione che dovrebbero procurargli il comando di una compagnia. Ma la galera Sol sulla quale viaggia viene assalita dal rinnegato Arnaute Mami ed egli è catturato dai pirati e tenuto in cattività fino al pagamento di un suo riscatto, dove conobbe Antonio Veneziano e ne divenne amico, tanto che Cervantes, nel 1579, gli dedico una epistola in dodici ottave, opera che Cervantes reputò di un certo valore tanto che quasi settanta versi vennero reinseriti nella commedia El trato de Argel che narra della prigionia in Algeri.
Che l'amicizia fosse venata di ammirazione da parte di Cervantes, lo si deduce dalla novella El amante liberal in cui l'autore narra di un prigioniero siciliano che sapeva magnificare, nel ricordo, la bellezza della sua donna esprimendosi in versi sublimi, probabilmente si trattava della Celia, l'opera più famosa di Veneziano.
Finalmente liberato con l'aiuto della famiglia Cervantes ritorna in Spagna dove l'attende un duro periodo di umiliazioni e ristrettezze economiche.
Nel 1584 sposa Catalina de Salazar y Palacios e vive ad Esquivias, nell'attuale provincia di Toledo; qui pubblica La Galatea e nel 1586 si separa dalla moglie: il suo matrimonio, senza figli, si suppone infelice. Si trasferisce poi in Andalusia dove si occupa delle provvigioni per la Armada invencible e successivamente lavora come percettore di imposte. Incarcerato a Siviglia per illeciti amministrativi, riacquista poco dopo la libertà e negli anni immediatamente successivi è a Valladolid insieme alle due sorelle e alla figlia Isabella, nata da una relazione con una certa Anna de Rojas.
Nel 1605 Cervantes subisce una nuova vertenza giudiziaria: viene infatti trovato nelle vicinanze della sua casa il cadavere del cavaliere Gaspar de Ezpeleta e i sospetti cadono sullo scrittore, che viene imprigionato e subito prosciolto. Il dubbio che la morte del cavaliere sia in qualche modo riconducibile alla moralità delle due sorelle e della figlia colorisce tristemente i suoi ultimi anni.
Nel 1606 per seguire la corte di Filippo III di Spagna si trasferisce a Madrid e, malgrado gli stenti che non l'abbandonano mai, si dedica ad un'intensa attività e scrive in pochi anni gran parte e forse il meglio della sua produzione.
Il 23 aprile del 1616 muore dopo aver appena composto il congedo che è inserito nel prologo.

Opere
Cervantes non fu un umanista e nemmeno un letterato di successo. Egli scrisse nelle condizioni più sfavorevoli rubando tempo per i suoi studi ai quali si dedicava con gioia e dai quali sperava di ricavare denaro e gloria.
Il suo atteggiamento di fronte alle maggiori polemiche letterarie dell'epoca, come quella sul teatro e sul culteranismo, fu di indifferenza e la sua preferenza per i generi popolari, come il teatro o la novellistica, denotano che egli cercava soprattutto vantaggi economici, vantaggi che comunque non raggiunse nemmeno con la pubblicazione della prima parte del "Don Chisciotte" che gli diede un certo successo.
L'inserimento dello scrittore nell'ambiente letterario contemporaneo si può ricollegare con la sua prima produzione poetica, non copiosa, ma interessante, come El viaje del Parnaso, un poemetto giovanile che Cervantes pubblicò nel 1614 con una Adjunta al Parnaso in prosa.
Altro e forse maggiore valore documentario hanno le composizioni poetiche brevi nate per lo più da motivi occasionali che, nonostante il severo giudizio che espresse lo stesso autore e la critica, sono tuttavia soffuse di umorismo e di vivacità interpretativa.
Queste liriche non sarebbero indicative della letterarietà dell'ispirazione cervantina, se non si ritrovassero anche e in maniera più vistosa nella novella pastorale "Galatea" gli stessi elementi.
Alla prima attività letteraria è da ricollegare anche una parte della sua copiosa produzione teatrale, dal momento che due delle sue commedie, El cerco de Numancia e El trato de Argel si possono datare al 1583 circa.

