Condividi:

"Donna perché piangi?"

Autore:
Bruschi, Franco
Fonte:
CulturaCattolica.it
Dice Gesù a Maria Maddalena: “Donna perché piangi?”. La stessa domanda la fa a me, a te, a ogni uomo.
Ognuno di noi ha dei motivi per cui piangere, primo fra tutti quel desiderio di felicità che, malgrado tutti i nostri sforzi, non si riesce mai a colmare in modo esauriente, totale.

Dice Gesù a Maria Maddalena: “Donna perché piangi?”. La stessa domanda la fa a me, a te, a ogni uomo.
Ognuno di noi ha dei motivi per cui piangere, primo fra tutti quel desiderio di felicità che, malgrado tutti i nostri sforzi, non si riesce mai a colmare in modo esauriente, totale.
A persone come me a come te Cristo Risorto ripete: “Perché piangi?”. Questa domanda è ciò che cambia il pessimismo in ottimismo, il senso di negatività in positività, il dramma in speranza, perché chi la pronuncia è un uomo risorto da morte.
Ma continua così il commovente racconto evangelico. Maria Maddalena pensando che chi le parlava fosse il custode del giardino, gli disse: “Signore se l’hai portato via tu, dimmi dove lo hai posto e io andrò a prenderlo”. Gesù le disse: “Maria!”. Ella, allora, voltatasi verso di lui, gli disse: “Rabbunì!”, che significa: Maestro! Gesù le disse: « Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre, ma va dai miei fratelli e di’ loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”. Maria di Màgdala andò subito ad annunziare ai discepoli: “Ho visto il Signore!” e anche ciò che le aveva detto”.
Anche noi pensiamo spesso: “Mi hanno portato via il Signore. Dov’è la risposta a questa inquietudine che mi tormenta il cuore, dov’è il senso al mio dolore personale e al dramma del mondo?”
Ma ogni volta ci sentiamo chiamare per nome: “Franco! Luciano! Manuela! Barbara!…” da qualcuno dei “Suoi”, esattamente come nel giorno del nostro Battesimo, quando chiamati per la prima volta per nome, anche noi siamo diventati “Suoi”.
Ma per vedere e capire chi ti chiama devi voltarti e guardare, come ha fatto M. Maddalena, perché è dallo sguardo che inizia tutto, come per il bambino che guarda la mamma che gli sorride e scopre che la vita è positiva. Dio si rivela attraverso lo splendore di una rosa, di un cielo stellato, del volto della persona amata…basta guardare!
Un manifesto di qualche anno fa diceva: “Ci sono sempre persone o momenti di persone a cui guardare”. Gli apostoli, uomini come noi, impauriti, tristi, timorosi, delusi, chiusi in casa hanno ricevuto l’annuncio di speranza da una donna: “Ho visto il Signore!”. L’hanno guardata, l’ hanno fissata, l’hanno ascoltata e si sono mossi, sono corsi al sepolcro per verificare quanto detto dalla donna. La libertà consiste proprio nel riconoscere che ci possa essere qualcosa oltre le nostre vedute, previsioni, misure, aspettative.
Immersi in una cultura che riduce tutto alla nostra misura, che basa la felicità su ciò che è futile, effimero e quindi falso, deludente, che ci siano degli amici che fanno risuonare l’annuncio: “Ho visto il Signore”, cioè: “Guarda che non devi censurare il tuo cuore, guarda che è accaduta la risposta a quel che attendi” è la cosa più rivoluzionaria che possa esistere. Certo per gustare tutta la novità, la profondità e l’eccezionalità di questo annuncio, bisogna essere impegnati con la propria umanità che è fatta di desideri e di domande che non si lasciano mai ridurre “al poco o al nulla”,ma esigono una risposta grande, totale, come quella dell’ innamorato che dice alla donna amata: “Ti voglio bene”; o quella che “Il pastore errante”- cioè io, te - rivolge alla luna. Si tratta del desiderio e della domanda che sono alla base di tutta la grande poesia, l’arte, la musica, che rendono la vita, ogni vita, degna di essere vissuta, oggi purtroppo sempre più censurate anche in famiglia, anche a scuola, anche fra amici.
Concludo con quel che ha detto Emilio Bonicelli, autore di un testo stupendo su Maria Maddalena, commentando il passo di Giovanni che parla della corsa di Maria per portare il lieto annuncio agli apostoli impauriti come noi. “Maria correva nella brezza del mattino e i lunghi capelli volavano nella tenue luce del giorno che nasceva: “Corro per portare a tutti il dono della Tua Presenza che rende grande la vita. Sarai sempre con noi per guidarci al Padre, Padre Tuo e Padre nostro, il Padre che ci ama e non vuole perderci. Ero debole e mi hai salvata. Come è grande il mistero del tuo Amore”. Questa è la bellezza trasfigurata. Il Signore risorto dice che il nostro bisogno, dice che nulla della nostra vita è privo di senso e che ha avuto finalmente una risposta. Questo è l’augurio che vi faccio: che nella nostra compagnia noi possiamo davvero riconoscere questo e sentirci sempre mandati, sempre in corsa, per portare, in qualunque condizione noi siamo, quello che il mondo sta aspettando e lo attende attraverso di noi". Buona Pasqua!

Vai a "Ultime news"