La Galatea
La vera carriera letteraria di Cervantes inizia con La Galatea, che fu pubblicata nel 1585 ma venne scritta in gran parte nel 1582 ed è considerata la sua opera giovanile più impegnativa.

El ingenioso hidalgo don Quijote de la Mancha
Il romanzo El ingenioso hidalgo don Quijote de la Mancha, il capolavoro di Cervantes, venne pubblicato in due tempi, la prima parte nel 1605 e la seconda nel 1615, dopo l'apparizione di una prosecuzione apocrifa ad opera di Alonso Fernández de Avellaneda.

Ocho comedias y ocho entremeses
Del 1615 è anche la sua più lunga composizione poetica, Ocho comedias y ocho entremeses, che comprende Pedro de Urdemalas, la migliore opera teatrale del Cervantes e l'intermezzo El retablo de las maravillas, uno dei suoi più riusciti quadri popolareschi.

Los trabajos de Persiles y Sigismunda
Postuma risulta l'opera Los trabajos de Persiles y Sigismunda la cui dedica è datata 19 aprile 1616 e che venne pubblicata nel 1617.

Poetica
La formazione culturale di Cervantes si svolse nella fase di passaggio dal XVI secolo al XVII secolo in pieno clima rinascimentale e il passaggio dal rinascimento al barocco trovò in lui un interprete profondamente radicato nei problemi dell'uomo di quel tempo.
Nell'opera di Cervantes si coglie la necessità di scoprire il sogno, la fantasia, l'ignoto, la follia, l'istinto per portare alla luce la coscienza umana.
Nelle opere di Cervantes si coglie il desiderio di condizioni esistenziali diversi in cui l'uomo, libero dai rapporti sociali prestabiliti possa essere libero e realizzare la propria individualità. Don Chisciotte, il folle ed idealista cavaliere mancego e Sancho il suo realista scudiero sono espressioni diverse ma non contrastanti di questa esigenza che diviene il tema centrale di tutto il romanzo.
Cervantes conosceva gli scrittori contemporanei spagnoli e inoltre Aristotele, Platone e Orazio . Egli cercò di adattare il suo stile alle esigenze estetiche dell'epoca rinascimentale anche se spesso si nota nelle sue opere una ricerca personale e libera di concetti, di mondi e di sentimenti dove la letteratura si fonde con la spregiudicatezza d'invenzione e d'intuizioni.
La prosa di Cervantes cambia spesso per passare da periodi simmetrici e complessi ad altri più immediati dove il discorso si fa più semplice, diretto e familiare .
Nella lettura di Don Chisciotte quello che importa cogliere è il disagio di vivere che vagheggia un mondo mai esplorato ma sempre sognato.

▪ 1910 - Teresa Adelaide Cesira (in religione Teresa Maria della Croce) Manetti (Campi Bisenzio, 2 marzo 1846 – ivi, 23 aprile 1910) è stata una religiosa italiana, fondatrice della congregazione delle Suore Carmelitane di Santa Teresa: è stata proclamata beata nel 1986.
Teresa nacque nel 1846 nell'allora frazione di San Martino, da Gaetano, pollaiolo e da Rosa Bigagli. L'infanzia della giovane "Bettina" (così venne presto soprannominata dalla famiglia e dai compaesani) trascorse in mezzo alle serie difficoltà economiche della famiglia, succedutesi alla morte del padre, avvenuta quando la piccola aveva pochi mesi.
Bellissima ragazza, Teresa scoprì la sua vocazione nel 1865, durante un riposo forzoso a letto in seguito ad un incidente e decise di seguire l'esempio di Teresa d'Avila, che le sarebbe apparsa in visione. Nel 1874 iniziò la sua prima convivenza religiosa con due amiche nel cosiddetto "Conventino", una piccola casa sotto l'argine del Bisenzio e poco dopo si iscrissero al "Terzo Ordine Teresiano"; in questo periodo la giovane religiosa poté contare sull'aiuto ed i consigli di Don Ernesto Jacopozzi, il cappellano della chiesa di San Martino, che la seguì fino alla sua prematura scomparsa (1894).
Teresa decise allo stesso tempo di non dedicarsi esclusivamente ad una vita contemplativa o ascetica, ma di aprire il suo nascente Ordine al mondo, sviluppando così una notevole opera assistenziale, in particolare rivolta all'assistenza alle orfane.
Il successo dell'Ordine e la sua rapida espansione, prima in Toscana e poi nel resto d'Italia, rese necessaria una nuova sede e in pochi anni fu così costruito il nuovo Convento con annessa chiesa (1887) sempre a San Martino.
Nel 1904 le Suore Carmelitane di Santa Teresa ricevette l'approvazione da parte di papa Pio X e sempre in quegli anni furono aperte le prime sedi all'estero, in Siria e Palestina. Nel 1908 Bettina venne colpita da un male incurabile che la portò alla morte il 23 aprile 1910. Fu sepolta nel Convento di San Martino.

Il culto
Poco dopo la sua scomparsa, si aprì il processo canonico che si concluse il 19 ottobre 1986, quando papa Giovanni Paolo II la proclamò beata durante la sua visita a Firenze. Oggi l'"Ordine delle Bettine" (così sono chiamate familiarmente le suore) si è diffuso nel mondo e conta sedi in Italia, Brasile, Repubblica Ceca, Libano ed Israele. Il 7 dicembre 1999 "Bettina" è stata proclamata patrona di Campi Bisenzio, in seguito ad una petizione popolare che aveva raccolto migliaia di firme allo scopo.

▪ 1956 - Giuseppe Capograssi (Sulmona, 15 marzo 1889 – Roma, 23 aprile 1956) è stato un giurista e filosofo italiano che si è occupato principalmente di filosofia del diritto.
Giuseppe Capograssi nacque a Sulmona il 21 marzo del 1889 da un'antica famiglia nobile che vi si era trasferita da un comune della provincia di Salerno nel 1319, a seguito del vescovo Andrea. Si laureò in giurisprudenza a Roma nel novembre del 1911 discutendo la tesi di laurea "Lo Stato e la Storia", in cui già affiorano le problematiche connesse alle interrelazioni fra individuo, società e Stato: problematiche che impegneranno tutta la sua attività di studioso. Dopo aver esercitato l'avvocatura, iniziò la carriera accademica all'Università di Sassari, poi insegnò all'Università di Macerata, dove venne nominato anche rettore e quindi si trasferì nel 1938 a Padova, poi nel 1940 a Roma, di qui a Napoli, presso l'Università degli Studi di Napoli "Federico II", per un decennio, trascorso il quale si trasferì ex novo a Roma. Poco prima della morte venne nominato giudice della Corte Costituzionale. Precedentemente era stato insignito del titolo di Cavaliere della Gran Croce della Repubblica Italiana. Fu tra i fondatori dell'Ugci (Unione giuristi cattolici italiani), di cui fu anche il primo presidente.

Pensiero
La sua filosofia viene denominata "dottrina dell'esperienza giuridica" ed è rivolta alla centralizzazione della volontà del soggetto agente, che si imprime nell'azione stessa, vera fonte di espressione giuridica e di vita. La filosofia dovrebbe quindi occuparsi della vita e dell'azione, avendo a centro della sua speculazione la "persona". Il suo pensiero si ricollega al personalismo cattolico, il cui approfondimento si ebbe proprio nel Novecento, sulle orme di sant'Agostino, Pascal, Rosmini, anche ad opera di pensatori francesi quali Maritain e Mounier. Perciò, l'aver posto al centro della sua indagine il problema di comprendere i rapporti essenziali che intercorrono fra il diritto, inteso come esigenza giuridica, e la vita consente alla sua filosofia del diritto di superare il campo della tecnica giuridica per pervenire ad una visione organica e totale del reale, cioè a Dio.

* 1964 - Karl Paul Polanyi (Vienna, 25 ottobre 1886 – Pickering, 23 aprile 1964) è stato un filosofo, economista e antropologo ungherese.
È noto per la sua critica della società di mercato espressa nel suo lavoro principale La grande trasformazione.

La gioventù in Ungheria
Karl Polanyi, fratello del chimico e filosofo Michael Polanyi, nasce nella capitale dell'Impero Austroungarico in una famiglia di ottima posizione sociale. Nel 1905, all'età di 19 anni, la morte del padre lo getta improvvisamente nella miseria, e deve lavorare come tutore per aiutare la famiglia. Nel 1909 si laurea in giurisprudenza all'Università di Cluj, benché avesse seguito corsi sia a Budapest che a Vienna. Si associa al "Circolo Galilei" (Galilei Kor) di Budapest, e nel 1914 ed è tra i cofondatori del Partito Radicale Ungherese, di cui sarà segretario. Si associa alla massoneria e serve nell'esercito austroungarico nella prima guerra mondiale. Ferito, ritorna in Ungheria nel 1919, dove diventa giornalista. Appoggia, per la breve stagione restante fino alla fine di marzo del 1919, il governo di Mihály Károlyi, fino a quando questo non è rovesciato da Béla Kun, che instaura la Repubblica Sovietica Ungherese, e Karl Polanyi emigra a Vienna.

Il periodo viennese
A Vienna tra il '24 e il '33 fa il giornalista e collabora come commentatore politico ed economico - tra le altre - con la prestigiosa testata Der Oesterreichische Volkswirt. Inizia a criticare la Scuola Austriaca di economia, che considera astratta e lontana dalla realtà; mostra interesse per il socialismo fabiano e per il socialismo cristiano (pur essendo massone e di origini ebraiche). Discute con Ludwig von Mises e conosce Peter Drucker, il futuro teorico del management, sul quale lascia un'impressione profonda.

Gli Stati Uniti
Oppositore esplicito del nazismo, nel 1933 emigra negli Stati Uniti, accolto da Drucker e dall’economista istituzionalista John Maurice Clark. Per sbarcare il lunario dà lezioni serali di storia economica, i cui appunti diventeranno, riorganizzati e messi in una forma compiuta, la base principale per La grande trasformazione, testo che inizia a scrivere nel 1940 quando va nel Vermont per insegnare al Bennington College.
Pubblicato nel 1944, La grande trasformazione, nel quale egli descrive il processo di enclosure (privatizzazione delle terre comuni attraverso la recinzione) e la creazione del sistema economico moderno all'inizio dell'800, il testo ebbe un grande successo.
Dopo la seconda guerra mondiale Karl Polanyi è chiamato ad insegnare alla Columbia University, dove resterà dal 1947 al 1953. La passata appartenenza della moglie Ilona Duczynska al Partito Comunista sarà tuttavia fonte di problemi nell'ottenimento dei visti per lei, e la coppia si trasferirà in Canada, dal quale Karl pendolerà verso New York.
Nel 1950 riceve un finanziamento dalla Fondazione Ford per uno studio sui sistemi economici degli antichi imperi. Il materiale dei suoi seminari alla Columbia University e i risultati di questi studi diverranno la base per un suo ulteriore libro nel 1957 sull'economia degli antichi imperi.

Il pensiero
La tesi fondamentale di Polanyi riguarda la negazione della "naturalità" della società di mercato, ritenuta piuttosto un'anomalia nella storia della società umana (che lo porta a rifiutare l'identificazione dell'economia umana con la sua forma mercantile) e il concetto normativo di embedment. L'economia non è avulsa dalla società, ma non può che essere embedded, vale a dire integrata, radicata proprio all'interno della società. Esistono infatti tre forme di integrazione dell'economia nella società: la reciprocità, la redistribuzione e lo scambio di mercato. La "società di mercato" (la società in cui "tutto è mercato"), contraddistinta dalla presenza di una Alta Finanza, consiste proprio nella riduzione di tutto - natura, lavoro, denaro - a merce, di modo che la dimensione mercantile, che in altre epoche e società era solo una componente spesso marginale dell'attività economica, diventa predominante, fino al punto di piegare tutte le attività sociali, la forma stessa della società, alle esigenze dei mercati. La predominanza degli scambi commerciali a distanza, e dunque la predominanza della dimensione finanziaria che tali tipi di scambi richiedono, può essere considerata la sua definizione del Capitalismo. Polanyi contrappone alle aride logiche di mercato, una logica di distribuzione di beni basata sulla reciprocità, che si fonda sullo scambio dei beni basato sull’aspettativa di ricevere altri beni in modi stabiliti. Questa forma di economia si osserva in molte società "semplici". A differenza della maggior parte degli economisti che lo hanno preceduto, Karl Polanyi non considera la reciprocità, la redistribuzione e lo scambio di mercato come susseguentisi a livello temporale, vale a dire che in epoca più antica vigeva la reciprocità e via via le altre forme, ma le tre modalità di scambio economico possono coesistere. Polanyi ha anche elaborato una sua interpretazione originale della connessione fra la crisi del 1929 e i rapporti socio-economici, che portarno allo scoppio della seconda guerra mondiale.

Attualità di Karl Polanyi
Si assiste oggi ad un rinnovato interesse per il pensiero filosofico, economico, antropologico e sociologico di Karl Polanyi. A lui si rivolgono molti studiosi delle fenomenologie sociali contemporanee, quali la globalizzazione e le sue conseguenze. L'interesse per Karl Polanyi è centrale in genere per coloro che non ritengono l'economia un'attività separabile ed isolabile dal resto delle attività umane, e non credono nelle virtù autoregolatrici del mercato. Tra le correnti di pensiero economico odierne, la scuola regolazionista francese, (nella quale è lecito annoverare Jean-Paul Fitoussi); l'economista di Princeton Paul Krugman, autore di molti lavori sulle crisi che accompagnano la globalizzazione e premio nobel per l'economia nel 2008; l'economista indiano Prem Shankar Jha, che nel suo ponderoso Il caos prossimo venturo rivolge la sua attenzione a lui, oltre che a Fernand Braudel, Giovanni Arrighi, Eric Hobsbawm, Joseph Schumpeter, nella sua inquieta analisi del significato delle ricorrenti crisi finanziarie e politiche del mondo attuale globalizzato. Il pensiero di Karl Polanyi è stato fondamentale anche nell'avvio della Nuova Sociologia Economica, fondata da Mark Granovetter che riprende proprio il concetto polanyiano di embeddedness, di radicamento dell'economia nella società. Grazie a questi studi sono state analizzate molte forme di scambio "non economico" che avvengono nella nostra società contemporanea, come ad esempio il volontariato, le economie informali ecc.

Bibliografia
▪ Traffici e mercati negli antichi imperi. Le economie nella storia e nella teoria, Einaudi (con Conrad M. Arensberg e Anne Pearson, ed. originale 1966)
▪ Economie primitive, arcaiche e moderne, Einaudi Paperbacks, 1980 (ed. originale 1968)
▪ La libertà in una società complessa, Bollati Boringhieri, 1987
▪ Il Dahomey e la tratta degli schiavi. Analisi di un'economia arcaica, Einaudi, 1987, ISBN 8806593919 (ed. originale 1966)
▪ Cronache della grande trasformazione, Einaudi, 1993, ISBN 8806131761
▪ Europa 1937. Guerre esterne e guerre civili, Donzelli, 1995
▪ La sussistenza dell'uomo. Il ruolo dell'economia nelle società antiche, Einaudi Paperbacks e Readers, ISBN 8806055828 (ed. originale 1977)
▪ La grande trasformazione, Einaudi, 2000, ISBN 8806393545 (ed. originale 1944)

▪ 1986 - Otto Preminger (Vienna, 5 dicembre 1906 – New York, 23 aprile 1986) è stato un attore e regista austriaco.
Dotato di uno stile crudo e visionario, Otto Preminger è stato uno dei registi più originali ed innovatori del suo tempo.

▪ 1993 - Guido Carli (Brescia, 28 marzo 1914 – Spoleto, 23 aprile 1993) è stato un dirigente d'azienda, economista e politico italiano.
Presidente del Mediocredito dal 1953 al 1956, presidente dell'Istituto Italiano dei Cambi dal 1956 al 1957, ministro del Commercio con l'estero nel governo Zoli (19 maggio 1957 - 1º luglio 1958), presidente del Crediop (1959), nel 1960 è nominato direttore generale della Banca d'Italia. Ne diventa governatore sei mesi dopo, sostituendo Donato Menichella, e resterà in carica fino al 18 agosto 1975, quando rassegnerà le dimissioni. A sostituirlo sarà chiamato Paolo Baffi, suo principale collaboratore - benché non sempre le vedute fossero coincidenti - in quanto direttore generale dell'istituto di emissione dal 1960.
I motivi per cui Carli si dimette da governatore non sono mai stati chiariti. Probabilmente ha contato non poco il fatto che dopo quindici anni alle redini di via Nazionale subentrasse un po' di stanchezza. Inoltre, nel 1975 stava prendendo il via quella fase che nel 1978 avrebbe condotto il Partito Comunista Italiano a entrare nella maggioranza di governo, e la linea economica di Carli non era certo in sintonia con Enrico Berlinguer e gli economisti del PCI.
È stato presidente di Confindustria dal 1976 al 1980. È eletto senatore come indipendente della Democrazia Cristiana nel 1983 e nel 1987, non è rieletto nel 1992.
È stato presidente dell'Assonime (Associazione fra le Società Italiane per Azioni) dal 1989 al 1991.
È ministro del Tesoro nel sesto e nel settimo governo Andreotti, dal 22 luglio 1989 al 24 aprile 1992. In tale veste è uno dei firmatari per l'Italia del Trattato di Maastricht.
Dal 1º novembre 1978 alla morte è presidente dell'università LUISS di Roma, che nel 1994 (a un anno dalla sua morte) cambiò il nome in LUISS Guido Carli.
Autore di numerose pubblicazioni di carattere economico, nella metà degli anni Settanta collaborò con il settimanale L'espresso sotto lo pseudonimo di Bankor. È autore dell'autobiografia Cinquant'anni di vita italiana (Laterza 1993), redatta con la collaborazione di Paolo Peluffo.

▪ 2005 - Andrè Gunder Frank (Berlino, 24 Febbraio 1929 – Lussemburgo, 23 Aprile 2005) è stato un sociologo ed economista tedesco.
Andrè Gunder Frank è tra i fondatori della Teoria della Dipendenza e del World Systems Theory (Teoria del Sistema Mondo), negli anni 60.
Pur utilizzando alcuni concetti di Marx in economia politica, ne rifiutava la suddivisione degli stadi storici e l’intera teoria della storia economica.
Andreas Frank (Andrè) nacque in Germania, ma la sua famiglia lascia il paese quando Adolf Hitler viene eletto Cancelliere. Frank studia in varie località della Svizzera, finché nel 1941 tutta la famiglia emigra negli Stati Uniti. Qui gli affibbiano maliziosamente il nomignolo di Gunder per scherzare sulla sua lentezza paragonandolo al corridore svedese Gundar Haag. Si laurea in economia nel 1950 presso lo Swarthmore College e riceve il titolo di Ph.D. in economia nel 1957 presso la Chicago University, ironicamente il centro del pensiero liberista che Frank contrastò con i suoi studi. Il suo dottorato verteva sull’agricoltura sovietica e si intitolava Crescita e Produttività nell'Agricoltura Ucraina dal 1928 al 1955. Fatto ancora più ironico il supervisore della sua dissertazione era Milton Friedman, un uomo le cui teorie ispirate al laissez faire Frank avrebbe in seguito fortemente criticato.
Per tutti gli anni 50 ed i primi anni 60 Frank insegnò in università americane. Nel 1962 si spostò in America Latina, inaugurando un periodo di viaggi. Dal 1968 lavora come professore di Sociologia ed Economia all'Università del Cile, dove a partire dal 1970 fu coinvolto nelle riforme del governo di Salvador Allende. Dopo il colpo di stato in Cile del 1973 che rovesciò Allende, Frank si sposta in Europa, dove insegna in varie università. Nel 1994 si ritirò come professore emerito alla Università di Amsterdam.
Fu sposato con Marta Fuentes, cilena, assieme alla quale scrisse parecchi studi sui movimenti sociali, e dalla quale ebbe due figli. Marta morì ad Amsterdam nel Giugno 1993. Si sposò in seconde nozze con la sociologa Nancy Howell, che era stata sua amica per quaranta anni: durante il loro matrimonio vivevano a Toronto. Frank morì nel 2005 curato dalla terza moglie Alison Candela.

Opere e pensiero
Durante la sua carriera Frank insegnò e fece ricerca nei settori della antropologia, economia, geografia, storia, relazioni internazionali, scienze politiche e sociologia. Lavorò in nove università del Nord America, tre in America Latina, e cinque in Europa. Tenne un gran numero di lezioni e seminari in dozzine di università e altre istituzioni in tutto il mondo in inglese, francese, spagnolo, portoghese, italiano, tedesco e olandese. Frank scrisse ampiamente sui temi economici, sociali, di storia politica, di sviluppo contemporaneo del Sistema Mondo World System Theory, sui paesi sviluppati, e specialmente sul Terzo Mondo e l'America Latina. Egli produsse più di 1000 pubblicazioni in 30 lingue. Il suo ultimo articolo importante, "East and West ", apparve nel volume: "Dar al Islam. The Mediterranean, the World System and the Wider Europe: The "Cultural Enlargement" of the EU and Europe's Identity" edita by Peter Herrmann, del Cork University College, e Arno Tausch, della Università di Innsbruck, pubblicato da Nova Science Publishers, New York.
Il suo lavoro a partire dal 1990 fu centrato sulla storia mondiale. Egli tornò alla sua analisi della economia politica globale nel nuovo millennio ispirato da una lezione tenuta alla Stockholm School of Economics a Riga (SSE Riga). Nel 2006 la SSE Riga ebbe in consegna la collezione di libri personale di Andrè Gunder Frank e istituì in suo onore la Andrè Gunder Frank Memorial Library, con il supporto della Friedrich Ebert Foundation.
Frank fu un autore prolifico con al suo attivo circa 40 libri. Tra i suoi lavori più importanti Capitalismo e Sottosviluppo in America Latina edito da Einaudi. Pubblicato nel 1969, fu uno dei testi formativi per la Teoria della Dipendenza. Tra i suoi lavori più tardi ReOrient: Global Economy in the Asian Age e, insieme a Barry K. Gills, della Newcastle University, The World System: Five Hundred Years or Five Thousand. Le teorie di Frank si basano sull’idea che è la forza economica di una nazione a stabilire il suo potere globale. Secondo Frank soluzioni economiche orientate solo all’esportazione creano squilibri negativi per i paesi poveri. Frank ha contribuito in modo significativo alla World Systems Theory (che secondo lui dovrebbe chiamarsi World System One).
Frank ha sostenuto che un Sistema Mondo si era già formato non più tardi del quarto millennio a.C., nella prima età del bronzo. Questo contrasta fortemente con le idee della maggioranza degli studiosi che sostengono, ad esempio con Immanuel Wallerstein, che il Sistema Mondo sia iniziato nel XVI secolo. Barry K.Gills sostiene che le previsioni di Frank nei confronti dei paesi del mondo in via di sviluppo si sono dimostrate esatte con precisione: la persistenza della povertà causata dagli oneri dei debiti contratti nonostante gli investimenti; il fallimento dei capitalismi nazionali nello sviluppo dei paesi; gli effetti negativi della globalizzazione capitalistica; il riapparire di persistenti crisi economiche strutturali estese su scala internazionale; la contemporanea emergenza di movimenti fondamentalisti di tipo etnico, nazionalista, religioso, in grado di minacciare la cultura democratica.
Centrale nella sua visione è il rifiuto dell’Eurocentrismo a favore di una prospettiva umano-centrica basata sulla storia del mondo intero.